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<title>Forum Anonimascrittori Favoriti Utente: Woltaired</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/</link>
<description>Anonima Scrittori - La pagina bianca. Un'idea. La sfida.</description>
<language>en</language>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 12:06:00 +0000</pubDate>

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<title>big one su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/48#post-209371</link>
<pubDate>Gio, 22 Giu 2017 12:44:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>big one</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209371@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Grazie SCa, mi fa davvero piacere il tuo interesse e aver ricevuto i tuoi complimenti. Tranquillo, non glielo dico!&#60;br /&#62;
Mi auguro di aver solleticato anche la curiosità di altri amici.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>SCa su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/48#post-209370</link>
<pubDate>Lun, 19 Giu 2017 09:52:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>SCa</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209370@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Complimenti big one, bel progetto.&#60;br /&#62;
Ho dato un'occhiata alle pagine di esempio. Suggestivi i due ritratti, per me più delle poesie, ma tu non glielo dire, credo sia un mio limite.&#60;br /&#62;
Anche la tecnica a china: non facile.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>big one su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/48#post-209369</link>
<pubDate>Ven, 16 Giu 2017 17:07:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>big one</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209369@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;bentrovati ex Anonimi.&#60;br /&#62;
Vi segnalo questa nuova uscita &#60;a href=&#34;http://www.efilidaquilone.it/segni01.html&#34;&#62;&#34;IL VOLTO E IL VIAGGIO&#34;&#60;/a&#62;,&#60;br /&#62;
lavoro del quale sono coautore descrivendo con 30 ritratti a china ciò che Alessio Brandolini racconta con 60 testi poetici.&#60;br /&#62;
Grazie per l'attenzione
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Woltaired su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/48#post-209368</link>
<pubDate>Mar, 18 Apr 2017 23:31:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Woltaired</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209368@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Bene, allora sono in buona compagnia.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/48#post-209364</link>
<pubDate>Mer, 22 Mar 2017 02:00:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209364@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Benedetto Croce scriveva &#34;sé stesso&#34;. Dillo alla tua ex.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Woltaired su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/48#post-209360</link>
<pubDate>Lun, 20 Mar 2017 11:25:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Woltaired</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209360@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;@SCa Quando ho scritto &#34;giovanilismo&#34; ero convinto che la propensione verso la non accentazione del pronome riflessivo nella locuzione composta con stesso o medesimo fosse una prerogativa degli under 35, poi ho scoperto, proprio con quel post, che anche miei coetanei, editor, correttori di bozze e non, hanno la stessa idea.&#60;br /&#62;
Ho scavato in dizionari, crusca e addetti ai lavori e mi pare che siano accettate entrambe le forme, ma non capisco perché il pronome riflessivo &#60;u&#62;sé&#60;/u&#62; debba perdere la propria identità, il proprio accento, solo perché in quella data locuzione non potrebbe comunque avere un senso differente. Allora potremmo non accentare città, tanto la figlia di Fantozzi ha sempre avuto due t.&#60;br /&#62;
Se poi addirittura c'è chi lo considera errore (una ex fidanzata, ora editor, mi ha detto che se non sono la Fallaci è meglio che scriva se stesso)(meno male che è ex!) ecco, mi girano!
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/48#post-209351</link>
<pubDate>Mer, 15 Feb 2017 02:47:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209351@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Idem.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209350</link>
<pubDate>Mar, 14 Feb 2017 01:33:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209350@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Oh, io l'unico Santoni che riconosco è il nostro Gabriele, sia chiaro.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>SCa su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209349</link>
<pubDate>Sab, 11 Feb 2017 21:51:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>SCa</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209349@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Tranquillo Woltaired, non sei certo il solo. Già con me siamo in due, anche se io lo consideravo per lo più nella forma intransitiva. Comunque come lo metti lo metti, verbo orrendo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Poi ti volevo chiedere una cosa che non ho capito: perché Santoni su &#34;sé stesso&#34; commette un errore di giovanilismo?
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Woltaired su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209348</link>
<pubDate>Sab, 11 Feb 2017 12:24:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Woltaired</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209348@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Ho appena letto un dizionario e ho scoperto che si dice &#60;em&#62;impermalire&#60;/em&#62; e non &#60;em&#62;impermalosire&#60;/em&#62; come io sono stato convinto per quasi cinquantasei anni. Sfoglio un altro velo d'ignoranza e vado. Anonima, mi manchi.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209329</link>
<pubDate>Sab, 22 Ott 2016 01:01:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209329@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Sì, sempre misurato, il nostro amato Franco.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209328</link>
<pubDate>Ven, 21 Ott 2016 08:32:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209328@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Ho appena letto queste misurate parole di Franco Cardini a proposito del Nobel a Dylan:&#60;br /&#62;
FRANCO CARDINI SUL NOBEL A BOB DYLAN&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#34;Dove poi si è passato il segno quanto a provincialismo, a ignoranza, a cattivo gusto, ad assenza di qualunque tipo di cultura e di sensibilità, è stato nelle polemiche contro il Nobel assegnato a Bob Dylan. Siamo davanti a un vero, grande interprete del nostro tempo con tutte le sue miserie, le sue passioni, le sue illusioni. La sua musica è stata grandiosa, i testi di molte delle sue canzoni dei veri e propri capolavori di poesia. Gli scrittorucoli miracolati dai media e incensati da una critica pennivendola e mafiosa che si sono indignati affermando che la musica non ha nulla a che fare con la letteratura hanno offeso tutta un’altissima tradizione che da Omero attraverso la lirica arabo-persiana e i trovatori provenzali giunge fin a Lorca, a Brel, a de André, a Bowie e a Guccini. Ma di che cosa state blaterando, banda di livorosi analfabeti?&#34;.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209293</link>
<pubDate>Dom, 01 Mag 2016 09:56:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209293@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Sì non affaticarti troppo che ti sloghi il polso   &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_lol.gif" title=":lol:" class="bb_smilies" /&gt; 
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209292</link>
<pubDate>Gio, 28 Apr 2016 23:53:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209292@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Mamma mia, quanto tempo che non scrivo niente qua sopra. Leggo, ma non scrivo. È ormai qualche mese che leggo solamente, e non scrivo una riga. Non solo qui sopra.&#60;br /&#62;
E più tempo passa senza scrivere, più aumenta la responsabilità di dover scrivere qualcosa di memorabile: &#34;Ma come, sei stato tutto sto tempo a pensarci e alla fine te ne esci con questa cazzata?&#34;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;E allora rompo il ghiaccio e mi limito a consigliare due bei libri che mi sono capitati tra le mani ultimamente.&#60;br /&#62;
Uno è &#60;em&#62;Breve storia di sette omicidi&#60;/em&#62; di Marlon James. Ha vinto il Man booker prize qualche mese fa e in Italia lo ha pubblicato Frassinelli nella traduzione di Paola D'Accardi. Lui è giamaicano e racconta la Giamaica degli anni settanta, il ghetto, le gang, la politica, la droga facendo parlare direttamente i protagonisti delle vicende. Una specie di &#60;em&#62;Romanzo criminale&#60;/em&#62; ma molto più letterario e sanguigno con  &#34;il cantante&#34; a fare da sfondo alla storia. Siamo di solito abituati a pensare alla Giamaica come sfondo per la biografia di Bob Marley, questo libro rovescia la prospettiva: &#34;il cantante&#34; (non viene mai chiamato per nome) non è protagonista, ma giganteggia onnipresente durante tutto il romanzo.&#60;br /&#62;
Anche il secondo libro lo pubblica Frassinelli (e così ho pure deciso che la mia prossima lettura sarà il libro che portano allo Strega sperando in un &#34;non c'è due senza tre&#34;) e si intitola &#60;em&#62;Alla fine di ogni cosa&#60;/em&#62;. Lo ha scritto Mauro Garofalo e racconta la storia di un pugile zingaro che nella Germania degli anni trenta viene defraudato del suo titolo meritatamente conquistato a favore di un pugile più ariano e consono alle spirito del tempo. Anche Dario Fo ha appena pubblicato un libro sullo stesso personaggio (si intitola &#60;em&#62;Razza di zingaro&#60;/em&#62;) ma quello di Garofalo ti fa proprio sentire i rumori, gli odori, le sensazioni della palestra e del ring probabilmente  perché pure Garofalo pratica il pugilato e si sente la passione per quello sport.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Vabbè, volevo scrivere due titoli e basta invece mi sono allungato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Buonanotte.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209181</link>
<pubDate>Mar, 25 Ago 2015 13:07:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209181@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;img src=&#34;https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xpf1/v/t1.0-9/11899980_10205087074923586_8078812873801158745_n.jpg?oh=4dbe25de1e06bdeda094e5013ac3dbe5&#38;#38;oe=567417EF&#34;&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209179</link>
<pubDate>Dom, 23 Ago 2015 18:00:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209179@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Pubblicato oggi su &#60;em&#62;Il Fatto Quotidiano&#60;/em&#62; e&#60;em&#62; Latina Editoriale Oggi&#60;/em&#62;:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Funerale Casamonica e questioni derivate&#60;/strong&#62;&#60;br /&#62;
&#60;em&#62;Antonio Pennacchi&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Leggo al volo stamane sulla stampa di Latina che un giovane del Pd, Matteo Palombo, si sarebbe azzardato a scrivere su facebook che il funerale di Vittorio Casamonica a Roma non costituisce niente di più che “un rituale canonico”. Subito dal Pd locale si sono levati gli scudi e i distinguo: “Quale Pd? Costui non c’entra un cazzo con noi, non ricopre alcuna carica”.&#60;br /&#62;
Per quanto mi riguarda credo – anche se il ragazzo sembra piuttosto ondivago, forse addirittura più di quanto lo foss’io da giovane – che Matteo Palombo non abbia tutti i torti. Io non so se il fu Vittorio Casamonica sia stato per davvero – e fino a che punto – camorrista e mafioso. Quello che so però è che in uno Stato di diritto non basta sospettare qualcuno d’esserlo, per poterlo poi definire tale e definire tali – con lui – tutti quelli che vanno al suo funerale. “Ma se era davvero così fuori norma e aveva fatto quello che voi dite”, si chiede il parroco salesiano di Don Bosco, don Giancarlo Manieri, “perché non lo avete arrestato, lasciandolo invece a piede libero? Vi aspettavate che lo arrestasse da morto il suo parroco in chiesa? Io faccio il prete, non il poliziotto” e non mi pare che abbia tutti i torti, povero parroco messo dai giornali sulla croce.&#60;br /&#62;
Dice: “Ma la carrozza, la banda, i fiori, l’elicottero?”. Ahò, ognuno i funerali suoi se li fa come gli pare. Mica sono – per ciò stesso – mafiosi. I funerali così, degli zingari sinti-rom Di Silvio e Ciarelli di Latina, con tanto di carrozza ad otto cavalli, banda musicale e tutto un manto di fiori sulla strada – l’elicottero no, l’elicottero è una innovazione tecnologica introdotta adesso – io me li ricordo fin da ragazzino, fin dagli anni cinquanta e sessanta, quando di mafia, droga e camorra, ancora non si sentiva proprio parlare.&#60;br /&#62;
Gli zingari Di Silvio di Latina – imparentati pare con i Casamonica – commerciavano allora solo in cavalli e bestiame, qualcuno forse ogni tanto rubacchiava qualcosa e le donne, questo sì, rompevano i coglioni per strada a chiedere l’elemosina o a voler leggere per forza la mano alla gente. Ma niente più. E i funerali in quel modo facevano parte da sempre dei loro più innocenti riti e legittime tradizioni. Li fanno così anche in Camargue o in Andalusia. Perché non li dovrebbero più fare a Roma o Latina?&#60;br /&#62;
A me pare di vedere in realtà – nella presente fattispecie e nel fracasso mediatico in atto – l’insorgere e riemergere d’un forte pregiudizio razziale antisinti, antizingaro, antirom. Si stima che a Latina i Ciarelli-Di Silvio – residenti e qui nati da oltre cinquant’anni, cittadini italiani a tutti gli effetti da generazioni e generazioni, progenie d’una migrazione indu che a metà del Seicento abbandonò l’India per trasferirsi in Europa: 350 anni quindi che stanno in Italia; molto più, forse, di tutti gli antenati del Salvini – a Latina siano oramai, nasci oggi nasci domani, oltre cinquecento.&#60;br /&#62;
Può essere che siano tutti delinquenti mafiosi camorristi? Può essere che per noi, presunti latinensi-doc, questi siano solo – tutti e cinquecento – un problema d’ordine pubblico o criminale, ma mai una possibile risorsa? Anzi, ogni volta che nasce un nuovo bambino zingaro, subito – nel momento stesso in cui esce – secondo noi gli viene assegnata da un ineluttabile destino una cella a via Aspromonte? Be’ non può essere che sia così, in un Paese civile.&#60;br /&#62;
È di pochi giorni fa la notizia che una bambina rom di 12 anni, Nicole Barr, che vive con la famiglia in un campo-roulotte ad Harlow in Inghilterra – anche se pure in Inghilterra gli zingari non li amano molto; anzi, normalmente li cacciano da ogni paese e città – è stata di recente ammessa all’esclusivo club mondiale dei geni, essendole stato riscontrato un quoziente intellettuale pari a 162 (la norma è 100), superiore anche a quello di Einstein o di Hawking. Chissà quante altre ed altri ce ne stanno.&#60;br /&#62;
Quando riusciremo, a Latina, ad utilizzare anche questi inespressi serbatoi di energie ed intelligenze, e a vedere un giorno un Ciarelli o una Di Silvio ufficiali dei carabinieri o magistrato, professore universitario o – perché no – parroco di San Marco? Non dipende da loro. Dipende da noi.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Camerata Neandertal"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/camerata-neandertal/page/2#post-209178</link>
<pubDate>Dom, 09 Ago 2015 23:59:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209178@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Bella, no?&#60;br /&#62;
Grazie, A, stia bene.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Camerata Neandertal"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/camerata-neandertal#post-209177</link>
<pubDate>Dom, 09 Ago 2015 11:12:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209177@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.paolonori.it/la-stessa-cosa/&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.paolonori.it/la-stessa-cosa/&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Una ventina di anni fa, a San Pietroburgo, ho conosciuto degli studenti di architettura di Como che mi eran rimasti molto simpatici e che di me dicevano che ero un solipsista, che era una cosa che non sapevo valutare molto bene se era un insulto o cosa perché non ero sicurissimo di cosa volesse dire. Dopo, una volta tornato in Italia, avevo guardato sul dizionario e avevo trovato che un solipsista era uno che credeva che la realtà si potesse conoscere solo attraverso l’esperienza, e aveva pensato che avevano ragione gli studenti di architettura di Como, ero un solipsista. Solo che chissà che dizionario ero andato a guardare, perché a guardarci adesso, sul dizionario, salta fuori che il solipsismo è una «teoria che assume il principio dell’egoismo e dell’utile individuale come norma etica fondamentale» (Grande dizionario italiano dell’uso di Tullio De Mauro); quindi, semplificando, un solipsista sarebbe uno che è po’ un egoista, che è una definizione che, se l’avessi letta venti anni fa, credo che avrei pensato che avevano ragione gli studenti di architettura, ero un solipsista. Ecco, questa faccenda del solipsismo mi è tornata in mente dopo che ho letto Camerata Neandertal (si scrive senz’acca), di Antonio Pennacchi, appena uscito per Baldini &#38;#38; Castoldi che, quando l’ho finito, mi ha fatto venire in mente un libro che ho scritto io che si intitola La vergogna delle scarpe nuove che è un libro che è uscito una decina di anni fa ed è forse il romanzo più complicato che ho scritto, che racconta un piccolo, dolorosissimo dramma, una separazione, ma ha una struttura anti-drammatica, mi verrebbe da dire, dal momento che si tratta di un romanzo che è strutturato così: c’è un prologo di 90 pagine, un romanzo che dura una riga e mezzo (e che posso citare integralmente: «È una cosa talmente evidente che non c’è bisogno di scrivere niente») e un epilogo che dura 120 pagine. Ecco, quest’ultimo romanzo di Pennacchi comincia concentrandosi, se si può usare questa parola per la prosa di Pennacchi, che è tutta centrifuga, divagatoria, deconcentrata, si potrebbe dire, ma nelle prime 46 pagine mi sembra evidente che Pennacchi stia trattando (prevalentemente) un mistero che riguarda il cranio dell’uomo di Neandertal che è stato trovato nel 1939 in una grotta del Circeo, mistero al quale Pennacchi aveva già dedicato un libro, Le iene del Circeo, uscito per Laterza nel 2010.&#60;br /&#62;
Poi, arrivati pagina 46, proprio nel momento in cui il mistero, il problema storico irrisolto (le problème d’histoire irresolu) si sta per risolvere, Pennacchi apre una parentesi, parte per una tangente, e lo porta, questa tangente, e si chiude, questa parentesi, a pagina 220: 184 pagine di parentesi.&#60;br /&#62;
E poi ricomincia il romanzo da dove si era interrotto e continua fino a pagina 279, e intanto che leggevo io pensavo che quella lunga parentesi (dove si ritrovano, visti da un altro punto di vista, illuminati da un’altra luce, molti personaggi dei precedenti libri di Pennacchi, non solo delle Iene del Circeo, anche di Palude, del Fasciocomunista, di Mammut, di Canale Mussolini e della recente Storia di Karel, perfino), intanto che leggevo pensavo che la parentesi era il romanzo vero e proprio solo che poi, quando sono arrivato alla fine, dopo che ho finito le 105 pagine del romanzo vero e proprio e le 184 della partentesi, a me è sembrato che questo romanzo, questo Camerata Neandertal, fosse un romanzo d’amore, dell’amore di Pennacchi per il protagonista dell’inizio e della fine del libro, che è un uomo, un fascista che si chiama Ajmone Finestra e che è stato anche sindaco di Latina (dev’essere incredibile, amare l’ex sindaco di Latina, e mi sembra coraggiosissimo, Pennacchi, a fare un libro del genere) che nelle prime pagine del libro muore; è un libro per un morto, mi è venuto da pensare, e ho pensato che anche tutti i romanzi che ha scritto Pennacchi sono libri per i morti, che è una cosa che io, nel mio solipsismo, l’avevo pensata una decina di anni fa (era un periodo che mi succedevano un sacco di cose, una decina di anni fa), quando, a una presentazione di quella Vergogna delle scarpe nuove mi ero sentito dire che «io, più vado avanti, più ho l’impressione che i miei libri, ecco secondo me io, ma anche gli altri che scrivon romanzi, secondo me i romanzi in generale si scrivono per i morti. Io se non avessi avuto i miei morti, – mi ero sentito dire, – mio nonno, mia nonna, mio babbo, io probabilmente non avrei mai scritto niente e i libri che piacciono a me secondo me sono scritti per della gente che sa già tutto, non per informare, per informare, per i vivi, ci sono i giornali, i telegiornali, i radiogiornali, i romanzi, mi sembra, son per i morti, e io ormai più passa il tempo anche nei vivi, anche in me, – mi ero sentito dire, – io apprezzo la parte morta, di me, la mia mortalità, non la mia vitalità».&#60;br /&#62;
Ecco allora alla fine, nel mio solipsismo, se dovessi dire cos’è, questo Camerata Neandertal di Antonio Pennacchi, è vero che è un romanzo d’amore, ma è anche un catalogo dei suoi morti, di Antonio Pennacchi, che poi, forse, nel mio solipsismo, mi viene da dire che è la stessa cosa.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Paolo Nori&#60;br /&#62;
Libero
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209176</link>
<pubDate>Dom, 26 Lug 2015 12:17:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209176@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Mi auguro che il suo racconto sia diverso dalla presentazione.&#60;br /&#62;
Lo posti e lo leggiamo - se le va e se non è troppo lungo, poiché purtroppo sto lavorando - insieme anche a quello di Bernardo.&#60;br /&#62;
In bocca al lupo, comunque.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209175</link>
<pubDate>Sab, 25 Lug 2015 13:28:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209175@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Se un giorno dovessi muggire: oceano e capodogli&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Un’ombra nata da quella che, a prima vista, sembra essere una luna calante nel buio di un lago; un’ombra che, avvilita, compie il primo passo lontano da quell’utero di luce pura, irradiata da un alone di sangue; un’ombra priva di fisionomia, la cui anonimia viene a mancare nella proiezione della stessa di un’altra ombra, una mucca colta nell’atto di muggire, una mucca che è insieme destino e morte, che è, in definitiva, individualità.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Questa la copertina – in particolare, nell’originale, un acrylic on canvas 15×25 cm – realizzata dall’artista perugino Giovanni Biscontini per la raccolta di racconti Se un giorno dovessi muggire, edita dalla SENSOINVERSO Edizioni, un insieme di quarantasei racconti di altrettanti autori emergenti, insieme – come spesso accade in questi casi – non omogeneo e a livello stilistico, e per spunti tematici, ma che, in ragione di questa differenza, aderisce perfettamente alla chiave di lettura proposta: Oceano di carta – oggi alla sua VI edizione.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Oceano è, infatti, nella sua piattezza, θεῶν γένεσις, origine degli dèi, e γένεσις πάντεσσι, origine delle individualità, inesauribile potenza generatrice del tutto, nella cui massa ha origine la vita; e talvolta, nella panthalassa/calamaio, tra cobitidi dormienti su un fianco e marlin eclettici, emergono dai fondali sabbiosi capodogli di China, quali Se un giorno dovessi muggire – racconto da cui la raccolta trae il titolo – o Invasione. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il primo, nutrendosi di reminescenze camussiane – in particolare, l’apatia di Meursault dinnanzi alla bara della madre -, propone il rapporto antitetico tra una donna in stavo vegetativo, morte-nella-vita, e il figlio, vita-nella-morte, rapporto in cui la componente affettiva madre/figlio si tramuta presto in costrizione – il figlio non lascia quasi mai il letto della madre, nonostante le ammonizioni dei medici; con grande abilità, l’autore dipinge, in una climax crescente, il paradosso del capovolgimento dei ruoli, portando il protagonista nella condizione atipica di assistente/manichino alla malattia della madre, precipitando egli stesso in uno stato di pre-morte, oscillando tra il conscio – l’uomo si analizza continuamente, traendo dai piccoli cambiamenti della sua vita quotidiana, come ad esempio il fatto che improvvisamente egli trovi piacere nel cucinare, un ultimo appiglio allo stato-di-vita – e l’inconscio – come per esempio nell’esplosione lirica del finale, un monologo interiore indirizzato alla moglie, nel quale il protagonista si vede come altro rispetto allo stato-di-morte della madre, paragonata ad una mucca muggente, ignorandone apparentemente la propria condizione psichica egualitaria emersa in modo conscio in altre parti del testo, raccomandando alla moglie, in maniera grottesca, di assisterlo in altro modo rispetto al tipo di assistenza che lui stesso prestava alla madre nel caso in cui, in futuro, si fosse trovato nella stessa condizione, concependo l’Amore come perenne stato-di-vita in eterna tensione.&#60;br /&#62;
La copertina di Se un giorno dovessi muggire.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La copertina di Se un giorno dovessi muggire.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel secondo testo assistiamo, invece, all’antitesi di gusto pirandelliano tra personaggi fissi, bloccati ognuno nel proprio ruolo, e individui pensanti, dinamici. In particolare, la scena – che si svolge tutta in un unico luogo, la casa/palcoscenico dei protagonisti – vede contrapporsi una giovane coppia sposata, assorbita pienamente dall’apertura di un nuovo negozio, e i loro figli, spettatori che partecipano involontariamente alla non-azione, partecipazione descritta attraverso una costruzione stilistica meta teatrale. I primi vivono alienati dal pànta rèi, in una condizione atemporale dovuta alla speranza cristallizzata di un futuro successo dell’attività, come causa ovvia dei loro sforzi; i secondi vivono pienamente il proprio divenire di esseri umani, passando dal ruolo di aiutanti – nel momento in cui la casa diviene anche magazzino del negozio e i due figlioli trasportano senza sosta degli scatoloni dal portone alla casa -, a quello di critici – i due tentano in ogni modo di “risvegliare” i genitori dal loro stato catatonico di vana speranza -, a quello, finale, di individui, lasciando la propria casa d’origine e facendosi ognuno una vita propria. L’ironia, infine, dona quel tono di riflessività necessaria, riflessività il cui apice viene toccato dall’autore nel momento in cui i due coniugi cercano incessantemente il loro gatto tra gli scatoloni e, successivamente, per le scale del palazzo, ricordandosi/scoprendo poi dal figlio maggiore che l’animale era deceduto ormai da qualche anno.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;In definitiva, Se un giorno dovessi muggire si propone come un’operazione letteraria che nulla ha di pretenzioso, ma che tuttavia risulta interessante per l’emergere dal coro di alcuni testi che, nella loro riuscitissima individualità, si propongono come specchi delle nevrosi moderne e della fissità cui la società contemporanea lega il non-individuo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Antonio Merola&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.letterefilosofia.it/2015/07/se-un-giorno-dovessi-muggire-oceano-e-capodogli/&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.letterefilosofia.it/2015/07/se-un-giorno-dovessi-muggire-oceano-e-capodogli/&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Con racconti, tra gli altri, mio (Alberto non era uno come gli altri) e di Bernardo Bassoli (Il Re)
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209167</link>
<pubDate>Mar, 07 Lug 2015 15:27:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209167@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Oggi su fb ho letto questo (bacheca di Morena Virgini):&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#34;Il gioco dell'impiccato ci insegna fin da piccoli che, dicendo le parole sbagliate, si può uccidere qualcuno...&#34;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209155</link>
<pubDate>Gio, 28 Mag 2015 13:24:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209155@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Una vecchia conoscenza anonima - il professor Marco Romano - su Eutopia Magazine:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;L'Europa delle città &#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Sono uscito dal liceo con un quadro delle vicende storiche europee, a partire dal Mille, tutto scandito dalle guerre e dalle paci tra gli Stati, le cui rispettiva date sono forse ancora in grado di ricordare.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Solo che quello non era il vero quadro dell’Europa.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Forse una trentina di anni fa – insegnavo da decenni urbanistica nelle facoltà di architettura – ho incominciato intravedere un altro punto di vista, perché dopotutto l’Europa che mi attraeva da sempre era quella delle città, quelle città che tutti visitano con ammirato fervore mentre dei domini territoriali protagonisti di quelle vicende era rimasta in fondo ben poca cosa, magari grandiosa come le regge del Seicento e del Settecento a Versailles o a Caserta, ma solitaria.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Così emergerà presto che quella stessa società nella quale radichiamo oggi i nostri progetti di vita, è nata proprio nelle città, in quei Comuni sorti dovunque intorno al Mille, quando la credibilità dell’organizzazione militare ereditata dall’impero carolingio era andata disfacendosi nella sua incapacità di contrastare le incursioni degli arabi dalle coste del Mediterraneo e le invasione degli ungari dalle steppe dell’Asia, e gli abitanti dei villaggi e delle modeste cittadine di allora prenderanno a organizzare la propria difesa da sé medesimi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Questa nuova società europea era costituita dai cittadini delle migliaia di civitas aperte a nuovi arrivati in fuga dalle campagne o da altre città- perché poi chiunque dopo un anno avrebbe potuto chiedere di farne parte alla condizione di rispettarne le consuetudini e di possedervi una casa - ma anche poi anche socialmente mobili, perché la loro organizzazione interna era fondata sull’avvento, come ha sottolineato Max Weber, dell’homo oeconomicus e delle gerarchie del suo mercato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La radice di questa rivoluzione era poi lo stesso cristianesimo, che aveva diffuso il principio che tutti gli uomini fossero eguali, ma per allora soltanto dopo la morte, quando il Signore avrebbe giudicato la competenza con la quale ciascuno aveva assolto al compito assegnatogli dalla nascita, i guerrieri dell’aristocrazia – ma anche quanti per vocazione s’erano fatti religiosi – e i contadini che con il modesto surplus del loro lavoro avrebbero assicurato il loro mantenimento.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ma i cittadini delle città saranno ora, in una società democratica, tutti eguali nella loro vita, sicché avranno un diritto di accesso ai beni che li rendono in qualche misura felici, di una felicità tutta terrena, beni prodotti poi da ciascuno con il proprio lavoro secondo la propria vocazione e la propria competenza.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Qualità e costo di questi prodotti verranno giudicati ora dal mercato, che costituisce il fondamento della nostra società, un mercato che premierà quanti eserciteranno al meglio la capacità nel proprio mestiere, acquistando per questo credibilità anche nella sfera politica e dando luogo così al governo delle gilde e dei mercanti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La Weltalschauung della civitas sarà ora sotto il segno della la razionalità strumentale, una accurata e quotidiana valutazione delle capacità di ciascuno di commisurare con rigore - almeno in linea di principio - vantaggi e costi di ogni iniziativa, un’etica della parsimonia quasi opposta all’etica dello spreco che continua a pervadere la sfera del mondo aristocratico.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La città sembra – secondo Le Goff – uno straordinario cantiere, dove tutti sono impegnati a contribuire al progresso nei più diversi ambiti, dai giuristi che elaborano un nuovo diritto mercantile e politico, ai costruttori delle cattedrali, ai contadini dei villaggi che razionalizzano le colture agrarie.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;E questa società è fondata sul desiderio, sul proliferare di nuovi desideri che artigiani e mercanti procureranno di esaudire, come quelle donne fiorentine che, ai tempi di Beatrice, vestivano un casto saio bigio e che trent’anni dopo diffonderanno la nuova moda gotica della vita alta con le maniche larghe e con il petto quasi scoperto, vestite ora con quei panni colorati che faranno la fortuna europea dei mercanti fiorentini, quelle ricorrenti novità della moda che non mancheranno di far arricciare il naso a Giovanni Villani ancora nel Trecento come ai critici contemporanei del consumismo, quel consumismo da mille anni motore della straordinaria efficienza tecnica della nostra società.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Rimaneva peraltro lo sfondo del dominio territoriale, perché non era pensabile che non sopravvivesse la traccia della monarchia originaria, quella stessa di Carlomagno, seppure con competenze reali irrilevanti, perché poi i diritti giurisdizionali di cui era in teoria titolare erano stati di fatto erosi dai privilegi concessi col tempo alle singole città o da loro stesse riscattati o dimenticati.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;E quando Luigi XIV sosterrà che “la Francia sono io” non alluderà a un suo dominio di fatto invece parecchio incerto: un decreto reale doveva venire approvato dal parlamento di Parigi, con il diritto di respingerlo due volte, mentre i parlamenti regionali semplicemente lo ignoravano. No, Luigi XIV intendeva sottolineare che le giurisdizioni territoriali esistevano in quanto esisteva un loro sovrano, e questo sovrano, e quindi gli stessi Stati, erano poi l’esito di politiche dinastiche, come il regno di Spagna che nascerà dal matrimonio dei due sovrani d’Aragona e di Castiglia.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;In queste città matura la nostra civiltà, i cittadini – che erano tali proprio per il possesso della casa – mostreranno lo status conseguito nella mobilità sociale esito del mercato decorandone variamente le facciate e contribuendo così a fare della città intera il manifesto di una diffusa volontà estetica – anche oggi la leggiamo nelle strade delle nostre città – mentre i medesimi cittadini come civitas affideranno la manifestazione della propria dignità nel contesto europeo erigendo quegli spettacolosi temi collettivi che conosciamo, cattedrali immense e palazzi municipali fastosi, e in seguito archi trionfali, teatri, biblioteche, musei, e quant’altro, fino ai giardini pubblici e agli stadi di oggi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;E poi le città europee verranno rese magnifiche dalle piazze tematizzate, la piazza principale e poi quella del mercato, la piazza conventuale e quella della chiesa, la piazza monumentale e la piazza nazionale, gli squares a giardino e le piazze di quartiere, piazze legate a loro volta dalle strade tematizzate – la strada principale, la strada monumentale, la passeggiata, i boulevards - che copriranno la città intera di una rete continua dove verranno esaltati i temi collettivi, disposti a sottolineare  quelle straordinarie sequenze che riconosciamo se appena vi prestiamo attenzione: un paesaggio che, volendo, il lettore potrà approfondire leggendo un mio esile libro, La città come opera d’arte.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Che la civiltà europea fosse maturata nelle sue mille città sarà poi, qualche secolo dopo, una consapevolezza diffusa, e che a proteggerle dovesse risorgere una sola e pacificata giurisdizione, erede naturale del Sacro Romano Impero e di Carlomagno invece che un mosaico di Stati in lotta tra loro, sarà il progetto di Carlo V con le consuete strategie matrimoniali di quei tempi – suo figlio avrebbe dovuto maritare Maria Stuart annettendo così l’Inghilterra e intrecciando analoghe parentele con Francesco I - ma sappiamo che i conflitti religiosi lo faranno rimanere soltanto un sogno, nonostante l’effimera vittoria sulla lega di Smalcalda a Mülberg.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Così gli Stati rimarranno tali e quali, il Seicento e il Settecento coinvolti in guerre dinastiche finanziate dalle ricchezze prodotte dalle città e dai prestiti dei loro banchieri – solo di rado questa prosperità sarà messa in forse dalle vicende di codeste guerre – ma tutto era destinato a peggiorare con l’irrompere dell’idea di nazione con la rivoluzione francese, perché ora nelle guerre non saranno più in gioco le famiglie regnanti con i loro eserciti assoldati ma quel soggetto mistico che sarà la nazione.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;In che cosa potesse consistere lo spirito di una nazione nessuno lo sapeva né lo sa ancora oggi – “un plebiscito quotidiano” insinuava Renan – ma queste nuove nazioni si daranno daffare per inventare le radici della propria identità, e così quella magnificenza architettonica che era stata l’orgoglio delle città diventa ora un’espressione della tradizione nazionale, e i cittadini di quelle città, che pure sono i legittimi eredi della loro grandiosità, ne verranno espropriati da ministeri e da sovrintendenze con un procedimento autoritario che, se lo vedessimo altrove, scatenerebbe la nostra indignazione: perché poi noi correntemente riteniamo che la più grave azione di una pretesa di dominio sia poi quella di appropriarsi delle manifestazioni dove è radicato il sentimento di un popolo della propria identità. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ora noi dobbiamo sperare che le nazioni, ereditate nelle loro forme moderne dal principio giurisdizionale dell’impero carolingio ma frantumato nei loro artificiosi confini, finalmente scompaiano tornando a sciogliersi di nuovo nella giurisdizione unitaria di un’Europa unitaria – dopotutto sono vecchie soltanto di un paio di secoli – con quelle poche competenze necessarie a uno Stato, la moneta e la guerra, che riconosca poi di essere quella stessa Europa nata mille anni fa, fatta di città: città, loro sì, esito di una volontà di bellezza e di democrazia che vorremmo veder rifiorire.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- See more at: &#60;a href=&#34;http://www.eutopiamagazine.eu/it/marco-romano/issue/leuropa-delle-citt%C3%A0#sthash.n8RUDbEC.dpuf&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.eutopiamagazine.eu/it/marco-romano/issue/leuropa-delle-citt%C3%A0#sthash.n8RUDbEC.dpuf&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209126</link>
<pubDate>Sab, 09 Mag 2015 20:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209126@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#34;E fu sera e fu mattina&#34; dell'autrice Daniela Rindi (Intermezzi Editore) è il pretesto narrativo per una riflessione sul dolore, sullo smarrimento dovuto alla perdita, sulla potenza orrorifica della morte che stravolge i nostri destini con una violenza che lascia basiti, sul senso di impotenza che ciascuno di noi è destinato a provare ad un certo punto della sua vita, amplificato dall'intensità quasi patologica dei legami, che purtroppo non garantisce un futuro ai nostri figli.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La trama - In questa breve ma intensa storia la piccola Irene vivrà un'esperienza drammatica e surreale al tempo stesso. Uno dei peggiori incubi di una bambina è destinato a diventare realtà, toccando il cuore del lettore in modo sorprendente, per lo sviluppo inatteso di una vicenda minimalista. &#34;E fu sera e fu mattina&#34; ben fotografa la solitudine postmoderna dell'uomo contemporaneo, privo di punti di riferimento, al punto da inseguire improbabili vie di fuga che spesso si rivelano velleitarie, cercando costantemente di comunicare con persone lontane perché incapace di dialogare col vicino di casa, visto come &#34;diverso&#34; a prescindere, nell'ambito di quartieri-ghetto dove c'è tutto quel che serve per soddisfare le esigenze materiali, a patto di avere un bel conto in banca, ma resta molto poco per nutrire lo spirito: non è un problema da poco.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il condominio dove abitano Marta e la figlioletta Irene, morbosamente legate anche per l'ennesimo fallimento sentimentale di questi tempi, è appunto una sintesi della crisi di socializzazione di un'epoca di deflazione non solo economica. La crisi e il disorientamento degli indifesi è ben rappresentato dalla bimba in questione, che sostituisce il suo bisogno d'amore, esasperato dall'assenza della figura paterna, con la classica fuga nei mondi paralleli dei cartoni animati e con richieste d'acquisto compulsive, come se riempire il carrello di &#34;ovetti&#34;, &#34;fruttoli&#34; e altri prodotti ben reclamizzati fosse garanzia di poter essere un giorno felici, come se bastasse il &#34;mitra ad acqua&#34; tanto desiderato da Irene in apertura per difendersi dalle mille insidie del vivere.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Riflessioni sull'opera - In un mondo reale dove perfino l'acqua è avvelenata e l'universo dei sentimenti è in evidente disfacimento non poteva mancare in questa storia un climax, che trasforma definitivamente la vita di Irene in un incubo. &#34;Cosa hai cercato di dirci con questo libro?&#34; ho chiesto a Daniela Rindi. &#34;Racconto un malessere grave umano e sociale. La madre abbandonata a se stessa si imprigiona da sola nelle sue idiosincrasie e frustrazioni. Muore lei è passa il testimone alla figlia, che vivrà il resto della sua vita come il peggiore incubo...&#34; ha spiegato l'autrice, mettendoci in guardia dai rischi dell'isolamento eccessivo, che spesso è solo il sintomo di una malattia mentale più o meno latente. Oggi, del resto, chi può dirsi davvero sano e al riparo dal male di vivere? &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2015/05/libri-e-fu-sera-e-fu-mattina-un-noir-di-daniela-rindi-00384743.html&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2015/05/libri-e-fu-sera-e-fu-mattina-un-noir-di-daniela-rindi-00384743.html&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209119</link>
<pubDate>Ven, 08 Mag 2015 11:01:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209119@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Sto leggendo il racconto lungo &#34;E fu sera e fu mattina&#34; di Daniela Rindi. Il titolo non mi piace ma è un noir davvero sorprendente che stanotte mi ha tolto il sonno. Brava Daniela.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209078</link>
<pubDate>Mer, 22 Apr 2015 15:38:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209078@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Grazie&#60;br /&#62;
Io lessi il Partigiano Johnny l'anno della maturità, anzi proprio nel maggio, mentre la preparavo. Mi perdevo nel ritmo di quel libro. Assai poco &#34;italiano&#34;...&#60;br /&#62;
Invece Pavese confesso che lo leggo esattamente come dice lei, come un intellettuale, quasi un filosofo. Ma non riesco a farmelo piacere.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209077</link>
<pubDate>Mer, 22 Apr 2015 12:04:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209077@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Pavese è un intellettuale che cerca di razionalizzare l'angoscia della sua estraneità al reale. Fenoglio invece è un mitopoieuta che canta il sentimento del reale, standoci con tutti e due i piedi affogati dentro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Io - anche ai giovani - continuerei a consigliare prima Fenoglio.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209075</link>
<pubDate>Mar, 21 Apr 2015 16:07:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209075@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Io preferisco Fenoglio. ma non saprei dire perché. Anche se hanno molti punti differenti.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209073</link>
<pubDate>Mar, 21 Apr 2015 10:48:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209073@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Pavese lo trovo un po' noioso anche se scrive in modo inappuntabile. I suoi incipit sono strepitosi. Fenoglio mi pare più &#34;vivace&#34;, dà più emozione. Ciononostante consiglierei a un giovane di cominciare dalla lettura di Pavese, il che è un paradosso.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209072</link>
<pubDate>Lun, 20 Apr 2015 22:43:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209072@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Eh no, cazzo, il gioco non funziona così:&#60;br /&#62;
parli prima lei, se ha il coraggio.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;(E se, soprattutto, li ha ambedue letti.)
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "Cosa hai letto ieri"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/cosa-hai-letto-ieri-libri/page/47#post-209071</link>
<pubDate>Lun, 20 Apr 2015 19:08:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209071@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Secondo voi è &#34;meglio&#34; Pavese o Fenoglio?
&#60;/p&#62;</description>
</item>

</channel>
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