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<title>Forum Anonimascrittori Discussione: la morte della patria 2</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/</link>
<description>Anonima Scrittori - La pagina bianca. Un'idea. La sfida.</description>
<language>en</language>
<pubDate>Wed, 20 May 2026 17:38:39 +0000</pubDate>

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<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12949</link>
<pubDate>Ven, 28 Ott 2011 21:15:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12949@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Dal sito della &#60;a href=&#34;http://www.einaudi.it/&#34;&#62;Giulio Einaudi Editore&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Lo scorso maggio, durante il Salone del Libro, abbiamo proposto una nuova edizione de L’Italiano di Giulio Bollati. Nell’anno delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità del nostro Paese, ci sembrava necessario, se non doveroso, rendere di nuovo disponibile un testo che affronta la questione cruciale del nostro carattere nazionale. Un carattere che è prima di tutto un progetto, e che trova proprio nel Risorgimento un suo momento genealogico.&#60;br /&#62;
Osservando le immagini di sé che gli italiani hanno prodotto nelle discipline più varie, attingendo alla pittura e alla fotografia, all’estetica e alla linguistica, Bollati ha indagato il processo di costruzione della nostra identità culturale, arrivando a toccare – ed è forse ciò che rende questo libro così attuale – il problema del confronto tra politica e cultura.&#60;br /&#62;
Per presentare L’Italiano ai lettori di oggi, abbiamo scelto di far parlare alcuni tra i più importanti intellettuali italiani. Al convegno, intitolato Un’idea d’italiano/Un’idea d’Italia e svoltosi quest’anno durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, hanno partecipato Alberto Asor Rosa, Walter Barberis, Gian Luigi Beccaria, David Bidussa, Paul Ginsborg, Sergio Luzzatto, Michela Murgia, Marco Revelli, Salvatore Settis e Benedetta Tobagi. Pubblicheremo, a partire da oggi, alcuni dei brevi saggi su cui si è sviluppato il convegno. A cominciare, in ordine alfabetico, dall’intervento di Alberto Asor Rosa. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;*** &#60;/p&#62;
&#60;p&#62; &#60;strong&#62;Centinaia di scaffali non basterebbero a contenere le innumerevoli «deprecazioni» italiane per un’identità che avrebbe dovuto esserci e invece non c’era, oppure che c’era stata ma non c’era più. Un solo esempio fra i tanti: quando nel 1540 il crollo catastrofico delle «libertà italiane» è già avvenuto, – e in modo per secoli irreparabile –, in quella che nonostante tutto è la prima, e infatti si chiama Storia d’Italia, Francesco Guicciardini, lui che avrebbe dovuto spiegarcelo, esordisce con un brano di rara forza ed efficacia per chiedersi con stupefazione e con angoscia come tutto ciò fosse potuto accadere.&#60;br /&#62;
Stupefazione senza spiegazione: da allora questo singolare nesso tante volte nella nostra storia è stato ripetuto da diventare la sigla più tipica del nostro modo d’essere «italiano», o, come io preferisco dire, «italico».&#60;br /&#62;
Insomma: lingua e letteratura; arti, musica, forme artistiche ed espressive; e canti e strepiti di poeti, ammonimenti di storici e di presunti politici; recriminazioni d’insigni uomini di cultura. Questo, non c’è dubbio, c’è, ed è, per quanto la definizione sia di frequente approssimativa, italiano. Ma questa spesso formidabile macchina di cultura, di pensiero e d’immaginazione esce dalle inesplorate profondità della stirpe, ma poi cala dall’alto, senza mai fondersi compiutamente con il basso, che è, e resta, nonostante tutti gli sforzi, un’altra cosa. Macchina di cultura, di pensiero e d’immaginazione indubitabilmente formidabile, ma in Italia sempre sempre minoritaria, talvolta ai limiti della setta o della conventicola segreta. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62; Gli italiani a loro volta si dividono in due specie nettamente distinte, anzi, più esattamente, contrapposte: quelli che troverebbero opportuno fondere le due cose, l’alto e il basso, l’identità culturale e l’identità nazionale, la cultura e la politica, e a questo fine lottano, si battono ed eventualmente sono disposti a morire; e quelli ai quali nulla importa di meno che raggiungere tali obiettivi. Chiamo i primi italiani, i secondi non italiani.&#60;br /&#62;
Devo precisare: la distinzione non è strettamente politica né ideologica: il fascismo, dopo il fallimento liberale (verificatosi in gran parte proprio su questo terreno), ha tentato a modo suo, – naturalmente per una strada sbagliata, – di fare anch’esso ciò di cui stiamo parlando. La distinzione è più profonda: ha basi storiche lontanissime, natura antropologica, alla fine esiti anche esistenziali. I non italiani sono la zavorra mefitica che ci consegna il nostro passato plurisecolare: quelli del «Franza o Spagna purché se magna», del particolarismo municipale o familistico (quello che Marco Revelli chiama il «familismo amorale» in uno dei libri più belli che siano stati scritti recentemente sulla «condizione italiana», Poveri, noi): insomma, quelli che c’erano prima di qualsiasi Stato di diritto e non hanno partecipato per niente alla sua fondazione. Quando una soluzione politica raggruma la spinta dal basso che viene dai non italiani, è aperta la strada a un governo popolare sostanzialmente arbitrario e potenzialmente totalitario. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62; Nella plurisecolare storia dell’incompiutezza italiana ci sono stati due momenti (se accantoniamo il fascismo, che ovviamente richiederebbe un discorso a parte), in cui la saldatura, sia pure entro certi limiti, invece si è verificata: Il Risorgimento e la Resistenza. Ma affinché questo accadesse, c’è voluta la contemporanea presenza di due fattori rari e indispensabili: un forte ceto politico e una forte classe intellettuale, e la loro conseguente alleanza verso obiettivi comuni, talvolta nella sostanza diversi, ma in tale prospettiva agiti come armonici.&#60;br /&#62;
 Che tali fusioni siano da considerare eccezionali, e non normali, lo testimonia la presenza in ambedue i casi di un terzo fattore, e cioè l’uso delle armi, e cioè l’adozione sistematica e programmatica della forza o, se si preferisce, della violenza.&#60;br /&#62;
 Naturalmente, questo non è un consiglio, né tanto meno un’esortazione, ma solo una sofferta constatazione, che però consente di aggiungere l’ultimo tassello al nostro discorso sull’incompiutezza italiana: dalla sua incompiutezza l’Italia non è mai uscita per le vie normali. Gli italiani non sono mai stati capaci di una normalità nobile, elevata, produttiva. In Italia la normalità produce mediocrità e la mediocrità produce decadenza. E nella decadenza il potere passa o resta più facilmente nelle mani dei non italiani; e i non italiani contagiano più facilmente gli italiani.&#60;br /&#62;
Oggi che il governo del paese è nelle mani dei non italiani, e non c’è un forte ceto politico, e non c’è una forte classe intellettuale, bisognerà lavorare sodo e a lungo, e con grande pazienza, perché, diversamente dal passato, questa maggioranza torni a essere, e per le vie normali, una maggioranza di italiani. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Alberto Asor Rosa&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Continuiamo a pubblicare i brevi saggi presentati al convegno Un’idea d’italiano/Un’idea d’Italia, che si è tenuto lo scorso maggio al Salone del Libro di Torino in occasione dell’uscita della nuova edizione de L’Italiano di Giulio Bollati.&#60;br /&#62;
Dopo l’intervento di Alberto Asor Rosa, vi proponiamo quello di Walter Barberis. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62; *** &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;A proposito de L’Italiano di Giulio Bollati &#60;/p&#62;
&#60;p&#62; In omaggio a L’Italiano di Bollati, e per una possibile definizione della fisionomia dell’italiano, tre considerazioni.&#60;br /&#62;
 La prima, desunta da una Scorciatoia di Umberto Saba: «Vi siete mai chiesti perché l’Italia non ha avuta in tutta la sua storia – da Roma a oggi – una sola vera rivoluzione? La risposta – chiave che apre molte porte – è forse la storia d’Italia in poche righe.&#60;br /&#62;
 Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi. Romolo e Remo, Ferruccio e Maramaldo, Mussolini e i socialisti, […]. Gli italiani sono l’unico popolo (credo) che abbiano, alla base della loro storia (o della loro leggenda) un fratricidio. Ed è solo col parricidio (uccisione del vecchio) che si inizia una rivoluzione.&#60;br /&#62;
 Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli».&#60;br /&#62;
Risultato: ancora oggi reclamiamo una memoria condivisa, piagnucoliamo sulla mancata elaborazione dei nostri lutti familiari, diciamo di volere una reductio ad unum e intanto moltiplichiamo i giorni della memoria, ciascuno in rappresentanza delle molte fazioni che continuano allegramente, e tignosamente, a popolare il nostro Paese. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62; Seconda considerazione: questa frammentazione e questi antagonismi interni sono stati un pezzo fondamentale della storia italiana, persino nei momenti universalmente giudicati virtuosi. La civiltà urbana radicata nel comune medievale fu tutta una cornucopia di esiti artistici e commerciali, di opulenze e di ostentazioni: Firenze, Milano, Roma, Genova, Venezia, ma naturalmente Siena, Pisa, Mantova, Ferrara, Urbino e molto molto altro. Ciascuna di queste realtà, tuttavia, giocò la sua partita contro le altre, mosse guerra alle altre, si estenuò per sopravanzare e annichilire le altre. Non c’è manuale di storia italiana che non metta in successione la parola «Rinascimento» con la parola «crisi».&#60;br /&#62;
Uno dei più originali e moderni pensatori dell’Ottocento italiano, Carlo Cattaneo, pensò che la soluzione fosse un foedus, un patto, che stringesse come mai prima le varie realtà urbane italiane, fissando qualche vincolo comune e lasciando ampia libertà di governo locale. Sullo sfondo aleggiavano gli Stati Uniti e, con meno fascino, la Confederazione dei cantoni svizzeri. Ci credeva davvero: scrisse a questo proposito La città considerata come principio ideale delle istorie italiane. Ma l’Italia non era adatta al federalismo. Esattamente nello stesso giro d’anni, discutevano accanitamente di unità nazionale persone che avevano idee totalmente diverse fra loro e che si combatterono aspramente per assicurarsi una prevalenza politica. Cavour disprezzava Vittorio Emanuele II; Cattaneo pensava che entrambi rappresentassero il cancro del centralismo statalista e l’arretratezza culturale del Piemonte sabaudo, radicato in tradizioni feudali e non già comunali; Mazzini voleva la repubblica e cospirava esule in ogni angolo d’Europa, inseguito da condanne in contumacia emanate da tutti i governi italiani; Garibaldi era anch’egli repubblicano, ma democratico, azionista e internazionalista, ateo, anticlericale e protosocialista. Tralasciamo, per ovvi motivi i Borboni, il Papa e altri pur famosissimi comprimari. Ciascuno aveva dei retroterra ideali, e locali: Torino, Genova, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo. In questo contesto, per scelte meditate e insieme per fortuite coincidenze, nacque il primo Regno di una Italia unita. Ma immediatamente si scatenò una guerra civile, che lasciò sul terreno 15.000 morti; e si radicò in più parti una patologia dei rapporti fra Stato e società che lasciò gli italiani propensi a non avere virtù civiche. Subito l’Italia si dette una immagine che avrebbe troneggiato lungamente nelle più varie rappresentazioni: e cioè le forme di una fanciulla, vestita di una tunica classicheggiante, con il capo cinto da una corona turrita, a dire che la sola possibile veduta unitaria era quella delle varie torri cittadine, elemento comune di una irredimibile diversità e pluralità di luoghi. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62; Terza considerazione. Per fortuna gli italiani sono stati dei migranti. Non solo fuori d’Italia, tantissimi; ma anche dentro l’Italia. Tutto cominciò a Torino, dopo il 1848, con una costituzione, lo Statuto Albertino. Quella carta garantiva libertà di associazione politica, libertà di stampa e libertà di culto. Vennero a Torino circa 50.000 persone: fra loro, il fior fiore delle intelligenze italiane, da ogni parte. Da allora, Torino non cessò di essere luogo di approdi, prima di burocrati, come capitale istituzionale; quindi di operai, come capitale industriale; ma anche di uomini di scienza, come capitale tecnologica; e di uomini di lettere, come capitale culturale.&#60;br /&#62;
 Nel 1961, Torino festeggiò il centenario dell’unità nazionale e, insieme, il suo milionesimo abitante. Era la città più settentrionale, geograficamente la più periferica, e al tempo stesso la terza città meridionale d’Italia. Piena di immigrati, era – ed è rimasta – la città italiana con la più alta propensione alla integrazione.&#60;br /&#62;
Città di arrivi, partenze e passaggi: ne sono stati protagonisti anche molti intellettuali: fra loro Giulio Bollati, per decenni a capo di una attività editoriale, quella della Einaudi, che ha segnato generazioni di italiani. Era un gigante, fra altri giganti. Io credo che dovremmo ricordarci più spesso, oggi, che noi camminiamo sulle loro spalle. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Walter Barberis&#60;/strong&#62;
&#60;/p&#62;</description>
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<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12824</link>
<pubDate>Ven, 21 Ott 2011 19:37:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12824@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Oddio la somiglianza con Sensi del primo iconicamente è clamorosa  &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_smile.gif" title=":)" class="bb_smilies" /&gt; &#60;br /&#62;
Ma subito dopo viene il secondo,  il grande mentitore... (non ci crede neanche lui)&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/21/aggredito-dal-94-berlusconi-show-da-scilipoti/165487/&#34;&#62;linka&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12693</link>
<pubDate>Lun, 17 Ott 2011 17:20:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12693@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.criticaliberale.it/news/24328&#34;&#62;codivido&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;(linkare su)
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>sensi da trento su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12673</link>
<pubDate>Sab, 15 Ott 2011 20:22:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>sensi da trento</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;che sappia io da trento sono partiti quelli del centro sociale &#34;orso bruno&#34; e  da vicenza i pacifisti di No Dal Molin.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;poi fai te...
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>FernandoBassoli su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12672</link>
<pubDate>Sab, 15 Ott 2011 20:13:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12672@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;o in qualche sede di partito?
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>sensi da trento su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12671</link>
<pubDate>Sab, 15 Ott 2011 19:58:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>sensi da trento</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62;Già, ma chi li finanzia sti infiltrati? Un giorno qualcuno dovrà spiegarcelo.&#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;entra in un qualsiasi centro sociale e prova a chiederglielo direttamente.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12670</link>
<pubDate>Sab, 15 Ott 2011 18:20:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;Già, ma chi li finanzia sti infiltrati? Un giorno qualcuno dovrà spiegarcelo.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12669</link>
<pubDate>Sab, 15 Ott 2011 18:07:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12669@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;No, anche il fatto che ci sono infiltrati... non je pareva vero al governo in crisi di avere una manifestazione così per infiltrarla, fare violenza e traformarla in un consenso a loro. Ps un militante pacifico di SEL è stato ferito gravemente....
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12668</link>
<pubDate>Sab, 15 Ott 2011 17:17:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12668@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Se in tutto il mondo la manifestazione degli indignati di oggi si è svolta senza problemi mentre a Roma si è trasformata in guerriglia urbana ci sarà pure un motivo. Troppo facile dare sempre la colpa ai provocatori.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La responsabilità politica degli scontri di oggi è tutta del governo che negli ultimi 10-15 anni ci ha portati alla disperazione per la sua incapacità di creare lavoro stabile e di dare risposte alle istanza di maggiore giustizia sociale.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12652</link>
<pubDate>Ven, 14 Ott 2011 11:22:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12652@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;l'omino è disperato, quell'altro dorme. Poraccio. Ma lasciatelo dormire, non je fate fa le nottate.&#60;br /&#62;
&#60;img src=&#34;http://www.repubblica.it/images/2011/10/14/095310966-e7f69d59-c967-4857-9b32-bb13dd82c2da.jpg&#34;&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>lulla su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12552</link>
<pubDate>Dom, 09 Ott 2011 23:38:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>lulla</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12552@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Scende in campo il papa: la patria è salva. Non andrà più all'inferno.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zero71 su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12546</link>
<pubDate>Dom, 09 Ott 2011 20:24:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>zero71</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12546@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62; &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_mrgreen.gif" title=":mrgreen:" class="bb_smilies" /&gt;    &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_mrgreen.gif" title=":mrgreen:" class="bb_smilies" /&gt;    &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_mrgreen.gif" title=":mrgreen:" class="bb_smilies" /&gt; 
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Torquemada su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12542</link>
<pubDate>Dom, 09 Ott 2011 19:43:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torquemada</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12542@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;io quando sento parlare o leggo Lerner, mi tocco i coglioni.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12517</link>
<pubDate>Sab, 08 Ott 2011 11:10:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12517@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Questo pezzo di Gad oggi su Repubblica è assai acuto. Vorrei sapere cosa ne pensiate. Lavorando a contatto con i giovani, vi dico che le cose stanno cambiando. Per fortuna, sono loro la speranza, in questo paese. I vecchi pensano solo a se stessi, sono tendenzialmente conservatori. Vale anche per noi quarantenni, certi che non si possa nemmeno immaginare un'alternativa a questo stato di cose. Vediamo il nostro mito mobilitante in un Steve Jobs, nvece che in questi giovani. Ideologia, di cui siamo vittime.   Non vediamo il futuro, che si annuncia. Pensiamo che il reale sia il necessario. Non immaginiamo altre vie d'uscita. Ma siamo destinati a essere smentiti. la storia va avanti.&#60;br /&#62;
A.&#60;br /&#62;
________________________________________________________________&#60;br /&#62;
&#60;em&#62;I ragazzi e la tirannia anonima della finanza&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Mentre la politica italiana s’ingarbuglia nella complicata liquidazione del berlusconismo, le prime vittime della Grande Depressione, cioè i giovani, mirano più in alto. Da temerari, lanciano una sfida globale contro la superpotenza finanziaria. Usano lo spagnolo per definirsi indignados. Scrivono in inglese i loro striscioni: Save school, not banks! S’interconnettono nella scelta dei bersagli: agenzie di rating, Borsa, banche d’affari, istituzioni finanziarie sovranazionali. Se la primavera araba ha abbattuto dei tiranni decrepiti, l’autunno occidentale si misura con l’anonimato di un’altra tirannia che traballa: i dogmi di un’economia incapace di distribuire equamente il benessere.&#60;br /&#62;
 Troppo facile accusarli di velleitarismo, ora che il loro movimento ha circondato perfino il santuario di Wall Street. Neanche il più nostalgico dei marxisti avrebbe osato pronosticare un simile evento storico: lo spettro dell’anticapitalismo si aggira per gli Stati Uniti d’America? Calma e gesso, l’individualismo e lo “spirito animale d’intrapresa” restano connaturati all’America. Mai però la contestazione aveva insidiato prima d’ora i forzieri del capitale, là dove buona parte della ricchezza planetaria viene convogliata e ripartita secondo criteri incomprensibili a noi comuni mortali. Fino a erigere la piramide assurda dell’ingiustizia sociale che neppure i suoi beneficiati osano più giustificare.&#60;br /&#62;
 Nella Grande Depressione in corso ormai da quattro anni, ha proliferato dapprima diffuso un senso comune anti-élitario, di destra o di sinistra. E ora ne scaturisce un’inedita contestazione eretica dei vincoli dell’economia di mercato. Quando è apparso evidente come all’arricchimento smisurato di pochi corrispondesse l’impoverimento di nazioni intere, gli indignados hanno lanciato la rivolta contro gli intoccabili.&#60;br /&#62;
 Questi giovani pretendono (si illudono?) di dare un volto ai giocatori che speculano sull’azzardo finanziario. Denunciano le conseguenze di un debito da costoro continuamente riacceso e dunque (solo per loro vantaggiosamente) infinito. Insieme ai tecnocrati, contestano i professori di economia arcisicuri che la sofferenza sociale vada sopportata, perchè dalla crisi si uscirà prima o poi ripristinando la baldoria di prima.&#60;br /&#62;
 La simultaneità dei movimenti di protesta giovanile esplosi a ogni latitudine, rompe i vecchi schemi terzomondisti. Oggi è nel cuore del sistema capitalistico occidentale che si genera l’antagonismo sociale, impersonato da soggetti nuovi come i lavoratori della conoscenza. D’un colpo è invecchiata pure la terminologia suggestiva ma generica di Toni Negri sull’”Impero” circondato da “moltitudini” espropriate: un movimento statunitense che si autodefinisce “Occupy Wall Street” esprime ben altro che la protesta delle periferie del pianeta. Atene, Tel Aviv, Madrid, Santiago non sono più così distanti da New York. Semmai è l’Occidente stesso che comincia a patire le conseguenze della sua eclissi. Smette di credere alla favoletta della ripresa dietro l’angolo, perseguibile con apposite manovre governative dettate dall’alto. Dubita dell’efficacia di piani di rientro del debito sempre più onerosi. Si domanda se una civiltà che prevede un limite ai minimi salariali, per sostenibilità non debba contemplare pure un limite ai compensi elevati.&#60;br /&#62;
 Trovano così cittadinanza, nel senso letterale del termine, le domande scandalose che purtroppo l’accademia e l’establishment commettono l’errore di liquidare con sufficienza.&#60;br /&#62;
 La politica, compresa la politica di sinistra, evita di rappresentarle, considerandole naif, perché a sua volta affida le proprie chance di successo ai rapporti confidenziali che intrattiene con l’accademia e l’establishment. Nessuno che aspiri a governare l’Italia, per esempio, azzarderebbe una contrapposizione esplicita alla lettera-diktat spedita dalla Bce l’agosto scorso. Gli indignados di casa nostra, viceversa, pretendono di consegnare nei prossimi giorni alla Banca d’Italia una lettera dai contenuti diametralmente opposti.&#60;br /&#62;
 L’appello messo in rete per la giornata europea di mobilitazione, convocata il prossimo sabato 15 ottobre, si rivolge alla Commissione europea, alla Bce e al Fondo monetario internazionale, assimilati alle multinazionali e ai poteri forti: “Ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita”. La replica degli indignados è secca: “Non è vero che siano scelte obbligate”. Alla politica chiedono di esercitare un contropotere rispetto alla superpotenza finanziaria globale, perfino rivendicando il “diritto all’insolvenza”.&#60;br /&#62;
 L’equazione grossolana secondo cui “il debito non l’abbiamo contratto noi, quindi non lo paghiamo”, comincia a essere declinata in forme più articolate. Come l’ipotesi di un “default concordato e selettivo” a protezione dei ceti deboli. Anche per rintuzzare la voracità di cui sono vittime i paesi più indebitati, come la Grecia, a rischio di spoliazione. E’ una follia questa richiesta di sottrarsi alle regole dei mercati? Può darsi, ma nel caso bisognerà spiegarlo con umiltà a molta gente che nei decenni trascorsi –quando pure furono dei tecnici eccellenti a guidare le politiche di risanamento- ne subirono ingenti decurtazioni di reddito. Neanche l’idea di accollare agli Stati un oneroso piano di rifinanziamento delle banche risulterà accettabile, finché latitano provvedimenti di maggiore giustizia sociale. “Salvate le scuole, non le banche”, appunto.&#60;br /&#62;
 Succede quindi che su ambedue le coste dell’Atlantico si riconosca un nemico comune. Magari ridotto in caricatura semplicistica da chi imbratta le sedi delle banche e occupa gli uffici delle agenzie di rating. Ma si tratta di una reazione comprensibile di fronte a un’economia trasformatasi in ideologia. Sono due docenti dell’università Bocconi, Massimo Amato e Luca Fantacci, a denunciare il feticcio di un sistema finanziario solipsistico in cui pareva possibile che i conti non si chiudessero e i debiti non si pagassero mai (“Fine della finanza”, Donzelli editore). Fino all’”eternizzazione dell’espediente”: da ultimo, creare debito impagabile prestando soldi a chi non può permettersi di rimborsarli, tanto…chi vivrà, vedrà.&#60;br /&#62;
 Ecco, non si può pretendere che gli indignados, italiani, greci, islandesi, spagnoli o americani che siano –comunque figli rimasti esclusi dai nostri privilegi- credano ancora che l’innovazione sia di per sé portatrice di miglioramento. La creatività dei finanzieri, se mai fu ammirevole, oggi risulta detestabile. E per favore non chiamatela invidia sociale.&#60;br /&#62;
G. Lerner - La Repubblica 8.10.11
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>ossodiseppia su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/3#post-12513</link>
<pubDate>Ven, 07 Ott 2011 09:28:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>ossodiseppia</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12513@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Saro´ la solita catastrofista ma io credo che tutta la nostra classe politica sia ormai cosi´ corrotta e scorretta che sia solo una perdita di tempo da vecchi idealisti continuare a scegliere se sia meglio la destra o la sinistra, che sono morte da un bel pezzo! Quando fa comodo a loro a volte sono nemici a volte amici, il tutto alle nostre spalle! Quando non rimarra´ piu´ un solo pezzo di questo banda di delinquenti allora forse ricomincero´ a schierarmi, a farmi rappresentare e a votare!
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12510</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 23:09:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12510@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;sì, è a metà tra la burletta e l'ospedale psichiatrico (il che non vuol dire che non sia pericoloso). Roba da non credere. Senti &#60;a href=&#34;http://youtu.be/lvNK5_WuwyQ&#34;&#62;qua&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;e &#60;a href=&#34;http://youtu.be/a9NGxMlcoRA&#34;&#62;qua&#60;/a&#62;  (sembra tragicomico)
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12509</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 23:03:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12509@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;ma vaffanculo, questo e' il programma del 1920... i 25 punti dell'Nsdap del 1920 (con qualche opportuna modifica) dai, non si puo' essere cosi' coglioni (ce l'ho con Saya, non con te). ahahahahahah, che buffonata!!!&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;il 14% di cosa, poi?
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12508</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 22:09:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12508@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;A parte questo, per continuare la nostra disamina sul declino del paese, e sul pericolo di rinascita di pulsioni autoritarie, ritengo opportuno allegare il &#60;strong&#62;programma del rinato Movimento Sociale Italiano&#60;/strong&#62;. Fate una prova: provate a leggerlo e cercate di ascoltare le vostre reazioni emotive, senza governarle, poi dite cosa vi dicono.&#60;br /&#62;
Anche a Weimar si diceva che il NSDAP aveva 4 gatti di consenso, poi sappiamo cosa successe...&#60;br /&#62;
&#60;strong&#62;(Un sondaggio dà questo partito al 14% a livello nazionale!)&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.destranazionale.org/&#34;&#62;Programma per la liberazione dell’Italia&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;PROGRAMMA&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;1. Noi chiediamo la riunione di tutti gli Italiani in una Grande Italia, in base al diritto di autodeterminazione dei popoli;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;2. Noi chiediamo l’immediata uscita dell’Italia dall’ Unione Europea;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;3. Noi chiediamo la libertà di coltivare terra ed allevare bestiame ed esercitare la pesca per nutrire il nostro popolo;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;4. Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale. Può essere connazionale solo chi sia di sangue italiano;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;5. Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Italia solo in veste di ospite e deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;6. Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al cittadino. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere, possano venire occupate solo da cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il parlamentarismo corruttore, contro la attribuzione di cariche in base a considerazioni di partito, senza tenere conto del carattere e delle capacità;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;7. Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad avere cura in primo luogo di assicurare lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini. Qualora non sia possibile soddisfare le necessità primarie della  popolazione, gli appartenenti ad altre nazionalità (cioè coloro che non sono cittadini dello Stato) dovranno venire espulsi dal territorio nazionale;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;8. Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-italiani. Noi chiediamo che tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31  dicembre 1977 vengano costretti a lasciare immediatamente il territorio nazionale;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;9. Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;10. Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre, spiritualmente e materialmente. L’attività del singolo non deve urtare contro gli interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività e per il bene di tutti;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;11. Noi chiediamo l’abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse di banche e finanziare;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;12. Considerando l’immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al popolo, l’arricchimento personale per mezzo della guerra mascherata da azioni umanitarie deve venire dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la confisca integrale di tutti i profitti provenienti da teatri di zone di guerra;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;13. Noi chiediamo la statalizzazione di tutte le imprese associate esistenti, di tutti gli istituti di credito e finanziarie, di tutte le compagnie telefoniche, di tutte le industrie, di tutte le aziende di trasporto aeree, ferroviarie e navali;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;14. Noi chiediamo la partecipazione dello Stato agli utili delle grandi imprese che superino un utile netto di 3,5 milioni di euro annui;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;15. Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;16. Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato, alle regioni e ai comuni;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;17. Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali, l’emanazione di una legge per l’espropriazione senza indennizzo del suolo per fini di pubblica utilità, l’abolizione dell’interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione sui terreni;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;18. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l’interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. Gli usurai, i profittatori , i politicanti. devono essere condannati a morte dallo Stato, senza distinzione di confessione o di casta;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;19. Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga sostituito da un diritto comune italiano;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;20. Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni italiano capace ed attivo di raggiungere un’istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La comprensione del concetto di Stato, così come noi lo intendiamo, deve venire diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l’intelligenza del fanciullo. Noi chiediamo che i figli di genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;21. Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo gli anziani, le madri e i fanciulli, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica mediante l’istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando il massimo appoggio a tutte le associazioni che si occupano della educazione fisica della gioventù.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;22. Noi chiediamo che venga abolito l’esercito di mestiere e che venga formato un esercito di popolo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;23. Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro la loro diffusione a mezzo della stampa. Per rendere possibile la creazione di una stampa italiana, noi chiediamo:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;a) che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua italiana debbano essere connazionali&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;b) che i giornali non italiani debbano ottenere, per esser pubblicati, una espressa autorizzazione dello Stato; e che devono venire stampati in lingua italiana;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;c) che ogni partecipazione o influenza finanziaria sui giornali italiani da parte di non italiani venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita con la chiusura del giornale e con l’immediata espulsione dall’Italia delle persone non italiane implicate. I giornali che contrastano con l’interesse della comunità devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro una organizzazione artistica e letteraria che esercita un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principio sopra esposti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;24. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo, senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito materialista entro noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del nostro popolo può avvenire soltanto dall’interno, sulla base del principio: l’interesse comune deve prevalere sull’interesse privato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;25. Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale dello Stato. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto lo Stato e sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per l’esecuzione nelle singole regioni delle leggi generali emanate dallo Stato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l’attuazione di questi punti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;E che ciò si avveri con l’aiuto di Dio.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;* Definizione di Stato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il Nazionalismo, prende atto che la concezione di Stato fino ad oggi espressa è marginale e riconosce come Stato non solo i limiti geografici della Nazione, o un astratto riconducibile a pochi soggetti, bensì la versione più ampia della parola stessa; ossia la visione della propria persona come pezzo del proprio Stato. Per il Nazionalismo, tutto ciò che è all’interno del proprio territorio è parte dello Stato; i cittadini sono lo Stato. I governi che si susseguono, le amministrazioni, le forze dell’ordine, le forze armate, la magistratura, ecc. sono istituzioni e servizi composti da servitori e rappresentanti dello Stato, ma non sono l’essenza dello Stato; il cuore dello Stato è e resta il popolo e il territorio sacro ed inviolabile.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Torquemada su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12502</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 16:17:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torquemada</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12502@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;no, A., vatti a rivedè i pettegolezzi. Potrebbe essere più adatto Forza Culo!
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12500</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 15:36:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12500@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Beh, evocando quelle due , si dovrebbe dire piuttosto forza bocca.&#60;br /&#62;
Ma comunque...  &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_mrgreen.gif" title=":mrgreen:" class="bb_smilies" /&gt; 
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Torquemada su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12498</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 15:29:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torquemada</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12498@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;poi però magari s'offendono la Carfagna o la Gelmini... e pensano di rivendicare una posizione privilegiata... per questo forza culo proposta bocciata.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Se lui va Forza Gnocca, io faccio Viva la Fica!&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Poi te e A. fondate in Trentino, proprio per l'autonomia, Viva il Pisello!
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>sensi da trento su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12497</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 15:13:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>sensi da trento</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12497@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;in effetti è quello che ho scritto sulla pagina del fer: il nuovo partito non va chiamato forza gnocca, ma forza culo; perchè il culo è bipartisan   &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_mrgreen.gif" title=":mrgreen:" class="bb_smilies" /&gt; 
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Torquemada su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12495</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 15:04:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torquemada</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12495@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;beh, Gallino è del PD, corrente democristiana. Non è corretto che richiami alla mente la svolta della sinistra a Bad Godesberg. Semplicemente perché all'epoca dei fatti, Gallino militava nella DC. E' che voi berlusconiani siete così, vi si dà un dito, vi prendete il culo.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>sensi da trento su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12494</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 14:53:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>sensi da trento</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12494@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;gallino sarà anche un grande sociologo, ma qui gallino sta facendo un lavoro diverso: non parla da sociologo, ma da addetto stampa  del sindaco di barletta.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;ancora peggio, oltre a mitigare la fregnaccia sparata dal sindaco, va ben oltre i suoi compiti e prova pure a rigirare la frittata.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;dopo la svolta epocale di bad godesberg la sinistra mondiale (perchè il sindaco di barletta è del PD, anche se gallino opportunamente e prudentemente non lo scrive, obbedendo chissà a quali potentati) abbiano una nuova svolta a sinistra: verrà ricordata come la svolta del sindaco di bUrletta....
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12488</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 09:46:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12488@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Hai ragione, Torque. Io rispondevo a Lorenzo. Che certe volte lui spara là un po' a caso. Certo dall'articolo (direi piuttosto un commento) non traspare in cosa Gallino sia un grande sociologo. E non si possono sempre allegare le referenze bibliografiche.&#60;br /&#62;
PS. Comunque anche io vorrei leggere cosa ne pensa Zaph.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Torquemada su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12487</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 09:19:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torquemada</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12487@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Luciano Gallino è uno dei maggiori sociologi italiani, come afferma A. e non ho ragione di dubitare, ma credo che sia andato ben oltre il suo lavoro. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il nostro sociologo, Zaphod. La frase del sindaco non è solo inopportuna, ma il senso è più o meno quello che abbiamo capito tutti. Non doveva certo arrivare Gallino, per spiegarci che al Sud o lavori in nero o vai a finire nella massa dei disoccupati. Che allora, se lui è uno dei massimi sociologi sulla piazza, mio cugino Zaphod farebbe bene a farsi sotto per poter aspirare a diventare uno dei maggiori sociologi internazionali. Lo sappiamo tutti com'è la situazione al Sud, possibile che un sindaco, e un sociologo, l'accettino come dato di fatto, senza provare a contrastare anche fenomeni beceri di sfruttamento. Poco prima del crollo infatti, c'erano andati anche i vigili a verificare la situazione. Vigili Urbani che: a) non hanno notato le lavoratrici in nero; b) non hanno detto nulla sull'instabilità della struttura. E magari Gallino ci verrà pure a parlare della scarsa fiducia dei cittadini verso le istituzioni.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12486</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 08:37:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12486@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Luciano Gallino è uno dei maggiori sociologi italiani, non un giornalista qualunque.&#60;br /&#62;
Cerchiamo di essere seri, sì. :&#124;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ps. &#60;a href=&#34;http://temi.repubblica.it/micromega-online/societa-civile-e-razza-padrona/&#34;&#62;Articolo di Paolo Flores D'Arcais&#60;/a&#62;&#60;br /&#62;
Mo' potete pure prenderlo a male parole, ma per me ha ragione, anche se non dice concretamente come uscire dal pantano.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>sensi da trento su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12485</link>
<pubDate>Gio, 06 Ott 2011 07:29:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>sensi da trento</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12485@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62; Dalle nostre parti, intendeva dire il sindaco, &#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;un nuovo tipo di giornalismo si vede all'orizzonte: il pennivendolo ora  non si limita più a dare la notizia ma ci spiega anche cosa intendesse dire realmente l'intervistato.&#60;br /&#62;
forse che il sindaco (del PD) di barletta non abbia un ufficio stampa e debba affidarsi a volenterosi giornalisti?&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62; l'alternativa al lavoro nero è la disoccupazione e la fame (o l'ingresso nella truppa della criminalità). L'affermazione è politicamente poco opportuna. Il guaio – che è un guaio di tutti noi – è che il sindaco ha ragione &#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;alessà?? cerchiamo di essere seri e di non arrampicarci sui muri.
&#60;/p&#62;</description>
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<title>A. su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12483</link>
<pubDate>Mer, 05 Ott 2011 21:04:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12483@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Barletta, la nostra vergogna&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;di Luciano Gallino, da Repubblica, 5 ottobre 2011&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nella tragedia di Barletta sono presenti i peggiori ingredienti che un talento malvagio possa mettere insieme per farci provare dolore e vergogna. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Un edificio pieno di crepe, uno scantinato mal illuminato, mal aerato, senza uscite di sicurezza. Nel quale lavoravano una decina di donne, faticando fino a dieci ore al giorno. Però senza contratto di lavoro, e pagate 4 euro l'ora. Di laboratori del genere ce ne sono decine solo a Barletta, che diventano migliaia se si guarda all'insieme del Mezzogiorno, e decine di migliaia se lo sguardo si allargasse mai al Centro e al Nord.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Di laboratori e officine e cantieri in nero è piena tutta l'Italia, lo era prima della crisi e lo è ancora di più adesso che la crisi morde tutti e dovunque. Non tutti hanno sulla testa mura che si sgretolano. Però le condizioni di lavoro crudeli, il lavoro in nero e le paghe da quattro euro o meno sono per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori l'esperienza di ogni giorno. Il sindaco di Barletta ha detto che non se la sente di attribuire alle persone alcuna responsabilità per le condizioni in cui avevano accettato di lavorare in nero entro quel laboratorio. E neanche alla famiglia dei titolari, che non firmavano contratti in regola, ma nel crollo hanno perso la giovanissima figlia. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Dalle nostre parti, intendeva dire il sindaco, l'alternativa al lavoro nero è la disoccupazione e la fame (o l'ingresso nella truppa della criminalità). L'affermazione è politicamente poco opportuna. Il guaio – che è un guaio di tutti noi – è che il sindaco ha ragione. Fotografa una situazione. Il mercato del lavoro è stato lasciato marcire dai governi e dalle imprese in tutte le regioni d'Italia. La crisi ha accelerato il degrado, ma esso viene dall'interno del paese, non dall'esterno. Una intera generazione oppressa dalla precarietà lavora quando può, quando riesce a trovare uno straccio di occupazione. Stiamo uccidendo in essa la speranza.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Adesso milioni di italiani guarderanno i funerali di Barletta in tv, e molti proveranno una stretta al petto, e il giorno dopo torneranno al loro lavoro precario per legge, grazie alle riforme del mercato del lavoro, o precario perché del tutto in nero. Tuttavia qualcuno un po' di vergogna potrebbe o dovrebbe pur provarla. Come può un paese in cui si vendono centinaia di migliaia di auto di lusso l'anno, in cui ci sono più negozi di moda che lampioni stradali, e milioni di famiglie hanno almeno due cellulari pro capite, permettere a sé stesso di lasciar morire sotto una casa malandata che crolla un gruppo di giovani donne che faticavano senza contratto per 4 euro l'ora? Le abbiamo costruite tutte noi, queste trappole fisicamente e giuridicamente infami, con le nostre scelte di vita, i nostri consumi, con lo squallore della nostra cultura politica e morale. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;(5 ottobre 2011)
&#60;/p&#62;</description>
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<title>sensi da trento su "la morte della patria 2"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/la-morte-della-patria-2/page/2#post-12482</link>
<pubDate>Mer, 05 Ott 2011 16:21:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>sensi da trento</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">12482@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;sto qua.... che è successo??&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;cmq la storia dei debiti della lega io la sapevo diversa.&#60;br /&#62;
Mi hanno detto (circolo stella verde della lega di trento e circolo &#34;concilio di trento&#34; del PdL) che berlusconi in realtà pagò le cure di bossi negli states subito dopo l'ictus.&#60;br /&#62;
In pratica cure, soggiorno, riabilitazione ecc. ecc.&#60;br /&#62;
e senza neanche chiedergli un pompino in cambio, tanto che mettete sempre in dubbio gli atteggiamenti disinteressati di re silvio...
&#60;/p&#62;</description>
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