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<title>Forum Anonimascrittori Discussione: L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/</link>
<description>Anonima Scrittori - La pagina bianca. Un'idea. La sfida.</description>
<language>en</language>
<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:57:49 +0000</pubDate>

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<title>FernandoBassoli su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209307</link>
<pubDate>Sab, 08 Ott 2016 21:13:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;Votate Fra Tazio da Velletri
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>k su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209305</link>
<pubDate>Lun, 26 Set 2016 17:28:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;Ancora vincolato ai sacri principi del materialismo dialettico e del pensiero di Mao Tsetung, non riesco a liberarmi - pur standomi molto antipatico l'attuale segretario - dalla consapevolezza storica del primato del partito sulle ubbie individuali. Sono pertanto molto combattuto e non ho ancora deciso.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le olimpiadi a Littoria? Mi piacerebbero, ma mi pare velleitario. Mi accontenterei di Totti al Latina Calcio.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209304</link>
<pubDate>Dom, 25 Set 2016 11:47:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209304@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Due domande per K&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;1) cosa voterà al refendum ? Come D'alema o come la maggioranza del PD?&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;2) Cosa pensa di proporre le Olimpiadi a Latina? Un'idea che ma'è venuta qualche giorno fa.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>cameriere su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209303</link>
<pubDate>Gio, 08 Set 2016 19:27:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>cameriere</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209303@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;un saluto agli anonimi tutti&#60;br /&#62;
vi penso spesso ... certe serate ...&#60;br /&#62;
un abbraccio&#60;br /&#62;
ci vediamo in giro
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209291</link>
<pubDate>Gio, 28 Apr 2016 13:07:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209291@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;L'esimio dr. cav. ing. sua santità Sensi da Trento mi segnala ciò:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#34;Ma perché non dici qualcosa sul 25 aprile?&#60;br /&#62;
Ma no, lo sanno tutti che è il 25 arpile...&#60;br /&#62;
Ma devi dire qualcosa sul 25 aprile, sul coraggio, sulla resistenza.&#60;br /&#62;
Ma lascia perdere.&#60;br /&#62;
Ma insisto.&#60;br /&#62;
Ok, dico qualcosa sul 25 aprile.&#60;br /&#62;
Troverete su queste pagine chiunque parlare bene dei partigiani e chiunque parlare male dei partigiani. Chiunque parlare di resistenza e di liberazione, di americani e di tedeschi.&#60;br /&#62;
Io vorrei porre l'accento su un fatto incontestabile, che poi è il motivo per cui da sempre mi scaglio, odiato da questi e da quelli, contro ogni forma di vuota retorica.&#60;br /&#62;
Il fatto è questo: almeno l'80% di quelli che oggi inneggiano all'eroismo di combattenti e resistenti, fossero esistiti a quell'epoca, sarebbero stati mansuete pecore che cercavano il proprio miserevole campare, lasciando i tedeschi alla loro protervia e i partigiani ai rastrellamenti. Ma prima di arrivare alla guerra, tanto amata dagli amanti degli eroi, e alla sopraffazione, ci vuole tutto un lavoro di rancore, di odio dello straniero, di rassegnazione ai recinti.&#60;br /&#62;
Li riconosci per strada, negli uffici, nei campi e nelle officine, li vedi nel tuo lavoro, i lecchini del potere, i procacciatori di raccomandazioni e favori, i mansueti adoratori dello status, i proni rassegnati alla scala sociale, i teorizzatori del &#34;tantolecosevannocosì&#34;, gli scalatori del Monte della Merda.&#60;br /&#62;
Togliete i partigiani dalle vostre bacheche, fosse stato per voi, oggi saremmo nazisti.&#34;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Natalino Balasso
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>A. su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209290</link>
<pubDate>Mar, 26 Apr 2016 20:39:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209290@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;scrivere è divenire
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209289</link>
<pubDate>Mar, 26 Apr 2016 19:54:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209289@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Resistere nel 2016 in Italia è certamente molto più complicato di qualche anno fa. Resistiamo davvero? Non lo so. Mi pare che ci limitiamo a lasciarci trascinare dalla corrente, senza grandi sussulti di dignità. Si finge comunque di resistere per convenzione sociale, ogni tanto qualcuno dà di matto e spara a mogli o padri, come successo anche a Latina qualche giorno fa. Si stringono i denti, ma la verità è che a questo Paese in mano a massoni, raccomandati e banditi non crede più nessuno. Che voi fa', questo passa il convento.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Quello che sta venendo clamorosamente a mancare nell'era del Fanfarone di Firenze, il fantoccio telecomandato da Arcore, è la fiducia nel futuro (di ottimismo è fuori luogo parlare). E che fiducia vuoi avere, se manco la pensione avremo? Oggi la luce in fondo al tunnel è quella di un altro treno che ci viene incontro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La crisi nel 2016 non è più soltanto economico-occupazionale, ma un fenomeno infinitamente più complesso. Ci si deve confrontare in primis con la crisi di valori e in questo il potere politico ha enormi responsabilità, perché se manca l'esempio dall'alto poi non ti puoi lamentare se la gente occupa le case con la forza come sta avvenendo anche a Latina, visto che tu, Stato del cazzo, la casa popolare a chi ha diritto non gliela sai dare. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;C'è poi una crisi della famiglia in senso lato che ci obbliga a ripensare tutta l'organizzazione della società: sarà un percorso lungo e complesso e non sappiamo dove ci porterà. La crisi culturale è una logica conseguenza di tutto questo. Oggi mi rendo conto che non è neanche facile parlare di cultura a un giovane e pretendere che ti stia ad ascoltare, ma abbiamo comunque il dovere di continuare a provarci. Oggi, più che mai, resistere!
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>Faust Cornelius Mob su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209288</link>
<pubDate>Lun, 25 Apr 2016 18:28:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Faust Cornelius Mob</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209288@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Buon 25 aprile, gentaglia. Questo resta il nostro giorno.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;(r)esistere, sempre.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Faust Cornelius Mob su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209278</link>
<pubDate>Gio, 11 Feb 2016 17:12:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Faust Cornelius Mob</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;Ma ci vada lei al Verano, gran visir dei cagacazzi.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209273</link>
<pubDate>Dom, 07 Feb 2016 13:57:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;Sto topic lo potete pure mannà al Verano che ha portato solo tanta sfiga, l'anima de li mortacci vostri e de quattro quarti del condominio vostro.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Woltaired su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209270</link>
<pubDate>Lun, 18 Gen 2016 19:28:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Woltaired</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;Un rum liscio, maledetti!
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209268</link>
<pubDate>Sab, 02 Gen 2016 13:44:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209268@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Buon anno anche a te, Sca, e a Faust e a tutti gli altri che si trovano a passare da queste parti.&#60;br /&#62;
L'arcipelago era un avamposto troppo difficile da tenere. Meglio questo bar della Tortuga - semisepolto in questo verde che maschera da sguardi troppo indiscreti - familiare ed esotico allo stesso tempo, in cui raccontare e ricercare suggestioni, parole e storie.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Faust Cornelius Mob su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209267</link>
<pubDate>Ven, 01 Gen 2016 17:36:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Faust Cornelius Mob</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209267@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Si passa più di rado ma si passa, pur senza autenticarsi. Se tanto ho da fare, nell'ambito della scrittura e dell'editoria, lo devo a queste pagine, come dici tu Sca, dal colorito verde. Il verde delle divise di una truppa irregolare che si è dispersa nella boscaglia, ma che continua a combattere.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>SCa su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209264</link>
<pubDate>Mar, 29 Dic 2015 19:43:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>SCa</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209264@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Chissà se Anonima Scrittori è morta per davvero oppure ha raggiunto una specie di Nirvana: incartapecorita fuori e dentro un cuore che una volta ogni tanto produce un tonfo ovattato.&#60;br /&#62;
Fatto sta che è passato già una anno (già?) dalla sua dipartita e il tempo non sembra averla intaccata: il suo colorito verde era e verde è rimasto.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Auguro un Felice Anno a tutti&#60;/strong&#62;; ai cinque che ogni tanto si autenticano e a tutti gli altri che passano a dare un'occhiata.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Questo racconto l'ho scritto giusto un anno fa; è rimasto sommerso dallo tsunami zapatero sull'Arcipelago e poiché ci tengo un po', spero non vi dispiaccia se lo metto anche qui. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;center&#62;&#60;strong&#62;Insula in mari nata&#60;br /&#62;
&#60;/strong&#62;&#60;/center&#62;&#60;br /&#62;
Senza pensare metto la freccia, rallento e imbocco la stradina sulla destra: forse il mio girovagare ha trovato una meta, almeno per ora.&#60;br /&#62;
Procedo piano sull'asfalto dissestato dalle radici dei pini verso quella striscia d'argento che mi aspetta in fondo al tunnel di rami. Quando ne emergo, la luce improvvisa di un cielo di carta mi fa stringere le palpebre. Senza un perché giro a sinistra e accelero sfiorando il muretto di blocchi di tufo messo lì a inutile barriera contro vento e sabbia. Proseguo costeggiandolo, lo sguardo oltre, fisso alla linea confusa dell'orizzonte. Il piede si stacca dal pedale dell'acceleratore, si appoggia stanco sul pianale e la macchina va avanti solo per inerzia.&#60;br /&#62;
Strada e muretto finiscono all'improvviso e io me ne accorgo all'ultimo momento; d'istinto inchiodo, le ruote si bloccano, scivolano sull'asfalto cosparso di sabbia e la mia corsa si ferma con un lieve tonfo contro dei cespugli di lentisco.&#60;br /&#62;
Non c'è dubbio: sono arrivato. Scendo dall'auto e mi incammino sulla sabbia, il viso rivolto al vento carico dell'odore umido di salsedine. Il mare è grigio scuro, increspato di schiuma fin quasi all'orizzonte. Le onde si abbattono sulla spiaggia al rallentatore, come se fossero ormai esauste, quasi che anch'esse si muovessero solo per inerzia. C'è stata burrasca stanotte e non è ancora finita del tutto, il vento è ancora forte.&#60;br /&#62;
Respiro a fondo, gli occhi chiusi. Poi riprendo ad avanzare. La sabbia mi entra nelle scarpe, gelida. D'inverno il mare mi infonde una calma profonda, non so perché. Lui sempre inquieto e io rilassato a farmi cullare dal rumore delle onde, a farmi accarezzare dal vento.&#60;br /&#62;
Dovrei venirci più spesso.&#60;br /&#62;
Non dovrei venirci da solo.&#60;br /&#62;
La mareggiata è arrivata fin qui questa notte. La striscia di detriti è larga qualche metro e si estende sinuosa per tutta la linea di costa. Decido di seguirla, girando a destra questa volta. C'è di tutto qui in mezzo. Alghe per lo più, ma anche pezzi di legno, rami, addirittura tronchi. Hanno forme bizzarre che non ho mai visto da nessun'altra parte, come se solo il mare fosse in grado di modellarli in quel modo. Ci sono anche oggetti di plastica, pezzi di reti e galleggianti. E poi un'infinità di conchiglie e ogni tanto un pezzetto di vetro levigato. Mi chino a raccoglierne uno e, dopo pochi passi, un altro. Un po' piegato, vago a destra e a sinistra alla ricerca di una macchiolina di colore, di un verde bottiglia, di un marrone birra o un celeste gazzosa. Come quando ero ragazzino e giravo col secchiello in mano e dentro ci mettevo tutti i pezzetti di vetro e ogni conchiglia che trovavo, e poi le portavo a casa e guai a buttarle.&#60;br /&#62;
Mi tiro su con un leggero dolore in fondo alla schiena, e riprendo a camminare lungo la fascia di detriti senza più guardare in basso. Le dita della mano si aprono e semino i pezzetti di vetro colorato.&#60;br /&#62;
Più avanti scorgo un oggetto abbastanza grande che non sembra un tronco, piuttosto direi un sacco o qualcosa del genere. Incuriosito mi avvicino e solo a un paio di metri di distanza capisco cos'è e mi blocco. Sento che dovrei essere inorridito. Se uno si trova di fronte un cadavere, che per di più è stato a lungo in mare, la reazione non può che essere di orrore. La pietà è più complicata; forse ci riuscirei se mi trovassi di fronte un bambino, ma così, non ci riesco. Credo di essere solo sorpreso.&#60;br /&#62;
Dovrei prendere il telefono e chiamare la polizia, invece mi avvicino e lo osservo meglio. E' steso a faccia in giù e mi dà l'impressione di essere un uomo robusto, o forse è solo gonfio. Non ha addosso nemmeno un brandello di vestito; la pelle è scura, però di una tonalità rossastra o arancione ed è, almeno così mi sembra, completamente tatuato. Mi avvicino ancora un po' e mi piego sui talloni. Sì, sono tatuaggi: alcuni disegni tribali sul collo, alle caviglie e ai polpacci, ma per il resto è completamente ricoperto da quelli che sembrano testi scritti in bella calligrafia. Prendo dai detriti un pezzo di legno abbastanza lungo e con quello provo a spingerlo piano. La pelle cede appena, come se si trattasse di un'enorme medusa, ma non succede altro. A girarlo non ci penso nemmeno.&#60;br /&#62;
Mi avvicino ancora; voglio vedere se riesco a leggere qualcuno dei suoi tatuaggi. Mi aspetto di sentire qualche odore nauseabondo, invece mi arriva solo quello familiare del mare agitato. Mi chino per leggere, ma è difficile. L'acqua ha devastato la pelle dell'uomo e i caratteri si sono dilatati come fossero scritti su carta assorbente.&#60;br /&#62;
Un'ombra leggera avanza sul corpo e poi si ferma. Alzo gli occhi allarmato e mi trovo davanti una giovane coppia; si tengono per mano, fissano il cadavere. E questi due da dove sono sbucati?&#60;br /&#62;
Con voce piatta lui chiede: – Chi è?&#60;br /&#62;
Bella domanda! Sto per rispondere che non lo so, ma la biondina mi precede: – Pensi che sia uno di loro?&#60;br /&#62;
Uno di loro? Il pensiero va subito a quei poveracci che per salvarsi la vita continuano a imbarcarsi e a morire affogati cercando di raggiungere le nostre coste. No, non può essere. Le rotte che seguono sono talmente lontane che nessuno di loro potrebbe mai arrivare fin qui.&#60;br /&#62;
– No – dico io.&#60;br /&#62;
– Sì, potrebbe essere – dice una voce alle mie spalle.&#60;br /&#62;
Mi volto sorpreso. Un altro curioso è arrivato fin qui senza fare rumore. Mi sovrasta con la sua altezza e io dovrei ormai sentirmi a disagio a essere l'unico accoccolato. Ma me ne frego, non voglio alzarmi, lasciare il mio posto privilegiato a ridosso del corpo tatuato.&#60;br /&#62;
– Non è possibile – insisto io, – i barconi dei migranti non arrivano da queste parti.&#60;br /&#62;
– Migranti? – fa quello, lanciandomi uno sguardo penetrante. – Io intendevo uno di quelli che vivevano sulle isole scomparse.&#60;br /&#62;
– Sì, loro – gli fa eco la donna bionda.&#60;br /&#62;
L'espressione del mio viso deve essere eloquente, perché lo spilungone mi fa: – Non ne ha sentito parlare?&#60;br /&#62;
Mi rendo conto che da parecchio, ormai, è come se vivessi fuori dal mondo. Non seguo i telegiornali, non leggo i quotidiani, fuggo dalle notizie in rete. Ero arrivato al punto che quasi tutto quello che venivo a sapere non faceva altro che farmi sentire impotente. Leggevo di fatti assurdi, di politiche miopi e io non potevo farci niente. Ora leggo solo libri, perché so che ogni storia scritta ha un perché, cosa che a volte la vita non ha. Così scuoto la testa; no, non ho mai sentito parlare di isole scomparse.&#60;br /&#62;
Intanto è arrivata altra gente; un capannello di persone è come un Grande Attrattore, ne bastano due o tre all'inizio e poi il processo è inarrestabile. Quando sono arrivato, questa spiaggia sembrava deserta; adesso qui intorno c'è una folla che non riesco più a vedere il mare. Qualcuno dà solo un'occhiata e poi se ne va, ma quelli che restano sembrano conoscere tutti questa storia delle isole. Io adesso mi sento veramente ridicolo e mi tiro su.&#60;br /&#62;
– Sono affiorate alcuni anni fa – mi spiega il tizio alto, – fuori dalle acque territoriali, laggiù a sud. Un piccolo arcipelago di isolette vulcaniche. Era già successo in passato, e anche allora non erano rimaste emerse a lungo. Come ogni 'insula in mari nata', la proprietà sarebbe stata del primo che vi avesse messo piede, e i primi a sbatterci letteralmente contro furono due pescatori, due fratelli, credo. La loro barca colò a picco sugli scogli in una notte di tempesta.&#60;br /&#62;
Guardo dubbioso le facce di quelli che ho intorno, ma nessuno sembra avere qualcosa da ridire a riguardo.&#60;br /&#62;
– Li soccorsero e cercarono anche di farli sloggiare da lì, accampando questioni legali, di sicurezza, ma quei due non si fecero convincere, anzi, ci piantarono proprio le tende, sempre letteralmente. Dovevano essere dei tipi strani ed ebbero la bella pensata di raccogliere intorno a sé tipi ancora più strani. Misero su una specie di comunità.&#60;br /&#62;
– Che tipo di comunità? – chiedo.&#60;br /&#62;
Adesso vorrei conoscere tutti i particolari di questa storia e credo che questo tipo ne conosca parecchi, anche se non sembra essere il solo, perché un altro risponde prima di lui: – Di gente che scriveva. E quello che scrivevano se lo scrivevano addosso.&#60;br /&#62;
Me lo guardo da capo a piedi: ha i capelli lunghi e ondulati, un po' troppo per la sua età, e intaglia con un coltello un pezzo di legno lasciato dalla mareggiata; sembra che ne voglia tirar fuori una specie di tridente o più probabilmente un forchettone da cucina.&#60;br /&#62;
Senza alzare gli occhi dal suo lavoro, continua: – Andavano in giro nudi e tatuati come quello lì, e facevano sesso a più non posso. Almeno così dicono. Erano fuori dalle rotte commerciali, ci si capitava solo per caso, non è che poi se ne sapesse molto.&#60;br /&#62;
Alle ultime cose che ha detto ci faccio appena caso; quello che veramente mi ha colpito è questa cosa della scrittura sulla pelle. Guardo il corpo ai miei piedi e, forse per la prima volta, penso a lui come a una persona, provo a immaginarlo, mi chiedo come doveva essere la sua vita su quelle isole, quali sono le storie che soffrendo si è impresso nella carne, e cosa, alla fine, lo ha ucciso.&#60;br /&#62;
Chiedo: – Poi cosa è successo?&#60;br /&#62;
A questa domanda nessuno sembra saper rispondere. Restano in silenzio, qualcuno alza le spalle, finché un tipo tuttotondo, barbetta e occhiali, l'aria da professorino di liceo, fa: – Guarda, tutto quello che so, è che quelle isole lì erano fatte praticamente di cenere vulcanica, e che a ogni mareggiata ne spariva qualche pezzo. Dicevano che le avevano abbandonate, ma evidentemente non era così. Qualcuno doveva essere ancora lì quando sono sprofondate del tutto. – Poi volta la testa indietro e chiama: – Ragazzi, forza che dobbiamo seppellirlo.&#60;br /&#62;
Allora è davvero un insegnante; si è portato dietro pure i suoi studenti. Ehi, ma non si può seppellire!&#60;br /&#62;
– Fermi! Non si può.&#60;br /&#62;
– Si tolga, per favore – mi dice il professore con voce gentile, ma io non mi tolgo.&#60;br /&#62;
Non possono seppellirlo, sono matti? Quello mi mette le mani sui fianchi e mi solleva come fossi un manichino dei Grandi Magazzini e senza sforzo mi posa tre metri più in là, dietro le fila di curiosi. Non mi do per vinto; cerco di riconquistare il mio posto vicino alla salma per difenderla, ma quelli fanno barriera. Urlo che bisogna chiamare la polizia, che non si può seppellire un cadavere in riva al mare, che dobbiamo sapere cosa c'è scritto in quei tatuaggi, minaccio di chiamarla io la polizia, che passeranno tutti dei guai. Niente. Nessuno mi dà retta. Mi allontano di qualche passo alla ricerca di una breccia, ma tutto quello che riesco a vedere è la sabbia volare.&#60;br /&#62;
Basta, peggio per loro. Tiro fuori il cellulare per chiamare la polizia, ma non c'è segnale. Mi sposto verso la strada. Devo fare presto, così provo a correre, ma affondo ancora di più nella sabbia sottile. Ancora niente campo. Sono quasi arrivato al muretto di tufo, lì dovrei poter telefonare. Finalmente compare una lineetta e poi un'altra. Faccio il numero e mi volto verso il mare. La spiaggia è deserta, non c'è più nessuno.&#60;br /&#62;
– 113, pronto.&#60;br /&#62;
E adesso che gli dico?&#60;br /&#62;
– Pronto! Mi sente? Da dove chiama? Pronto! Non facciamo scherzi, eh?&#60;br /&#62;
Chiudo la comunicazione. Se controllano le chiamate, il guaio lo passerò io. Torno indietro, verso la striscia di detriti, là dove stava il corpo tatuato. O almeno credo, perché non riesco più a orientarmi, mi sembra tutto uguale. Vago di qua e di là, ma non trovo tracce, come se non ci fosse mai stato niente, come se tutto questo fosse stato un sogno.&#60;br /&#62;
È così? Adesso mi sveglio?&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;29 dicembre 2014
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>k su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209018</link>
<pubDate>Sab, 07 Mar 2015 07:59:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">209018@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;strong&#62;CIAO, ALBE'!&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;All'età di 88 anni è morto a Roma Alberto Rossi, alla cui persona era fortemente ispirato il personaggio del Bava nel &#60;em&#62;Fasciocomunista&#60;/em&#62;. E' stata una delle figure carismatiche e paterno-putative che hanno caratterizzato la mia formazione. Poi le strade - e le idee - s'erano divise e non ci eravamo più neanche visti per quasi quarant'anni. Ma l'affetto era rimasto quello d'allora e quando poi ci siamo rincontrati o parlavamo per telefono, io me lo sentivo ancora - come allora - figura paterno-putativa.&#60;br /&#62;
Ciao Albe', riposa in pace.&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Da: &#60;em&#62;Il fasciocomunista&#60;/em&#62;: &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#34;Il giorno dopo sono arrivati gli altri: qualche genovese, un&#60;br /&#62;
paio di Pisa, uno di Pistoia, un paio di Massa e uno di Catania.&#60;br /&#62;
Ci siamo trasferiti in una pensione di via Quattro Fontane, a due&#60;br /&#62;
passi dalla Direzione. Si chiamava Albergo Zara e il padrone&#60;br /&#62;
era un esule dalmata. Saremo stati una quindicina. Poi c’erano&#60;br /&#62;
quelli di Roma, del Prenestino, che fissi erano sempre quattro o&#60;br /&#62;
cinque, ma quando serviva diventavano una ventina. Eravamo&#60;br /&#62;
i Volontari del Msi, un’organizzazione nuova che il Bava s’era&#60;br /&#62;
inventato proprio in quei giorni.&#60;br /&#62;
Lui era rientrato nel Msi da poco, da qualche anno, e era una&#60;br /&#62;
figura mitica del neofascismo delle origini. Era stato pure lui&#60;br /&#62;
con la Repubblica da ragazzino e aveva fatto quello che avevano fatto gli altri. Non ne parlava mai. Ma se è per questo non parlava&#60;br /&#62;
mai di niente, o almeno mai di ciò che lo potesse in qualche&#60;br /&#62;
modo riguardare. Era alto, robusto, biondo, mezzo calvo, e&#60;br /&#62;
aveva una voce da basso che neanche le canne di un organo. Ma&#60;br /&#62;
era un basso caldo, deciso, coinvolgente. I suoni ti avvolgevano&#60;br /&#62;
e tu ne sentivi la forza e l’auctoritas quasi non emanassero da&#60;br /&#62;
lui, ma ti calassero dall’alto. Quel poco che so di lui me lo hanno&#60;br /&#62;
detto a mezza bocca gli altri, e quando gli chiedevo espressamente&#60;br /&#62;
– nei momenti di relax, quando stavamo in macchina&#60;br /&#62;
magari, sull’autostrada, a cazzarare da ore – quando chiedevo&#60;br /&#62;
«Raccontami le bombe alle Botteghe Oscure» (che gliene aveva&#60;br /&#62;
messe almeno un paio), subito sviava: «Che vai a tirare fuori?»,&#60;br /&#62;
e ricominciava con il discorso di prima. Non era un «tenere la&#60;br /&#62;
bocca chiusa» di natura prudenziale od omertosa, poiché era&#60;br /&#62;
roba di vent’anni prima, andata in prescrizione o che, a buon&#60;br /&#62;
bisogno, s’era scontato già in galera. È che il Bava era uno modesto,&#60;br /&#62;
a cui non piaceva vantarsi. Era solido, roccioso e non doveva&#60;br /&#62;
dimostrare niente a nessuno; faceva quello che faceva perché&#60;br /&#62;
pensava fosse giusto. Stop. Però non gli piaceva parlarne:&#60;br /&#62;
«Le cose si fanno e non si dicono».&#60;br /&#62;
Sotto la Repubblica era stato come gli altri – almeno così diceva&#60;br /&#62;
Arturo, l’usciere della Direzione: «Chi l’avrebbe detto lassù?&#60;br /&#62;
Era un ragazzino allora» – ma è quando è tornato a casa&#60;br /&#62;
dopo, che è diventato una belva: quando ha visto le ragazze&#60;br /&#62;
che si vendevano agli americani, ai negri, per una cioccolata;&#60;br /&#62;
quando ha visto quelli del palazzo suo a San Giovanni che prima&#60;br /&#62;
erano tutti fascisti, più fascisti di suo padre che lavorava&#60;br /&#62;
e si faceva i fatti suoi, adesso erano tutti antifascisti, comunisti,&#60;br /&#62;
democristiani e guardavano storto lui che era tornato dalla&#60;br /&#62;
Repubblica e una sera nel portone lo avevano menato. «Fascista!&#60;br /&#62;
» gli dicevano, quelli che fino al giorno prima erano stati in&#60;br /&#62;
camicia nera. Allora s’è messo a fare il neofascista clandestino&#60;br /&#62;
coi Far, i Fasci di azione rivoluzionaria. L’assalto alla radio con&#60;br /&#62;
Giovinezza a «Notturno dall’Italia» (lui c’era per davvero, però),&#60;br /&#62;
il gagliardetto alla Torre delle Milizie, la bomba alla Cgil. Tutta&#60;br /&#62;
roba tra ’46 e ’47, quando c’era da giocarsi la pelle. E poi l’assalto&#60;br /&#62;
alle Botteghe Oscure, dove c’era la sede del Pci e perse la mano Gionfrida, con una bomba-carta che gli era scoppiata prima di&#60;br /&#62;
lanciarla. Nel ’56 andò in Ungheria insieme a qualcun altro dei&#60;br /&#62;
suoi, a partecipare alla sommossa. Era un anticomunista di ferro.&#60;br /&#62;
Per lui – ma naturalmente anche per noi – i comunisti erano&#60;br /&#62;
oppressori della libertà, sterminavano la gente e soprattutto&#60;br /&#62;
erano contro la Patria, per l’internazionalismo al soldo della&#60;br /&#62;
Russia, contro l’Italia e il concetto stesso di Dio patria e famiglia.&#60;br /&#62;
In Ungheria pare si siano scontrati a fuoco con quelli del&#60;br /&#62;
Pci, andati pure loro a dare man forte ai loro. I nostri riuscirono&#60;br /&#62;
a malapena – tramite l’ambasciata svedese – a svicolare tra&#60;br /&#62;
i carri armati russi e tornare a casa per il rotto della cuffia. Poi&#60;br /&#62;
era uscito dal Msi – quando era stato chiaro che questi non volevano&#60;br /&#62;
fare la rivoluzione, ma cercare solo un «inserimento»&#60;br /&#62;
nella vita democratica insieme alla Dc – e s’era fatto dei gruppetti&#60;br /&#62;
suoi. A Roma ce n’erano tanti; ognuno contro gli altri, perché&#60;br /&#62;
ognuno convinto d’essere più fascista degli altri. Lui aveva&#60;br /&#62;
fondato le Fng, le «camicie verdi», aveva stretto contatti con&#60;br /&#62;
l’Oas e operato assieme a loro. Poi deve essersi accorto che la&#60;br /&#62;
rivoluzione non si faceva più o, come diceva lui, «che la strada&#60;br /&#62;
è un po’ più tortuosa» ed era rientrato nel Msi. Adesso era&#60;br /&#62;
in contatto diretto con il segretario Michelini, rispondeva solo&#60;br /&#62;
a lui e aveva messo in piedi questo Settore Volontari con tutta&#60;br /&#62;
gente provata, gente che conosceva da anni e che aveva fatto&#60;br /&#62;
un sacco di cose insieme a lui. I più duri erano quelli di Genova.&#60;br /&#62;
L’unico nuovo ero io.&#60;br /&#62;
Dopo un paio di giorni m’ha caricato in macchina e m’ha portato&#60;br /&#62;
a casa. «Ma che ci andiamo a fare?» gli chiedevo. C’è voluto&#60;br /&#62;
andare per forza, non gli è bastato che avessi telefonato davanti&#60;br /&#62;
a lui a mia madre: «Guarda che sono ancora vivo». M’ha&#60;br /&#62;
caricato e m’ha portato a casa. M’ha comprato pure un paio di&#60;br /&#62;
scarpe nuove prima d’andare, perché quelle vecchie facevano&#60;br /&#62;
pietà, a furia di non toglierle mai e d’imbrattarmi ogni sera di&#60;br /&#62;
colla: «Non ti vergogni ad andare in giro così?»&#60;br /&#62;
M’ha riportato a casa e mia madre era tutta rassicurata, pendeva&#60;br /&#62;
dalla sua bocca. Lui parlava con quella voce bassa, roca,&#60;br /&#62;
Fred Bongusto: «Adesso sta con me, ci penso io. Se lei vuole, rimane&#60;br /&#62;
subito a casa, se no viene con me per la campagna elettorale, ma ci penso io, garantisco io, e quando torna si rimette a&#60;br /&#62;
studiare. È vero?» faceva a me.&#60;br /&#62;
«Certo». Che dovevo dire?&#60;br /&#62;
Mia madre ha fatto da mangiare. C’era pasta e fagioli. Manrico&#60;br /&#62;
lo stava ad ascoltare; ogni tanto provava a dire qualche cosa&#60;br /&#62;
per stuzzicare, ma il Bava gli rispondeva secco – con cortesia,&#60;br /&#62;
quasi con condiscendenza, pure con simpatia – ma secco, senza&#60;br /&#62;
lasciargli spazio ad altre sofisticherie. Manrico m’ha chiesto&#60;br /&#62;
sottovoce di sguincio, mentre per un attimo ci siamo trovati soli&#60;br /&#62;
in sala: «Ma chi è questo?»&#60;br /&#62;
«Il Bava».&#60;br /&#62;
«Ah! A me mi pare Al Capone».&#34;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Ciao, Albe'.&#60;/strong&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>A. su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-209014</link>
<pubDate>Gio, 05 Mar 2015 08:42:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
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<description>&#60;p&#62;Mi ha fatto venire da piangere. Grazie
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-208996</link>
<pubDate>Lun, 16 Feb 2015 22:44:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208996@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Domenica 15 febbraio 2015, sul Quotidiano di Latina è uscito questo:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;a.p.&#60;br /&#62;
&#60;strong&#62;“VACCE, FEDERA’, CHE STAI A ASPETTA’?”&#60;br /&#62;
L'urbanistica e il comune senso del pudore&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ciò che stupisce – di fronte alla protesta popolare e alle eccezioni della magistratura su via Quarto e Borgo Piave – è la protervia d’una classe politica, in particolare Forza Italia, che sostanzialmente risponde: «Nce frega ncazzo! Attaccàtteve pure al ciufolo, ma i costruttori devono da costrui’. Zitti e mosca!»&#60;br /&#62;
Per quanto mi riguarda non mi intendo molto – e nemmeno intendo appassionarmici – di questioni giuridico-amministrative o leguleio-burocratiche: se c’era o meno il bollo della regione, se le pratiche avevano rispettato il giusto iter, se la cubatura è cambiata o no, se la strada non è più statale e quindi pure la fascia di rispetto cambia in quanto comunale, se il dirigente era biondo o era moro e se Berta filava e ora non fila più. E nemmeno mi interessa se c’era o meno conflitto di interessi, se il sindaco Di Giorgi ha pagato o no al giusto prezzo il suo appartamento e qualunque altra cazzata possa venire in mente a superavvocati e periti di fama anche internazionale, pagati apposta per elucubrarsi dalle cervella le più emerite arzigogolate. Anzi, può anche essere che alla fine esca fuori – non c’è da meravigliarsi di niente in Italia – che stava tutto a posto e che possono costruire, volendo, anche di più: possono costruire pure in mezzo a piazza del Popolo, se vogliono, o dentro San Marco al posto del leone o dell’altare. Che me ne frega a me? Facessero quello che gli pare.&#60;br /&#62;
Resta però – al di là e al di sopra di tutte le legislazioni e i cavilli burocratici – una cosa che si chiama coscienza civile e comune senso del pudore. Ma che ci vuole, il Papa o la Buoncostume, per capire che ammazzare un eucalyptus gigantesco di quasi ottant’anni – modificando anche la destinazione d’uso di un’area verde, per poterci costruire un palazzo come tanti – è un crimine sociale che non si dovrebbe fare? E tirare su una selva di palazzi all’immediato ridosso della Pontina, è cosa invece buona e giusta? Dice: «Ma non è più Pontina, è comunale». Ah, sì? Che ti venga una blenorragia: non è sempre l’arteria principale che collega la statale 148 alla città, e proprio lì – a Borgo Piave, lo snodo più cruciale – confluiscono la bellezza d’altre quattro strade provinciali? E’ la massima concentrazione del traffico pontino. E tu ci vai a mettere i condominii a venti metri, quando tutti i servizi del Borgo stanno dall’altra parte della strada? Scuole, asilo, poste, chiesa, oratorio, campo sportivo, tabaccaio e tutto quello che ti pare, stanno di là e i ragazzini avanti e indietro dovranno attraversare la strada. Dice: «Sì vabbe’, però prima o poi ci faranno un sottopasso o un cavalcavia». Ah, sì? Ma lo faranno a spese della collettività però – mica del costruttore che intanto ha guadagnato – e resterà comunque, sia col sottopasso che col cavalcavia, un aborto urbanistico, uno stupro orripilante.&#60;br /&#62;
Ma sotto accusa della società civile non può esserci solo l’imprenditoria edile e la politica acquiescente. C’è la burocrazia comunale – con i funzionari e i dirigenti che hanno consentito – e un’intera classe di architetti ed urbanisti pontini, da quelli che lì hanno direttamente progettato a tutti i loro colleghi che non hanno mai dissentito, per finire con un ordine professionale ligio, pare, all’unica regola: «Tra cani non ce se mozzica».&#60;br /&#62;
L’architettura invece, se usata male, può diventare un’arma di distruzione di massa (a Borgo Piave di sicuro) ed un misfatto estetico o urbanistico – anche se assolto, o perfino benedetto e vidimato dallo Stato e dalla burocrazia – attenta ed inficia la qualità della vita di migliaia di cittadini per generazioni e generazioni. Anche se erigi solo un palazzo brutto, tu influisci sull’umore complessivo, sulla psiche e sullo stato d’animo di tutti quelli che, per anni e anni, ci passeranno davanti. Tu divieni di fatto un untore, un diffusore maligno di incultura e depressione.&#60;br /&#62;
La vera colpa di Di Giorgi, quindi, non è se ha pagato o meno quell’appartamento – non me ne frega niente, ripeto, dell’appartamento – ma di avere comunque avallato e permesso quei crimini, oserei dire, di natura estetico-sociale. Voglio vedere che gli racconta a Finestra il giorno che – più lontano possibile, ovviamente – lo rincontra di là. Anzi, la colpa forse è proprio di Finestra, che non va intanto di notte a svegliarlo di botto – in Spiritu – e mettergli paura nel sonno.&#60;br /&#62;
E vacce, Federa’! Che stai a aspetta’? &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;a.p. - 15/2/2015
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-208991</link>
<pubDate>Mar, 03 Feb 2015 05:03:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208991@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Luigi Manconi (sociologo e senatore del Pd, membro di Amnesty e di altre associazioni con cui si occupa di diritti civili, garantismo e assistenza ai carcerati, oltre che - nella fattispecie - dell'assistenza diretta ai figli di Donina Matei) mi ha mandato questo articolo da lui scritto il 18/10/2010.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Luigi Manconi,  &#60;em&#62;La parabola di Vanessa e Doina&#60;/em&#62;&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L'insensata tragedia dell'assassinio di Vanessa Russo nella metropolitana di Roma, col volgere dei giorni, si è trasformata da atroce fatto di cronaca in parabola sapienziale, non so se religiosa o laica (ma ha una qualche importanza?). Un dramma crudele che è stato manipolato in chiave etnica dagli &#34;imprenditori politici della paura&#34;, che hanno tentato di trovarvi la scintilla di un possibile conflitto razziale (un titolo di quotidiano: &#34;Ragazza rumena uccide italiana&#34;!) : quando si era in presenza, palesemente, di una infelicissima vicenda di cronaca. Una vicenda dove il caso avrebbe potuto invertire esattamente le parti, collocando la vittima al posto dell'assassina, e viceversa. E poi, ecco la &#34;novità&#34;: non per iniziativa della difesa, ma per atto dovuto del pubblico ministero, emerge che Vanessa veniva da una storia tormentata di tossicodipendenza, forse mai conclusa, e attualmente si trovava sotto terapia di metadone. Questo dato biografico, ce la rende ancora più cara: anche lei, come Doina, ha conosciuto l'asprezza e il&#60;br /&#62;
dolore del vivere. E invece, quello stesso dato biografico (la tossicodipendenza) ha suscitato in Alessandra Mussolini, nel corso di una trasmissione televisiva, una reazione totalmente opposta: &#34;adesso&#60;br /&#62;
vogliono	infamare     la     vittima     —     ha     detto l'europarlamentare — per scagionare l'assassina&#34;. Il che serve a ricordarci che la distanza tra noi e un avversario politico può essere davvero incolmabile. Ma perché la storia di Vanessa/Doina può essere intesa come una parabola? Perché offre l'opportunità di leggere la grande questione del Male e — per rimanere alla nostra portata — il problema sociale della violenza e della responsabilità, del crimine e della colpa, in una maniera straordinariamente efficace e, direi, salutare. Quella storia ci dice, infatti, che la divisione netta del mondo, e quindi dell'organizzazione e della vita sociale, in &#34;buoni&#34; e &#34;cattivi&#34; non è semplicemente difficile (o meglio: impossibile): corrisponde, bensì, a un falso scientifico e a un imbroglio ideologico (o religioso o culturale o antropologico). Gli uomini e le donne che si incontrano, che hanno rapporti, che fanno negozi, che confliggono, che si amano e che si odiano, che si cercano e che si fuggono, sono, appunto, uomini e donne : ovvero un impasto misterioso e inestricabile di virtù e vizi, di pulsioni aggressive e sentimenti pacifici, di volontà di potenza e di disponibilità alla cooperazione, di grettezza e di oblatività (e molte altre coppie di termini potrebbero essere evocate). Questo è tanto più vero quanto più quegli uomini e quelle donne hanno fatto esperienza della fatica esistenziale, della sofferenza personale e del degrado individuale e collettivo: e, quindi, quanto più le loro scelte sono condizionate da quei percorsi di emarginazione. Tutto ciò, a mio avviso, riguarda una parte significativa della società, ma — certamente — interessa in particolare quanti vivono, o hanno appena finito di vivere, condizioni di abbrutimento. In essi — malati di mente, tossicomani, detenuti, alcolisti, dipendenti da qualunque sostanza, uomini e donne &#34;di strada&#34; — la possibilità di offendere e ledere altri è maggiore. Questo non ne annulla la potenzialità di &#34;fare il bene&#34; o, ancora, di &#34;godere del bello&#34; (avreste dovuto vedere quei venticinque detenuti di Rebibbia Penale ascoltare Vittorio Sermonti leggere Dante; e dovreste sapere che nel luogo d'Italia dov'è più alto il tasso di analfabetismo, il carcere appunto, si tengono ben 136 corsi di scrittura creativa). Dunque, la parabola di Vanessa/Doina dice, inequivocabilmente, che la devianza, e la conseguente marginalità, è una possibilità nell'esistenza di molti: non è (non dev'essere) uno stigma perenne né una condanna a vita. E, soprattutto, può riguardare molti di noi: per una volta sola o per un periodo dell'esistenza, per la follia di un'ora o per una debolezza irreparabile. Attenzione: ciò non vuol dire che sia innanzitutto il caso (e nemmeno &#34;le colpe della società&#34;) a determinare quella devianza, che si traduce talvolta in crimine; conta, eccome se conta!, il libero arbitrio, o comunque si voglia chiamare la capacità di autodeterminazione, che è propria di ogni essere umano: anche dove e quando l'autonomia sia la più ridotta. Ma, una volta assegnata alla libera scelta di ognuno la prima responsabilità degli atti compiuti, tutte le altre cause o con-cause, e i fattori agevolanti e quelli acceleranti, e le circostanze e il contesto, vanno attentamente    considerati.    Ovvero    assunti    come (anche) propri: dell'intera società, cioè, e della corresponsabilità che deriva dal legame sociale. E ciò, si badi bene, non è questione di altruismo né di solidarietà: bensì, è vincolo politico di reciprocità, proprio di ogni comunità organizzata. Il che, attualmente e &#34;normalmente&#34;, non avviene in alcun modo. E proprio perché la società avverte — più o meno consapevolmente — che tutto ciò la coinvolge e la turba nel profondo: e ne svela l'intima debolezza. Pertanto, la società ne fugge e procede a una vera e propria rimozione.&#60;br /&#62;
E qui, ancora una volta, le parole sono rivelatrici. L'emarginazione di cui parlo corrisponde, appunto, a una messa ai margini: a uno spostamento-esclusione-occultamento. E, dunque, l'architettura, l'ingegneria e, in particolare, l'urbanistica c'entrano moltissimo. Non è un caso che i progetti di nuove carceri prevedano, tutti, la realizzazione degli edifici o in periferia o a qualche distanza dalla città e la dismissione di istituti collocati nei centri cittadini (come San Vittore e Regina Coeli). E' forse fin troppo facile, ma non per questo meno giusto, dedurne che quella procedura di&#60;br /&#62;
&#34;nascondimento&#34; degli istituti di pena sia la trascrizione toponomastica di un processo psichico collettivo, che va qualificato, appunto, come rimozione. E rimozione è proprio l'atteggiamento prevalente nei confronti del carcere da parte della collettività. E' un termine, questo, significativamente ambivalente : in uso nel linguaggio tecnico-professionale dell'edilizia e in quello tecnico-professionale delle discipline della psiche. Nel primo caso, si parla di rimozione dei residui, dei resti, delle macerie; nel secondo, di rimozione degli scarti dell'inconscio o, se vogliamo, dei detriti della psiche.&#60;br /&#62;
In altre parole, la società, l'opinione pubblica, la mentalità collettiva tendono a spostare fuori dalle mura cittadine (e dal proprio sguardo) i luoghi della detenzione: e proprio per allontanare da sé quel rimosso rappresentato, appunto, dal carcere e da chi lo abita; e per esorcizzare ciò di cui quegli &#34;abitanti&#34; sono simbolo e, insieme, incubo. Ovvero, sinteticamente, la pulsione, l'errore, il crimine che ciascuno di noi avverte come un proprio rischio — tanto più forte quanto più lo si   nega — al quale si è&#60;br /&#62;
sottratto, ma dal quale non si sente immune. Forse tutto ciò contribuisce a spiegare il rifiuto di gran parte della società italiana nei confronti del provvedimento di indulto. Ma vallo a dire a quelle vanesie star televisive, terribilmente &#34;di sinistra&#34; e terribilmente virtuose, che — nella trasmissione televisiva già ricordata — si esercitavano nel loro cinismo futile e mondano, torvo e, insieme, ilare: e totalmente incapace di &#34;sentire&#34; — con intensità e verità — il dolore delle vittime e quello dei colpevoli. Loro sono il Bene, e per loro vale quanto il Danton di Bùchner affermava a proposito di Robespierre: &#34;E' così virtuoso che per lui la vita stessa è un vizio&#34;.&#60;br /&#62;
(Luigi Manconi)
&#60;/p&#62;</description>
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<title>FernandoBassoli su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/3#post-208987</link>
<pubDate>Dom, 01 Feb 2015 18:14:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208987@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Tra l'altro a me risulta che l'italiano che picchiò l'infermiera aveva precedenti specifici (tra l'altro praticava pugilato e quindi sa come tirare un pugno). Pensate un po'. Però è fondamentale vedere se Doina Matei aveva precedenti (vista la condanna credo proprio di sì).&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Dice: ma insomma la Magistratura è razzista o no? Non lo so, di sicuro può sbagliare per mille motivi e infatti sbaglia stesso, caso Cucchi docet.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208983</link>
<pubDate>Dom, 01 Feb 2015 06:15:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208983@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Zaph,&#60;br /&#62;
questo tuo post è stato veramente provvidenziale. Quando il Torque dichiarò la morte dell'Anonima, infatti, m'era venuta a un certo punto l'idea: &#34;E mo' come faccio? Quasi quasi m'iscrivo a facebook&#34;.&#60;br /&#62;
Ma mo' manco se mi spari. Lì ha ragione &#60;strong&#62;Eva Cesqui&#60;/strong&#62;: &#34;Se non ci fossero imbecilli vivremmo molto meglio&#34;.&#60;br /&#62;
Per quanto attiene &#60;strong&#62;Maria Teresa Cimino&#60;/strong&#62;, invece, ti prego di farle sapere che un articolo è un articolo e deve essere, per necessità, breve e sintetico. Essenziale e basta. Rassicurala, però, che prima di scriverlo ci ho studiato tre giorni, coadiuvato da ricerche a tutto spiano anche del Torque. E se quindi ho parlato di &#34;&#60;em&#62;contorni assai simili&#60;/em&#62;&#34; delle due tragedie - ed ho adottato il metodo comparativo - non l'ho fatto a cacchio ma a ragion veduta, dopo studio e riflessione. La realtà è che in Italia c'è davvero un problema giustizia - inteso in senso di gestione e somministrazione della giustizia stessa - che non è questione solo di leggi, ma soprattutto di chi le applica e le interpreta. C'è troppa discrezionalità, troppa disparità - come in questo caso - tra un caso e l'altro, pure se assai simili. (Se poi la &#60;strong&#62;Cimino&#60;/strong&#62;, per farsi un'idea, volesse però il resoconto dettagliato degli atti dei due processi - volesse cioè non un articolo, ma un libro - potrebbe farlo intanto lei, visto che per il momento ne starei facendo un altro; magari mi potrebbe pure essere utile, poi, il suo. Sull'andare però in giro con un ombrello in un giorno di pioggia - e sulla deduttiva esclusione di eventuali preterintenzionalità - valuti la Cimino se la stessa cosa può valere o meno per un pugno, se scagliato da qualcuno che sia andato apposta in palestra, per “imparare” come si tirino ergonomicamente i pugni. Più altre quisquilie.)&#60;br /&#62;
Si tranquillizzi infine l'amabile &#60;strong&#62;Paris&#60;/strong&#62; che ironizza: &#34;Pennacchi ha scoperto l'esistenza del razzismo&#34;. No, lo sapevo già che l'Italia era un paese razzista - e il facebook riportato da Zaphod lo dimostra ulteriormente - anche se lo nega e, dove vai vai, tutti dicono di no: &#34;Ma no! L'Italia non è mai stata un paese razzista&#34;. Ecco, mi pareva che l'incredibile differenza di trattamento - 8 anni ridotti a 4 al ragazzo che uccise la romena con un pugno all'Anagnina, e 16 invece alla romena che con l'ombrello uccise l'italiana a Termini - lo rendesse plasticamente evidente. Perfino nella magistratura.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>zaphod su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208980</link>
<pubDate>Sab, 31 Gen 2015 22:38:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208980@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Un veloce copiaincolla dei commenti all'articolo su facebook...&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Sciaccaluga Inkognito morale della favola: se non ci fossero stranieri in italia, avremmo avuto due morti in meno...&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 10 · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Andrea Bentivegna Se non ci fossero stranieri in Italia sarebbe una tragedia per tutti gli italiani piuttosto&#60;br /&#62;
Mi piace · 2 · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Eva Cesqui Se non ci fossero imbecilli vivremmo molto meglio.&#60;br /&#62;
Mi piace · 5 · 11 ore fa&#60;br /&#62;
Visualizza altre risposte&#60;br /&#62;
Antonio Pennacchi&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Scrivi una risposta...&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Maria Teresa Cimino Troppo semplice. Bisognerebbe leggere gli atto del processo.&#60;br /&#62;
Così mi pare come il caso corona che tutti pensano sia in carcere per estorsione e basta&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 5 · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Francesco Desiderio Vero. Non basta leggere i giornali ma occorre vedere gli atti. Altrimenti si rimane nel qualunquismo&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 4 · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ferdinando Parisella E Corona?&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Vittorio Segala Va bene ma a noi gli atti non è permesso leggerli, rimane il fatto che un violento patentato da ora è in libertà, adesso quello che ha fatto puo sempre reiterarlo perche chi è violento non cambia la sua natura, e non è detto che la prossima potenziale ...Altro...&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Maria Teresa Cimino Per fare un esempio: corona èstato condannato per estorsione ricettazione spaccio di monete false, evasione, oltraggio a pu e alla corte&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 1 · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Maria Teresa Cimino Sicuramente la giustizia non è di questo paese ma la legge è quella e le pene le ha stabilite il parlamento. I giudici c entrano poco. Davvero.&#60;br /&#62;
Andrebbe cambiato il codice&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 11 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Walter Nardoni Dato che la legge è interpretata credo che il risultato non dipenda solo da chi sei, ma da che avvocati ci sono, chi è il giudice e come viene descritto il tutto. Anche se uno che uccide anche per sbaglio ha poche scusanti!!&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 10 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Giancarlo Fabroni ITALIANI,CINESI ,RUMENI,POLACCHI CHI CAZZO VE PARE MA IL METRO DE GIUSTIZIA DEVE ESSERE PER TUTTI UGUALE. CHI CREA LA MORTE DI UN'ALTRA PERSONA PER ME DEVE ESSERE MESSO AL GABBIO A VITA, PUNTO!!!!!!&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 1 · 9 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Giancarlo Fabroni DEVE MARCIRE IN GALERA!!!!!!&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 9 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Maria Teresa Cimino E poi con ombrello è escluso possa essere preterintenzionale&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 9 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Luca Agoralli Biglia Non è un'equazione così automatica,Antonio.Quello che ha fatto una strage di ciclisti in Puglia era romeno,ubriaco,forse fatto,senza patente.E lui ERA colpevole..Bè,è fuori,nommeno si sa dove.La malagiustizia è malagiustizia,e basta..&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 1 · 9 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Roberto Toti L'Italia è razzista???????? Magari!!!! Siamo invasi ! Gli stranieri hanno più diritti di noi! Gli zingari la fanno da padroni intoccabili! Gli africani abusi comandano il centro storico e non solo....&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 9 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Carmine Giusti Ma che razza di equazione è mai questa? ......e per gli stranieri che investono gli italiani e che non si fanno nemmeno un'ora, dico un'ora di prigione, come la mettiamo?&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 8 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Claudio d'Aloya Si comincia a riflettere a quante differenze giuridiche sussistono nonostante il presupposto dell'uguaglianza davanti alla legge e che meriterebbero l'attenzione del legislatore!&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 8 ore fa&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Alessandro Paris Pennacchi ha scoperto l'esistenza del razzismo.&#60;br /&#62;
Mi piace · Rispondi · 7 ore fa
&#60;/p&#62;</description>
</item>
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<title>FernandoBassoli su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208978</link>
<pubDate>Sab, 31 Gen 2015 14:55:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208978@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Molto dipende anche dai precedenti dei soggetti.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208976</link>
<pubDate>Sab, 31 Gen 2015 02:40:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208976@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Un articolo uscito ieri, 30 gennaio 2015, sul Corriere della sera:&#60;br /&#62;
&#60;a href=&#34;http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201501/30/0001_binpageNAZ26.pdf&#38;#38;authCookie=1666362900&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201501/30/0001_binpageNAZ26.pdf&#38;#38;authCookie=1666362900&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;DUE PESI E DUE MISURE&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Pochi anni fa – era l’8 ottobre del 2010 – nella stazione della metro Anagnina a Roma vengono a diverbio, per questioni di fila, un ragazzo italiano di vent’anni e una donna romena di trentadue, di professione infermiera, sposata e con un figlio. Pare che poi – andandosene – il ragazzo le abbia detto: “Ma non te lo insegnano al paese tuo a stare in fila?”&#60;br /&#62;
Lei allora gli corre dietro fin fuori la stazione, inveendo e sputandogli addosso. Lui si volta, le sferra un pugno – non so se al volto o in testa – lei cade e resta a terra.&#60;br /&#62;
Lui se ne va. Lo insegue però e lo blocca un militare di passaggio della capitaneria di porto, che lo consegna ai vigili quando arrivano. Lei è sempre a terra. Chiamano il 118. Otto giorni di coma e muore. Si chiamava Maricica Hahaianu.&#60;br /&#62;
E’ dell’altro giorno la notizia invece (26/1/2015) che il ragazzo condannato in appello nel 2012 a otto anni – per omicidio preterintenzionale e concessione delle attenuanti – è stato scarcerato, per essere affidato ai servizi sociali. Dopo complessivi quattro anni di carcere e arresti domiciliari, torna quindi in libertà, pure se relativa: “Potrà uscire di casa per andare al lavoro e in palestra, purché rientri nella sua abitazione entro le otto di sera”. Stop.&#60;br /&#62;
Solo tre anni prima però – 26 aprile 2007 – era accaduta un’altra tragedia dai contorni assai simili. Sempre a Roma e sempre sulla metro, ma in un’altra stazione – Termini – vengono a diverbio due ragazze romene ed una italiana. Le romene – rispettivamente di 17 e 21 anni – secondo la polizia sono prostitute. L’italiana di 23 anni è invece anche lei – come la Maricica Hahaianu dell’Anagnina – infermiera laureata.&#60;br /&#62;
Non è chiaro se il litigio sia cominciato sul treno – sedute a fianco, ci sarebbe già stato un alterco – ma è all’uscita a Termini, in mezzo alla calca, che il conflitto deflagra: “Che te spigni, str…”, dice la ragazza italiana alla romena più grande. E la rincorre, la schiaffeggia, le si avventa addosso.&#60;br /&#62;
La romena aveva un ombrello in mano. Pioveva, forse, quel giorno. E nel tentativo di divincolarsi, dice lei – o nella foga d’una maldestra difesa e nella convulsa velocità di queste cose – l’ombrello diventa un’arma. La sua punta trafora l’orbita oculare, penetra e recide un’arteria. La ragazza italiana cade. Le due romene scappano. La ragazza muore.&#60;br /&#62;
Le romene verranno arrestate due giorni dopo nelle Marche. A Tolentino. La vittima si chiamava Vanessa Russo. Alla sua assassina – Donina Matei, 21 anni all’epoca dei fatti, due figli piccoli in Romania – la cassazione ha confermato nel gennaio 2010 la condanna emessa dalla corte d’assise d’appello a 16 anni, per omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.&#60;br /&#62;
Sta ancora in carcere. A Sollicciano, credo. E’ pentita e non cerca giustificazioni: “&#60;em&#62;Senza sapere nemmeno io come e perché, una ragazza della mia età è morta a causa mia. Non lo volevo questo, non era mia intenzione. Ma è successo e devo pagare, tra queste mura, con un rimorso che non mi abbandonerà mai&#60;/em&#62;”. Lo dice in un racconto – &#60;em&#62;La ragazza con l’ombrello&#60;/em&#62; – premiato da un concorso letterario e pubblicato nel 2011 dalla piccola biblioteca Oscar Mondadori nella raccolta: &#60;em&#62;Volete sapere chi sono io? Racconti dal carcere&#60;/em&#62;, a cura di Antonella Bolelli Ferrera. Non si aspetta niente Donina Matei. Consapevole che è giusto che chi sbaglia paghi, aspetta solo che passino questi altri otto anni – poiché otto ne ha già fatti – per poter tornare dai suoi figli e andare pure, dice lei: “&#60;em&#62;A pregare sulla tomba di Vanessa&#60;/em&#62;”.&#60;br /&#62;
Io adesso però – ferma restando la pietas per tutte le vittime e i loro familiari – vorrei sapere perché, se domani per caso ammazzo un romeno, prendo di sicuro molti meno anni di quanti ne prenderebbe lui se ammazzasse me. Meno d’un quarto, quasi. Ma che è, giustizia, questa? O è razzista pure la giustizia in Italia? Sempre che la differenza non la faccia – sulla metro – l’ammazzare a Termini piuttosto che all’Anagnina.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;a.p. - 30/1/2015
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Torquemada su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208967</link>
<pubDate>Lun, 26 Gen 2015 12:54:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torquemada</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208967@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;io veramente, de filosofo vivo, ne conosco uno. Che pare che invece de legge e de capì, intuisce. Spesso pure male. Ma dice che è metafisico tsiprasiano.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>FernandoBassoli su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208962</link>
<pubDate>Ven, 23 Gen 2015 16:37:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>FernandoBassoli</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208962@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Se i filosofi intuissero non ci farebbero due scatole così quando li andiamo a studiare.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208961</link>
<pubDate>Ven, 23 Gen 2015 12:39:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208961@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;bravo K glielo dica de leggese Croce ar Torque  &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_smile.gif" title=":)" class="bb_smilies" /&gt; 
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208956</link>
<pubDate>Ven, 23 Gen 2015 04:01:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208956@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Eh no, cazzo.&#60;br /&#62;
Quelli so' i poeti,&#60;br /&#62;
che abbasta che intuiscano.&#60;br /&#62;
I filosofi debbono capi',&#60;br /&#62;
sennò so' filosofi del cazzo.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Torquemada su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208952</link>
<pubDate>Mer, 21 Gen 2015 12:56:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torquemada</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208952@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;camerie', i filosofi mica cianno bisogno de legge e de capi'. Loro intuiscono.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>cameriere su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208950</link>
<pubDate>Ven, 16 Gen 2015 07:51:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>cameriere</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208950@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Mi pare che lui non abbia detto che la libertà e' insopportabile&#60;br /&#62;
Ma che l'uomo contemporaneo non la sopporta più perché troppo faticosa
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "L'Anonima Scrittori è morta, viva l'Anonima Scrittori"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/lanonima-scrittori-e-morta-viva-lanonima-scrittori/page/2#post-208949</link>
<pubDate>Gio, 15 Gen 2015 09:04:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">208949@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Io penso che gli scrittori dovrebbero limitarsi a fare gli scrittori, senza presumersi filosofi.&#60;br /&#62;
Quando vuol fare il filosofo, Houellebecq spara cazzate. per esempio che la libertà si insopportabile: basta aver letto la storia degli ebrei nel deserto per saperlo. la libertà è responsabilità. E si accompagna al timore e al tremore. La sottomissione a qualsiasi dogma, religione, o verità assoluta è acquietante, certo. Appunto, la sottomissione. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;ps. Il fatto che Anonima sia morta, va bene, (nel senso, fatti di chi ha deciso così) ma che sia morto il forum non mi piace affatto.&#60;br /&#62;
Quindi per piacere continuate a scrivere.
&#60;/p&#62;</description>
</item>

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