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<title>Forum Anonimascrittori Discussione: Unità d'Italia</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/</link>
<description>Anonima Scrittori - La pagina bianca. Un'idea. La sfida.</description>
<language>en</language>
<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 11:36:38 +0000</pubDate>

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<title>urbano su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10688</link>
<pubDate>Dom, 20 Mar 2011 23:23:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>urbano</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10688@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;No, era solo per dire che non è importante cosa è stato, ma solo cosa credi sia stato. La storia è una particolare immaginazione del tempo.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10669</link>
<pubDate>Dom, 20 Mar 2011 13:54:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10669@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;em&#62;Cavour a Vittorio Emanuele II&#60;br /&#62;
20 marzo 1861&#60;br /&#62;
Sire,&#60;br /&#62;
Tosto ch’io ebbi fatto conoscere al Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera la necessità di chiamare nei Consigli della Corona dei rappresentanti dell’Italia meridionale, i miei colleghi risolsero unanimi di deporre nelle mani di V.M. le loro demissioni. A ciò fare furono&#60;br /&#62;
indotti dal desiderio di lasciare libero il campo a V.M. nella solenne occasione che trattasi di costituire per la prima volta un Ministero che abbracciar deve tutte le parti d’Italia ; ed ancora per un sentimento di reciproco riguardo.&#60;br /&#62;
Nel compiere ora al dovere di far nota a V.M. questa determinazione, mi credo in debito di sottoporre a V.M. che forse sarebbe opportuno che prima di prendere una determinazione V.M. sentisse il parere degli uomini politici più autorevoli che trovansi ora in Torino, come sarebbero Ricasoli, Farini, Rattazzi, Poerio.&#60;br /&#62;
Se V.M. lo desidera, potrei farli avvertire di recarsi al Palazzo all’ora ch’Ella vorrà indicarmi, oppure anche meglio potrebbe madare loro invito diretto. Ove poi V.M. avesse altri ordini ad impartirmi, sono sempre pronto ad eseguirli. Solo supplico V.M. a degnarsi di voler recarsi questo dopo pranzo a Torino 1, ond’io possa riferire a V.M. lo stato delle cose e ricevere le sue istruzioni.&#60;br /&#62;
Ho telegrafato ieri sera al Principe 2 ed al generale Garibaldi 3.&#60;br /&#62;
Giunse da Londra la notizia che il Governo inglese riconoscerà il nuovo titolo di V.M.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nell’aspettativa degli ordini di V.M., ho l’onore di, ecc.&#60;br /&#62;
(f.to) C. Cavour&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;AST, Archivio Cavour, copia dell’Artom in Cop.7. pp.112-113, n.537, datata”20 marzo&#60;br /&#62;
1861”; nel margine “ A S.M. il Re”. Già edita in Chiala, IV, p.195, e in Liberazione&#60;br /&#62;
Mezzogiorno , IV, pp.381-382, n.3279.1
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10661</link>
<pubDate>Dom, 20 Mar 2011 10:26:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10661@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62;Comunque quel 17 marzo la, Roma era ancora del Papa. I feudi cisternesi non lo so, ma Roma era ancora del Papa. S'è festeggiato con un lieve anticipo e fuori luogo.&#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;beh, quel 17 marzo la era ancora del Papa, questo 17 marzo qua non lo e' piu': e infatti non si e' festeggiato quel 17 marzo la, si e' festeggiato questo 17 marzo qua...
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>urbano su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10651</link>
<pubDate>Ven, 18 Mar 2011 20:41:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>urbano</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10651@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Comunque quel 17 marzo la, Roma era ancora del Papa. I feudi cisternesi non lo so, ma Roma era ancora del Papa. S'è festeggiato con un lieve anticipo e fuori luogo.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Mr Darcy su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10650</link>
<pubDate>Ven, 18 Mar 2011 09:44:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mr Darcy</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10650@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Mettici i nervi di Semiramide, in bacheca.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10649</link>
<pubDate>Ven, 18 Mar 2011 03:14:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10649@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;lo so che magari siamo fuori tempo massimo ma I servi di semiramide lo possiamo mettere in home?
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10648</link>
<pubDate>Ven, 18 Mar 2011 02:24:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10648@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Eh, sì! Pensi un po'! Siete riusciti a fare talmente strame di questo Paese, con i vostri individualismi sfrenati ed assoluti, che gli unici a difenderlo e a difenderne ancora un minimo di interesse generale e ragioni collettive ed unitarie, siano in qualche modo rimasti gli eredi di Togliatti. Lei è proprio sicuro che debbano vergognarsi più loro che voi? (e mi trattengo al voi e non passo al tu, perché sono una personcina educata. Ma lei m'ha gonfiato i coglioni. Non solo per Togliatti, ma proprio per l'Italia. E vaffanculo, va').
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Mr Darcy su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10647</link>
<pubDate>Ven, 18 Mar 2011 01:14:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mr Darcy</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10647@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Palmiro Togliatti al XVI Congresso:&#60;br /&#62;
“È motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all’Italia come alla mia Patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano ”.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Ora tutti con la coccarda.&#60;/strong&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10646</link>
<pubDate>Ven, 18 Mar 2011 00:24:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10646@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;zano', modera i toni...
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10645</link>
<pubDate>Ven, 18 Mar 2011 00:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10645@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62;Altro che i borboni italiani&#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;ma ancora insisti, coglione? poi non sono i borbonI, sono i Borbone.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10644</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 23:41:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10644@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=U0a-RMeVwM4&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.youtube.com/watch?v=U0a-RMeVwM4&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;State attenti alle risposte.&#60;br /&#62;
Altro che i borboni italiani, e il concordato del 27  ...
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>urbano su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10643</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 23:27:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>urbano</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10643@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Avete fatto caso alla scenografia dell'evento? A come sia stato il melange a gestire le cose? Come fosse spezia abbiamo visto il nabucco (no, non è vero io ho bevuto birra) il nabucco dicevo con il presidente e il premier e i cetera nel palco &#34;reale&#34;, nel doppio senso del vero e del re. La iconografia di oggi, come di sempre,forse metafora d'accatto,non prescinde da, ma semplicemente fa come. Oggi il presidente però non aveva la feluca le fasce e le medaglie dell'udienza papale, chissà se è stata scelta o solo dimenticanza. Ha reso omaggio al pantheon non a qualche dio sconosciuto ma proprio a quel re e ha ricevuto e ospitato il vicepapa. D'altra parte si festeggiava il meglio di noi. E' stata la giornata e la festa come un ritorno al passato, simboli antichi a riempire vuoti di futuro. E le nostre forze, dell'ordine e\o militari, come in un carnevale vestite in maschera. E tutto per televisione, per il nostro consumo da popolo. Ci sarebbe voluta una pattuglia aerostatica a far le acrobazie.&#60;br /&#62;
A mezzogiorno sotto lo studio mio succedanei compagni hanno proluso di costituzione nel giorno del regno cantanto da internazionalisti inni e melodie di mameli con la mano sul cuore e sparecchitao il buffet di prosecchi e stuzzichini.&#60;br /&#62;
Una cosa geografica non laica, non repubblicana, una sorta di federazione medievale che neanche Lewis avrebbe pensato.&#60;br /&#62;
Ricordo la forma stato della Paul-Lobe-Alee, forma in senso platico.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10640</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 20:47:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10640@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Romanzo risorgimentale. Intervista a Giancarlo De Cataldo&#60;br /&#62;
Articoli Correlati&#60;br /&#62;
De Cataldo e il lato oscuro del Risorgimento&#60;br /&#62;
La memoria tradita del Risorgimento&#60;br /&#62;
Intervista a Giancarlo De Cataldo di Mariagloria Fontana&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Storia, finzione e mito. &#60;strong&#62;Ci spiega brevemente come ha mescolato questi elementi nel suo ultimo libro, &#34;I Traditori&#34; &#60;/strong&#62;(&#60;a href=&#34;http://temi.repubblica.it/micromega-online/&#34;&#62;Leggi la recensione&#60;/a&#62;)?&#60;br /&#62;
La premessa è che racconto il Risorgimento da scrittore, non da storico, quindi ho una predilezione per le vicende avventurose, racconto la storia un po' come fosse un grande romanzo d'appendice, un feuilleton. È una sorta di riappropriazione della storia, priva di elementi retorici. Un Giuseppe Mazzini quasi da fiction e paradossalmente più corrispondente al vero di quanto ci hanno tramandato. La verità è che per fondare una nazione si è costretti a ricorrere a metodi rivoluzionari che sono la cospirazione, la violenza e la guerra. Questo atto fondante della nostra nazione lo abbiamo un po' rimosso avvolgendolo da una patina di retorica e, invece, le cose, leggendo i documenti dell'epoca, non stavano così come ce le hanno raccontate. Questo è un po' il senso dell'avventura de &#34;I Traditori&#34;.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Eroi o traditori, chi sono i rivoluzionari protagonisti del Risorgimento da lei descritti?&#60;/strong&#62;&#60;br /&#62;
Nella storia, ma anche nei racconti, nessuno è mai eroe a 360 gradi come pure non è mai completamente traditore. Il mio libro è un epos onnicomprensivo, ci sono episodi turpi, affari loschi, ambizioni politiche, ma soprattutto tanti giovani entusiasti e generosi; elementi apparentemente antitetici convivono assieme. La storia, sovente, ci racconta peggio di come siamo. Ma nell’oscurità delle nostre debolezze c’è la luce, come pensavano i rivoluzionari. Eppure noi la reprimiamo questa nostra storia d'Italia.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Curzio Maltese ha definito il suo romanzo “il lato oscuro del risorgimento”, è d'accordo?&#60;/strong&#62;&#60;br /&#62;
Come le dicevo, credo che in quella oscurità ci fosse anche della luce, perché come si fonda una nazione? Con la guerra. E come si fa la guerra? nel modo in cui hanno pensato i rivoluzionari, raggiungendo un obiettivo con una certa eterogenesi dei mezzi, cioè non arretrando. Oggi, se pensiamo a due grandi problematiche italiane irrisolte, è ben diverso, perché non siamo andati avanti. Mi riferisco alla disparità fra l'Italia del nord e quella del sud e alla presenza della criminalità organizzata. C'erano allora e sono rimaste anche adesso. Man mano che scrivevo, pensavo che stavo scrivendo un romanzo sull'oggi o, almeno, che si può leggere come un romanzo sull'oggi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Lei descrive il Risorgimento anche come una grande rivoluzione generazionale. Oggi sarebbe possibile?&#60;/strong&#62;&#60;br /&#62;
Questa non è una fase rivoluzionaria. Viviamo in una democrazia, sappiamo che si conquista il consenso con le elezioni e poi si governa. Non si possono fare dei paragoni così stretti. Certo è che siamo sicuramente in una fase di grande confusione. L’Italia è in un momento di stanchezza, di disgregazione. I giovani sono disoccupati, oppure sono rincoglioniti dallo sballo, o sono del tutto indifferenti. In questo quadro generale, una raddrizzata sarebbe opportuna. È ovvio che non è la guerra ciò di cui abbiamo bisogno, ma necessitiamo di una ricostruzione culturale, di un tessuto culturale che il Risorgimento possedeva. Il nostro è un Paese molto malato.&#60;br /&#62;
&#60;strong&#62;&#60;br /&#62;
Il suo celebre “Romanzo criminale” è divenuto un film di successo e poi un serial tv di culto. Ma quanto c'è di cinematografico nei suoi romanzi?&#60;/strong&#62;&#60;br /&#62;
Dal cinema, come spesso mi accade, vengo influenzato moltissimo. Il cinema ha sempre accompagnato la mia vita e ha nutrito il mio immaginario. Da bambino andavo a vedere i film di cappa e spada, ne ero affascinato, e poi c’erano i racconti di mio padre e di mio nonno, le storie comuni della gente, vivide nella mia memoria, e per come le ho vissute molto vicine al cinema e anche al mio amore per il teatro. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Come nasce la sua collaborazione con Mario Martone, regista di &#34;Noi Credevamo&#34; del quale lei ha firmato la sceneggiatura ?&#60;/strong&#62;&#60;br /&#62;
Con Martone siamo amici da molti anni. Ci siamo ritrovati in vacanza assieme in Puglia e tra una mozzarella di bufala e una battuta è nata la voglia di fare assieme questo film. Tuttavia, &#34;Noi Credevamo&#34; è un'opera totalmente di Mario, io ho dato solo un piccolo apporto. Ritengo Mario uno dei pochi veri geni che abbia l’Italia. È un talento preziosissimo. Come diceva Carmelo Bene: &#34;il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può&#34;.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;Sulla copertina de 'I Traditori' campeggia una donna di un quadro di Dante Gabriel Rossetti e come tutte le figure care al pittore è carnale, dotata di sensuale erotismo. La figura delle donne nel suo romanzo, invece, com'è?&#60;/strong&#62;&#60;br /&#62;
Per quanto riguarda la copertina del libro, amo follemente le opere di Dante Gabriel Rossetti. La sensualità delle sue donne fa parte di quell'immaginario personale, di quei 'fantasmi erotici' che ognuno ha e che porta con sé. Inoltre il pittore e poeta Rossetti è vissuto in quegli stessi anni in cui è ambientato il mio romanzo. Le donne del mio libro possiedono una passionalità e una sensualità che hanno le proprie radici nell' ambientazione storica e geografica sia dell'Italia che dell'Inghilterra di quell'epoca nelle quali è narrato il romanzo. Parte della storia che racconto si svolge a Londra, è un 'Inghilterra quasi gotica, non tutto era appiattito, c'era un fondo sotteso anche peccaminoso, ma non svelato e non massificato. Penso alla decadenza della società vittoriana narrata mirabilmente da Charles Dickens, tanto per intenderci. Le donne protagoniste del mio romanzo sono la Striga, creatura misteriosa dai capelli rossi con un intuito precoce per la matematica, e Lady Violet Cosgrave, la nobile passionaria inglese che si innamora dei rivoluzionari italiani. Striga e lady Violet raffigurano i due riferimenti femminili principali, forse sono le figure più positive dell'intero romanzo. Striga con il suo lato magico-visionario e Lady Violet sul versante razionalista rappresentano due chiavi di lettura possibili, diverse ma entrambe efficaci, di progresso, di cambiamento della civiltà. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;(16 marzo 2011)
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10639</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 19:55:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10639@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Grazie, davvero.  &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_smile.gif" title=":-)" class="bb_smilies" /&gt; &#60;br /&#62;
Sono cose che raramente si sanno.&#60;br /&#62;
&#60;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=jlNMdHE29XM&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.youtube.com/watch?v=jlNMdHE29XM&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10638</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 19:34:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10638@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62;Va bene   &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_biggrin.gif" title=":D" class="bb_smilies" /&gt;  &#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;allora, punto primo, ridi su 'sto cazzo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;punto secondo, la dinastia dei Borbone ha origini francesi (Enrico Borbone, re di Navarra e poi di Francia come Enrico IV). oltre al ramo francese, c'e' poi il ramo spagnolo, c'e' il ramo di Parma (che sono adesso Granduchi del Lussemburgo) , c'e' il ramo di Napoli (il capostipite, Carlo poi Carlo III di Spagna, era figlio del re di Spagna e di una Farnese principessa di Parma). a parte Carlo, tutti i re delle due Sicilie sono nati a Napoli ed erano di cultura italiana (e cosmopolita).&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;vuoi forse sostenere che re Juan Carlos non e' spagnolo ma francese? ma che ti dice il cervello? e la regina Vittoria, vuoi sostenere che la regina Vittoria era tedesca (la casata dei Windsor e' di origine tedesca e aveva in precedenza il nome di Saxe-Coburg)?&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;roba da pazzi...
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10637</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 18:51:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10637@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Va bene  &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_smile.gif" title=":)" class="bb_smilies" /&gt; &#60;br /&#62;
 &#60;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=bVKvQLeInKw&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.youtube.com/watch?v=bVKvQLeInKw&#60;/a&#62;&#60;br /&#62;
anche se preferisco questa&#60;br /&#62;
&#60;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=vBAjG3_3Ek4&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.youtube.com/watch?v=vBAjG3_3Ek4&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10636</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 15:50:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10636@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.italia150.rai.it/&#34;&#62;Qua è possibile seguire la diretta rai su internet&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nella redazione web c'è MrWhy quindi occhio a come vi comportate...
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>urbano su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10633</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 12:26:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>urbano</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10633@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Restano fuori dalla celebrazione, sempre, quelli che non contano, quelli che noi credevamo, quelli che oggi sarebbero detti effetti collaterali, quelli di Bronte.&#60;br /&#62;
Calogero Ciraldo Gasparazzo che per aver la stessa dignità di Bixio si fece fumetto per tramandare almeno la possibilità di far fuori cappelli e ducali.&#60;br /&#62;
Che chissà perchè è peggio che far fuori contadini e pazzi.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10632</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 12:09:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10632@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62; Ovviamente parlavo dei Borboni.&#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ferdinando I di Borbone, Francesco I di Borbone, Ferdinando II di Borbone e Francesco II di Borbone, tutti e quattro re delle due Sicilie (che di questo parlavamo: del regno delle due Sicilie), sono nati in Italia ed erano di cultura italiana (ed europea: come i membri di tutte le corti europee). va megli cosi'  &lt;img src="http://www.anonimascrittori.it/forum/bb-plugins/bb-smilies/default/icon_smile.gif" title=":-)" class="bb_smilies" /&gt;  ?&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;riguardo i leghisti, ti assicuro che di critiche sul futurista ne troverai oggi e ne troverai in futuro: &#60;a href=&#34;http://www.ilfuturista.it&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;www.ilfuturista.it&#60;/a&#62; (leggi, commenta, diffondi, condividi su feisbuc)
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10631</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 11:57:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10631@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Ovviamente parlavo dei Borboni.&#60;br /&#62;
Per il resto condivido.&#60;br /&#62;
Soprattutto il pezzo di pennacchi sul Risogimento incompiuto di gramsciana memoria. E sul tradimento del popolo &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ps vorrei che comunque oggi si stigmatizzasse il comportamento dei deputati leghisti, che pagati da noi italiani, si permettono di non rispettare la Bandiera, la Patria  e il Presidente.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia/page/2#post-10630</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 11:53:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10630@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;questo e' il mio: leggete, commentate, diffondete, condividete su feisbuc&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Un museo della nazione, per guardarci allo specchio&#60;br /&#62;
Giuseppe Mancini&#60;br /&#62;
&#60;a href=&#34;http://www.ilfuturista.it/index.php?option=com_content&#38;#38;view=article&#38;#38;id=1653:un-museo-della-nazione-per-guardarci-allo-specchio&#38;#38;catid=54:cultura&#38;#38;Itemid=410&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.ilfuturista.it/index.php?option=com_content&#38;#38;view=article&#38;#38;id=1653:un-museo-della-nazione-per-guardarci-allo-specchio&#38;#38;catid=54:cultura&#38;#38;Itemid=410&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Un museo della storia d'Italia. Tra mostre e convegni, cataloghi e inni, inaugurazioni e notti tricolori, le celebrazioni del 150° anniversario della proclamazione del Regno d'Italia – accompagnate da polemiche e dispetti leghisti – rischiano di non lasciare segni durevoli, di svanire in una fanfara d'effimero. Qualche intervento di spessore è stato programmato: il restauro dei monumenti risorgimentali designati “luoghi della memoria”, l'apertura del nuovo museo della Repubblica romana e della memoria garibaldina a Porta San Pancrazio, un nuovo allestimento per il museo nazionale del Risorgimento italiano di Palazzo Carignano (a Torino) prima ridotto a polveroso reliquiario. Interventi di ripristino, riverniciature, adeguamenti. Niente di epocale, di adeguato alla ricorrenza; a parte le grandi opere volute da Prodi, che col Risorgimento però non c'azzeccano nulla: da un nuovo auditorium a Isernia a un nuovo palazzo del cinema a Venezia, dal completamento dell'aeroporto di Perugia a quello del parco costiero di Imperia.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La solennità avrebbe meritato un progetto più robusto e lungimirante, a imperitura memoria: un antidoto solido e non sfuggente alla crisi d'identità – tra sbandamenti politici e culturali – che sta sgretolando il nostro Paese. Non c'ha pensato nessuno, una proposta mancata. Fino a quando Ernesto Galli Della Loggia e Andrea Carandini, sul Corriere della Sera del 21 febbraio, hanno autorevolmente invocato l'istituzione di un Museo della storia d'Italia: &#34;Perché non c'è alcun luogo dove gli italiani possano avere rapidamente l'idea di ciò che il paese è stato ed ha rappresentato nei secoli. Dove possano avere l'esperienza visiva ed emotiva della straordinaria molteplicità delle forme di vita storica, artistica, culturale che esso ha generato e ospitato.&#34; E il 2011 può rappresentare il momento ideale per una decisione formale del Consiglio dei ministri, magari su imbeccata pubblica di Napolitano: a coronamento dell'anniversario che stiamo celebrando, per perpetuarlo fino al prossimo giubileo dell'italianità; una scelta che sia condivisa dalle opposizioni: e se la Lega e Tremonti si opporranno, per ragioni propagandistiche o contabili, se ne faccia pure a meno (di Tremonti e della Lega, non del museo). Per il taglio del nastro ci sarà sempre tempo: magari nel 150° anniversario di Roma capitale.    &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Galli Della Loggia e Carandini non sono entrati nei dettagli operativi, non hanno illustrato la loro idea di museo: e il dibattito che hanno tentato di avviare, salvo poche risposte, non è mai decollato. Disinteresse? No, probabilmente no. Però sarebbe utile discutere sulla base di un progetto sufficientemente sviluppato, un'ipotesi non basta. E un progetto analogo da discutere ci sarebbe: la Casa della storia di Francia fortemente voluta da Sarkozy, che verrà inaugurata nel 2015 nel cuore di Parigi e che già nel 2012 organizzerà la prima grande mostra di presentazione. Chi scrive lo aveva già esaminato e apprezzato, lo scorso ottobre, in un articolo sul Secolo d'Italia, così concludendo: “un progetto che sarebbe stato l'ideale – duraturo e focalizzato – per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia.” I motivi sono molteplici: l'impulso presidenziale, il lavoro preparatorio che in tre anni ha prodotto tre brillanti rapporti (sulle linee organizzative, sulla possibile sede, sulla museografia), l'autorevolezza di un comitato scientifico inclusivo, lo sguardo al futuro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La premessa di Sarkozy è pienamente condivisibile: “Una comunità nazionale che conosce il proprio passato è meglio attrezzata per inventare il proprio avvenire”; e la Maison d'histoire de la France ha l'obiettivo non solo di diffondere, ma anche e soprattutto di produrre conoscenza. Un vero e proprio “campus per la storia” diffuso su tutto il territorio nazionale: costituito da una sede centrale parigina all'Hotel de Soubise, che oggi ospita gli Archivi nazionali prossimi al trasferimento; da una federazione di nove musei nazionali dall'indirizzo storico che metteranno a disposizione le loro collezioni; da una rete che raggrupperà le istituzioni che si occupano di storia (musei, memoriali, siti storici, abitazioni di uomini illustri). La sede nella capitale ospiterà una grande galleria permanente che farà ripercorrere – in modo cronologico e multimediale – le grandi tappe della storia della Francia, dalla preistoria ai giorni nostri; sarà teatro di grandi mostre temporanee e cornice di dibattiti, conferenze, ma anche spettacoli e concerti: con un ampio spazio nella programmazione per filmati d'archivio e film storici. Verrà realizzato anche un grande portale su Internet, così da rendere i contenuti acessibili a tutti, anche a distanza. Cominciamo a discuterne, in attesa che Napolitano – come auspicato da Galli Della Loggia e da Carandini – faccia sentire la sua voce.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10629</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 11:39:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10629@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;segnalo questo articolo di Antonio Pennacchi, pubblicato sul Secolo e sul nuovo quotidiano elettronico il futurista (www.ilfuturista.it: andatevelo a leggere che ci scrivo pure io!). leggete, commentate, diffondete, condividete su feisbuc&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Quei servi di Semiramide&#60;br /&#62;
di Antonio Pennacchi&#60;br /&#62;
&#60;a href=&#34;http://www.ilfuturista.it/index.php?option=com_content&#38;#38;view=article&#38;#38;id=1649:quei-servi-di-semiramide&#38;#38;catid=308:cultura-3&#38;#38;Itemid=410&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;www.ilfuturista.it/index.php?option=com_content&#38;#38;view=article&#38;#38;id=1649:quei-servi-di-semiramide&#38;#38;catid=308:cultura-3&#38;#38;Itemid=410&#60;/a&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nei centocinquant'anni dell'unità, per me, ci sarebbe poco da festeggiare. Se uno apre il giornale e vede come è ridotta l'Italia, emerge un povero paese lacerato, vituperato, violato e violentato ogni giorno dalle classi dirigenti, da chi dice &#34;Italia Italia&#34; e pensa solo ai fatti propri. L'Italia violentata e stuprata in tutta quanta la sua centocinquantenaria storia. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Poco da festeggiare e poco da essere orgogliosi. Se poi esci dalle pagine patinate ed entri nelle pieghe storiografia e studi bene le questioni c'è poco da gloriarsi. Il più grande eroe che ha infiammato la mia infanzia, l'eroe che ancora mi muove l'animo di italiano, è Giuseppe Garibaldi: eppure, quando entri nelle pieghe dei fatti di Bronte, vedi che già lì, nel 1860, il sogno del popolo italiano di vedere insieme le idee di unità nazionale e di riscatto sociale viene tradito dai garibaldini stessi, Bixio in testa, perché per compiacere il duca inglese Nelson e i britannici che avevano protetto lo sbarco a Marsala viene stuprato e violato il popolo di Bronte che si era permesso di violare le sue tenute.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Quando vedi che per 150 anni, nascondendosi dietro l'idea di nazione, in realtà le classi dirigenti hanno violato gli interessi generali del popolo, ti cadono le braccia. E succede lo stesso quando oggi vedi che questo vento disgregatore, quello che dice &#34;il Nord con il Nord e il Sud con il Sud&#34;, quello che sembra agitare le piccole patrie, è il primo traditore delle piccole patrie stesse, perché i Mille erano soprattutto bergamaschi. La ricchezza di Bergamo è tutta legata ai milioni di siciliani che dal '51 al '61 andarono a popolare le fabbriche del Nord; la prosperità del Nord l'hanno fatta i settecentomila braccianti che dalla Puglia sono andati a lavorare in Lombardia e in Piemonte. Oggi i leghisti dicono &#34;dividiamoci&#34; ma, se vai a vedere, la maggior parte o sono di origine meridionale o hanno sposato donne meridionali. Ma che Paese è questo, dove uno che si sposa una siciliana poi si mette in testa l'elmo cornuto dei celti! Ma che paese è questo dove tutta un'intellighenzia che fino al giorno prima inneggia al duce il giorno dopo non solo diventa antifascista e lotta per la resistenza, ma dice di esserlo sempre stato! Lo stesso Paese in cui, oggi, chi si vanta di essere stato fascista si allea coi distruttori dell'Italia, e soprattutto con colui che si è impadronito dell'Italia e considera l'Italia proprietà personale sua. Evocano il fascismo, che era - con tutti i suoi errori e orrori - una visione della nazione e della patria come interesse collettivo, che vedeva cioè l'individuo subordinato alla collettività, e poi stanno tutti agli ordini dell'individuo che si è comprato la collettività. Evocano il fascismo, che ha fatto le guerre e le leggi razziali ma ha fatto pure le bonifiche, togliendo le terre ai ricchi per darle ai poveri, e stanno alla corte di chi toglie al popolo per dare solo ai ricchi e agli amici suoi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;È un'Italia così. Un'Italia incapace di uno slancio, con i giovani migliori che devono andare all'estero, con le classi sociali più povere mortificate, con la scuola pubblica ridotta allo stremo, un'Italia capace di formare solo i figli dei ricchi, in cui le intelligenze e le creatività che vengono dal popolo devono espatriare, un'Italia incapace di fare sviluppo, incapace di riformarsi e capace di vedere il proprio futuro solo nel turismo. Il progetto di Italia che stiamo consegnando alle nuove generazioni è un'Italia assente dalla competizione globale sulla ricerca, sulla crescita, sull'innovazione, sulla conquista dello spazio, un'Italia cioè destinata solo a una vocazione ricreativa. Questa classe dirigente ci vede, nel futuro, solo come un popolo di camerieri, di pizza e mandolino, al servizio dei cosmonauti pachistani, brasiliani, cinesi, che tra trent'anni conquisteranno le stelle. E noi dove saremo?&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il problema, centocinquant'anni dopo, sono le nostre classi dirigenti. E la speranza può essere solo un atto di volontà, a questo punto. La speranza è solo nella capacità di forza e di recupero del nostro popolo, di quelle che Togliatti chiamava le larghe masse popolari e Mussolini l'Italia proletaria. Sono quelli l'unica, vera, primigenia forza nostra. La gente che continua a fare il proprio dovere. Quelli che si alzano la mattina e bestemmiando contro il governo e contro i politici corrotti vanno al lavoro, lavorano e sudano tutta la giornata, senza rubare un centesimo a nessuno. E poi ci sono i nuovi italiani, gli immigrati che hanno scelto di vivere nella nostra Italia. Non riconosciuti ancora da noi come tali, ma italiani anche loro come noi perché qui lavorano come noi e qui muoiono come noi nei cantieri, qui allevano i figli, che vanno a lavorare pure loro, e quando trovano un portafoglio per la strada lo consegnano ai carabinieri. Sono gli unici, ma questo i leghisti non lo sanno, che quando sale un vecchio sulla metro o sul treno si alzano e gli lasciano il posto. Queste sono le forze in cui sperare. Sono gli italiani che fanno il proprio dovere.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Mentre dico queste cose, sta piovendo a dirotto sull'agro pontino. Il canale Mussolini è in piena, dalla finestra vedo campi allagati. Ma questo è un paese in cui la gente si dimentica dei parlamentari che si sono venduti al calciomercato della politica, e non si pone il problema che quelli rubano, ma per quattro lire scende nell'acqua, ripara i pali della luce, stura i tombini. Questa è la verità della nazione, questo popolo unito che riconosce nell'Italia la propria patria non perché sia un concetto geopolitico ma perché è la terra dove è nata, dove è vissuta e soprattutto dove vuole morire ed essere seppellita come i propri padri. È la stessa comunità che dalle Alpi alla Sicilia ha un minimo comune denominatore di valori, di ricordi e di tradizione. Spesso non sono ricordi felici, ma sono quelli di un popolo che da 150 anni continua a fare il suo dovere e a dare il suo sangue. Come quei soldati in Afghanistan, che non si capisce bene perchè li abbiamo mandati là - forse lo sa solo Wikileaks - ma là stanno e là combattono e muoiono con onore, con fedeltà, alla faccia di quelle classi dirigenti che ce li hanno mandati e che assomiglia ai servi di Semiramide «che libito fe' licito in sua legge / per torre il biasmo in cui era condotta» (canto V dell'Inferno). La speranza è però che questo popolo prima o poi si incazzi. E che soprattutto continui sempre a essere onesto per se stesso, a prescindere dal malaffare di chi lo dirige.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zanoni su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10628</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 11:36:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>zanoni</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10628@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62;I reali del regno delle Due sicilie italiani!&#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;italiani, italianissimi! i due ferdinando e i due Francesco sono nati in Italia ed erano di cultura italiana.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;cmq, nel testo da te contestato ci sono anche degli sprazzi di verita', delle osservazioni da tnere in considerazione per dare un giudizio piu' equilibrato sulla storia del regno delle Due Sicilie: che pero' assolutamente NON era un'oasi di prosperita', come l'articolo citato sostiene. sono stati fatti alcuni esperimenti illuminati: ma si tratta per l'appunto di esprimenti, di azioni isolate e non strategiche, in un contesto di miseria e diffuso analfabetismo.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>A. su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10627</link>
<pubDate>Gio, 17 Mar 2011 09:59:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>A.</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10627@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Quello che ha scritto quel coacervo di cazzate, nella peggiore tradizione antigiacobina e sanfedista, almeno si prendesse un manuale di storia delle medie.&#60;br /&#62;
I reali del regno delle Due sicilie &#60;strong&#62;italiani&#60;/strong&#62;!&#60;br /&#62;
Il concordato del &#60;strong&#62;'27&#60;/strong&#62;....!&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Viva l'Italia
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>Woltaired su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10615</link>
<pubDate>Mer, 16 Mar 2011 15:15:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Woltaired</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10615@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;..
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>urbano su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10614</link>
<pubDate>Mer, 16 Mar 2011 14:32:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>urbano</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10614@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;Domani centocinquant'anni fa, forse era domenica.&#60;br /&#62;
Il regno di sardegna cambiò nome, divenne regno d'italia.&#60;br /&#62;
Durò con poco e incerto onore fino al 1946, fino al quel bel giovedì 13, giovedì come domani, che vide la nascita della Repubblica. I re scapparono via per sempre, solo come buffoni televisivi esistono ancora.&#60;br /&#62;
Auguri bella Repubblica, anche se domani non è la tua festa, auguri lo stesso.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>zaphod su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10612</link>
<pubDate>Mer, 16 Mar 2011 10:41:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>zaphod</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10612@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;vaglielo a di'alla direnzo
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>cameriere su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10610</link>
<pubDate>Mer, 16 Mar 2011 06:59:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>cameriere</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10610@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;interessante.&#60;br /&#62;
non poco.
&#60;/p&#62;</description>
</item>
<item>
<title>k su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10608</link>
<pubDate>Mer, 16 Mar 2011 01:44:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>k</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10608@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;M'è arrivata per mail questa cosa. La riporto pari pari per puro dovere d'informazione.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;strong&#62;AMO LA MIA PATRIA,&#60;br /&#62;
ma non come è stata fatta&#60;br /&#62;
da una ristretta cerchia d’intellettuali distanti dal popolo&#60;br /&#62;
combattuta da potenze straniere&#60;br /&#62;
ai danni di un sud depredato e violentato&#60;/strong&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;&#60;em&#62;di Gianfredo Ruggiero&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nella prima metà dell’800 l’Italia centro settentrionale era divisa in una moltitudine di statarelli arretrati e in profondo ritardo sulla rivoluzione industriale che, partendo dall’Inghilterra, stava cambiano il volto dell’Europa.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel sud d’Italia la situazione era molto diversa. Il meridione, dopo essere stato faro di civiltà con la Magna Grecia prima e la Roma Imperiale poi, attraversò un periodo di decadenza causato dalle continue dominazioni straniere e le successive vessazioni dei vicerè spagnoli.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La rinascita del sud avvenne nel 1816 con la costituzione del Regno delle Due Sicilie, uno Stato italiano del tutto indipendente retto da sovrani italiani che riprese il cammino di modernizzazione e di progresso culturale avviato da Federico II, il più grande imperatore che l’Italia abbia mai avuto dai tempi di Roma.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Sotto la dinastia dei Borboni (a tutti gli effetti napoletani) fu avviata la riorganizzazione delle amministrazioni locali cui fu data ampia autonomia (antesignana del federalismo municipale con cui oggi si baloccano i leghisti), fu dato grande impulso all’industria sia metallurgica che cantieristica, all’agricoltura, alla pesca ed anche al turismo, segno di un diffuso benessere.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le ferrovie, inventate nel 1820, ignote in Italia, fecero la loro prima apparizione a Napoli (1839). Nel 1837 arrivò il gas e nel 1852 il telegrafo elettrico.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La riforma agraria pose fine alle leggi feudali e permise di bonificare paludi e di incrementare l’agricoltura.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Grande impulso fu dato alla cultura, all’arte e alle scienze: il teatro San Carlo, primo al mondo, fu costruito in meno di un anno. In quegli anni sorsero il Museo archeologico, l’Orto Botanico, l’Osservatorio Astronomico, l’Osservatorio Sismologico Vesuviano, la Biblioteca Nazionale, l’Accademia delle Belle Arti, l’Accademia Militare la Nunziatella.  Scuole pubbliche e conservatori musicali erano presenti in ogni città.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L’Università di Napoli, divenne al pari della Sorbona di Parigi, il più grande polo culturale dell’Europa.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Lo sviluppo industriale fu travolgente con 1 milione e 600mila addetti contro il milione e 100 del resto d’Italia. I primi ponti in ferro in Italia, opere d’alta ingegneria, videro qui la luce.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le navi Mercantili del Regno delle Due Sicilie solcavano i mari di tutto il mondo e la sua modernissima flotta, costruita interamente nei cantieri navali meridionali, era seconda solo a quella Inglese. Nel 1860 contava oltre 9.000 bastimenti e nel 1818 era stata varata la prima nave a vapore italiana. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le industrie tessili e metallurgiche si svilupparono in tutto il Regno  (solo quella di Pietrarsa dava lavoro ad oltre mille operai a cui si aggiungevano i settemila dell’indotto). &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel Regno delle Due Sicilie la disoccupazione era praticamente inesistente e così l’emigrazione (per tornare a questa situazione bisognerà attendere gli anni trenta del ‘900). Gli sportelli bancari, altro segno di sviluppo economico, erano diffusi in ogni paese. E’ qui che videro la luce i primi assegni.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La Sicilia, la Campania ed il basso Lazio erano ricchissimi di reperti archeologici etruschi, greci e romani che affiancati da musei e biblioteche diedero un impulso alla costruzione di alberghi e pensioni per accogliere i numerosissimi visitatori. Sorsero così le prime agenzie turistiche italiane.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Carlo III di Borbone fondò l’Accademia di Ercolano che diede l’avvio agli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano. Oggi Pompei è una delle città più visitate al mondo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La sanità non era da meno con oltre 9mila medici usciti dalle Università meridionali che operavano in ospedali e ospizi sparsi in tutto il territorio. Il Regno delle Due Sicilie poteva vantare la più bassa mortalità infantile d’Italia. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le strade erano sicure e la mafia, che soprattutto oggi affligge il sud e non solo,  non esisteva neppure come parola.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Dal punto di vista amministrativo il Regno del Sud godeva ottima salute, non a caso la Borsa di Parigi, allora la più grande al mondo, quotava il Regno al 120 per cento, ossia la più alta di tutti i Paesi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nella conferenza internazionale di Parigi nel 1856 fu assegnato al Regno delle Due Sicilie il premio di terzo paese del mondo, dopo Inghilterra e Francia, per lo sviluppo industriale.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Come mai allora Garibaldi con soli mille uomini riuscì ad abbattere un Regno così ben organizzato e sostenuto dal suo popolo?&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Per dare risposta a questa domanda dobbiamo prima capire chi fece realmente L’Unità d’Italia.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;A partire dai fratelli Bandiera, che sbarcati a Cosenza il 16 giugno 1844 per organizzare la sollevazione popolare furono invece accolti dai forconi dei contadini, tutti i tentativi di insurrezione popolare, dalla Repubblica romana del 1849 di Mazzini ai moti carbonari, ebbero risultati effimeri perché il popolo era del tutto assente e disinteressato (a parte qualche malessere che sfociava in deboli rivolte).&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Al nord, dominato dagli austriaci, l’insofferenza era invece marcata, ma per motivi economici e non certo per idealismo patriottico.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Di Italia Unita si parlava solo nei ristretti circoli intellettuali liberali e nei palazzi della politica piemontese. Il minuscolo regno dei Savoia era infatti smanioso di allargare i suoi confini e di contare sullo scacchiere europeo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La prima e unica guerra risorgimentale condotta in prima persona dai piemontesi contro l’Austria  -  comunque affiancati da regolari e volontari di altri stati italiani, tra i quali ben 16 mila napoletani guidati da Guglielmo Pepe - si trasformò in un disastro per le truppe sabaude. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La seconda guerra d’indipendenza che portò all’annessione della Lombardia fu vinta grazie all’apporto della Francia di Napoleone III che a Magenta  il 4 giugno 1859 sconfisse gli austriaci costringendoli alla resa. Al generale francese Patrice De Mac Mahon, artefice della vittoria, a Magenta è stato dedicato un monumento. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La terza guerra per la conquista del Veneto fu vinta grazia agli accordi con la Prussia di Bismarck. La condotta delle truppe sabaude fu deludente e ancor di più quella della marina sonoramente battuta dagli austriaci nella battaglia di Lissa.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Anche la tanto mitizzata presa di Roma avvenne grazie agli stranieri e non certo per il valore dei soldati piemontesi. I bersaglieri del generale La Marmora poterono infatti attraversare trionfanti la Breccia di Porta Pia e sconfiggere i pochi soldati svizzeri posti a protezione del Papa solo perchè seppero approfittare dei rovesci militari della Francia contro la Germania che costrinsero Napoleone III nel 1870 ritirare le sue truppe a difesa dello Stato Pontificio.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le Guerre d’Indipendenza furono pertanto vinte più dall'abile diplomazia di Cavour che dal sangue italiano e, cosa ancor più deprimente, senza alcun coinvolgimento popolare. A Parte le gloriose cinque giornate di Milano, fatto rimasto sostanzialmente isolato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Riunito sotto la corona Sabauda quasi tutto il nord, i Savoia volsero lo sguardo al ricco e prospero Regno del Sud contro il quale attivarono, ancor una volta, la loro spregiudicata diplomazia per ottenere il sostegno dell’Inghilterra. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L’Inghilterra, che vedeva del Regno delle Due Sicilie un pericolosissimo concorrente marittimo, fu ben felice di assecondare le mire espansionistiche piemontesi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Si attivarono sopratutto i circoli massonici inglesi, a cui erano affiliati i padri del risorgimento da Mazzini a Garibaldi e lo stesso Cavour, per fornire quegli enormi finanziamenti necessari per corrompere generali e ammiragli borbonici e spingerli al tradimento. Una cifra enorme fu stanziata a tal scopo da Albert Pike, Gran Maestro Venerabile della massoneria di Londra, e da Lord Palmerson Primo Ministro della Regina Vittoria.  &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ma erano veramente mille i garibaldini? Certamente! Ma ogni giorno sbarcavano sulle coste siciliane migliaia di soldati piemontesi congedati il giorno prima e protetti dalla flotta Inglese dell’ammiraglio Mundy, a questi si unirono i soldati borbonici passati al nemico per denaro insieme ai loro generali Landi e Anguissola.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Da mille che erano i garibaldini divennero in pochissimi giorni oltre 20.000, una vera e propria armata d’invasione sotto mentite spoglie. Infatti non vi fu alcuna dichiarazione di guerra.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il 13 febbraio 1861 cadeva la fortezza di Gaeta, ultimo baluardo borbonico. Per tre mesi, tanto durò l’assedio dell’isola, la città fu martoriata dai bombardamenti navali. Eroico fu Francesco II, il giovane Re napoletano, ed eroica fu la sua consorte Regina Sofia e l’intera popolazione che si strinse attorno ai loro sovrani nella strenua difesa della loro libertà.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ignobile fu invece il comportamento del generale piemontese Cialdini che non esitò un istante a scagliare oltre 160 mila bombe per massacrare l’intera popolazione su ordine di Cavour. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Con la capitolazione di Gaeta finì il glorioso Regno che aveva fatto dell’Italia meridionale uno Stato autonomo ed indipendente, prospero e moderno. E da qual giorno iniziò l’inesorabile declino del sud reso possibile dalla incapacità e disinteresse dello Stato unitario prima e post fascista poi. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel 1860 – e qui arriviamo al vero motivo che spinse lo statarello piemontese a inventarsi l’Unità d’Italia – il debito pubblico del Piemonte ammontava alla somma di oltre un miliardo di lire di allora, una voragine spaventosa che il piccolo Stato Sabaudo con i suoi 4 milioni di abitanti mai e poi mai sarebbe riuscito a colmare per l’arretratezza della sua economia montana.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel 1861, quando avvenne l’unificazione del Nord con il sud, il Patrimonio aureo dell’Italia Unita era di 668 milioni di lire oro. Ebbene di questi ben 443 proveniva da Regno delle Due Sicilie e solo 8 alla Lombardia (il resto dagli altri stati annessi).  Questa enorme massa di denaro proveniente dal sud permise di rimpinguare le disastrate casse del Regno di Savoia e a dare vigore alla sua asfittica economia.  &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Appena sbarcato in Sicilia il primo obiettivo di Garibaldi fu…la zecca di Palermo per impossessarsi dei 5 milioni di ducati in oro depositati.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nei dieci anni successivi i piemontese effettuarono un vera e propria opera di spogliazione. Svuotarono le casse comunali, quelle delle banche, saccheggiarono le Chiese e smontarono i macchinari delle fabbriche per rimontarli al nord. Agevolati in questo dai molti notabili meridionali subito accasati, per denaro e potere, alla corte del nuovo sovrano.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nelle casse piemontesi finirono inoltre gli enormi proventi dalla vendita dei beni ecclesiastici confiscati e del demanio borbonico.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Lasciando per sempre il suo Regno Francesco II disse profeticamente: “il nord non lascerà ai meridionali nemmeno gli occhi per piangere”.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Quello che il giovane Re napoletano non poteva prevedere era l’ondata repressiva, i massacri di contadini, la fucilazione dei renitenti alla leva, i villaggi bruciati, le brutali violenze con tanto di esposizione di teste mozzate ad opera della soldataglia piemontese che per dieci anni avrebbero martoriato il suo ex-Regno. Spiace evidenziarlo, ma a macchiarsi le mani di sangue innocente furono in gran parte i bersaglieri.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Alcuni giornali stranieri (la censura del governo al riguardo era rigorosa) pubblicarono delle cifre terrificanti nonostante fossero sottostimate: nel solo primo anno di occupazione vi furono 8.968 fucilati, 13.529 arrestati in gran parte deportati nei campi di concentramento e “rieducazione” al nord, 6 paesi dati alle fiamme, 12 chiese saccheggiate. Complessivamente si parla di un milione di contadini uccisi e decine di villaggi rasi al suolo. La chiusura per decreto di un numero imprecisato di scuole e di Chiese. (Vittorio Gleijeses: La Storia di Napoli, Napoli 1981 - Isala Sales: Leghisti e sudisti, Laterza Editore 1993 – Antonio Ciano: I Savoia ed il massacro del sud, ed. Granmelo, Roma 1996).&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Antonio Gramsci, nato in Sardegna ma originario di Gaeta, parlando della questione meridionale ebbe a dire”...lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi i contadini poveri che gli scrittori compiacenti tentarono di infamare con il marchio di briganti”.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;I briganti per l’appunto…tutti i figli maschi erano obbligati, pena la fucilazione, a prestare il servizio militare per sparare ai loro fratelli del sud. Per chi si rifiutava non restava altra via che quella dei monti, braccati con l’infamante etichetta di “briganti”.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Tanta ignominia ai danni del sud ha provocato delle profonde ferite che ancora oggi stentato a rimarginarsi, alimentate in questo dalle posizioni di supponenza etnica e di antimeridionalismo del partito di Bossi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Per tentare di unire veramente l’Italia, per superare i contrasti con la Chiesa e per sradicare il fenomeno mafioso bisognerà attendere l’avvento del Fascismo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il Concordato del ’27 pose fine al contenzioso con la Chiesa di Roma, il grande programma di opere pubbliche e di bonifica diede lavoro ai giovani meridionali e la politica repressiva del Regime, con il Prefetto Mori, costrinse la mafia ad emigrare in America (per poi tornare al seguito delle truppe di liberazione).&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Oggi festeggiamo il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Brindiamo pure, caro Presidente della Repubblica, ma non dimentichiamoci della Storia, se vogliamo guardare al futuro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62; &#60;em&#62;Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo Culturale Excalibur - Varese&#60;/em&#62;
&#60;/p&#62;</description>
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<title>big one su "Unità d'Italia"</title>
<link>http://www.anonimascrittori.it/forum/topic/unita-ditalia#post-10543</link>
<pubDate>Mer, 09 Mar 2011 13:36:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>big one</dc:creator>
<guid isPermaLink="false">10543@http://www.anonimascrittori.it/forum/</guid>
<description>&#60;p&#62;&#60;blockquote&#62;ci si chiamava commesse della Auchan &#60;/blockquote&#62;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;anche io che mi sono sempre definito un &#60;strong&#62;alto dipendente del senato&#60;/strong&#62; (e non dicevo un filo di bugia!)&#60;br /&#62;
un giorno sono riatterrato quando mi hanno ricordato&#60;br /&#62;
che facevo il &#60;strong&#62;commesso in centro a Roma&#60;/strong&#62;! :wink:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;p.s. non so quando hai scritto quel pezzo ma per la giornata di ieri meritava di essere messo in homepage
&#60;/p&#62;</description>
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