[continua l'intervista a David Grossman, effettuata dagli organizzatori della presentazione del libro 'A un cerbiatto somiglia il mio amore' a Orvieto, cioè i proprietari della Libreria dei Sette]
Nei suoi libri, spesso, sono protagonisti anche i giovani, quanto ha fiducia nella nuova generazione? E quando prevede di camminare ancora, così da regalarci un altro suo libro?
Cammino sempre, tutti i giorni, insieme a mia moglie. Percorriamo cinque chilometri al giorno. Una buona abitudine che consiglio a tutti. Per il prossimo romanzo non prevedo tempi brevissimi, anche perché ho un'idea, ma devo ancora capire dove mi porterà. Per quanto riguarda i giovani, debbo dire che ho grande fiducia nelle nuove generazioni. Rimango sempre meravigliato di quante energie vi siano nei ragazzi, anche perché oggi essere adolescenti è più difficile di qualche tempo fa. Quando ero giovane io, ad esempio, c'era una maggiore gerarchia che era il nostro punto di riferimento. Noi ci credevamo così tanto da arrivare, crescendo, anche a contestarla. Anche così, però, rimane il fatto che per noi comunque continuava ad essere un punto di riferimento.