breve resoconto di Ioscrittore:
mi sembrava un'iniziativa interessante e decisi di partecipare anche se, in realtà, non avevo un vero e proprio "fratello minore" (decriptando per rindindin: un romanzo n°2). Un po' con presunzione, un po' con leggerezza, ma un po' con modestia e coscienza ho riunito alcuni racconti e ho cercato di trovare un filo conduttore che desse sfondo. Il tempo era abbastanza tiranno e le modifiche non sempre geniali, ma ho comunque partecipato.
Funzionava così:
si doveva mandare un'opera tra le 100.000 e le 400.000 battute e, a parte, uno stralcio delle prime 20.000/30.000 che sarebbe stato letto da altri 12 partecipanti i quali, esprimendo un giudizio da 1 a 10 e motivando, avrebbero decretato il passaggio o meno alla fase successiva.
Alla prima fase hanno partecipato oltre 1500 persone e vi assicuro che tra i 12 che ho letto io c'era davvero di tutto. Ho dato voti da 1 a 9 e ne ho ricevuti in par misura.
Un'esperienza interessante, soprattutto ora che, terminata la prima fase e decretati i 200 che l'hanno superata (io no), sono stati consegnati i giudizi degli altri. (anonimi e 12 a testa).
Ve li metto qui di seguito anche se non avete letto i primi tre racconti che costituivano il mio "incipit", uno di questi era Border Paradiso che dava il titolo alla raccolta.
Trovo fantastico sapere, però, che proprio sotto il mio stesso tetto ho una persona che quelle cose me le dice tutte insieme...(cretino, compreso!)
Giudizio e Voto
Uno stile molto immaturo, che oscilla tra una prosa disadorna ed eccessivamente descrittiva, e pretese espressive piuttosto criptiche (un esempio: "Gli occhi di Enzo che, rimbalzando sulla Rizla lunga, tangono qualunque mia spora e sconquassano il mio lavoro di copertura spogliando Emma come un ranuncolo al sole"). Il tema della morte, che dovrebbe fare da filo conduttore dei racconti, mi pare affrontato in modo troppo convenzionale. Consiglierei meno ambizione nei contenuti, e una ricerca più attenta del proprio stile e della propria voce. 4
C'è qualcosa dell'Ammaniti "cannibale" in questi racconti neri dal retrogusto umoristico. Se manca qualcosa, è solo un'ulteriore spruzzata di cinismo. Stile personale, interessante, sperimentale; talvolta molto vivido, talaltra un po' autocompiaciuto. Nel complesso decisamente gradevole. Adatto ad un pubblico giovane (under40). Da levigare, ma onesto. 8
Scrittura ridondante e pretestuosa che rende ancora più difficile la comprensione di racconti già di loro artificiosi. 4
I racconti sono male articolati, non hanno una storia fluida alle spalle, e l’autore dà per scontato molti punti della trama che il lettore ignora. Ci sono molte parti vuote, lungaggini che potrebbero essere eliminate senza alterare l’essenza della narrazione, espressioni di un modo di raccontare non sempre fluido e capace di far breccia. L’ossessione di Pietro per il tempo è molto bella ma nel complesso è abbastanza carente nelle idee e nello sviluppo del racconto. Come tutto il resto 4
Quattro storie ruvide, cinque morti assurde, ma quale morte, in fondo non lo è? Quattro fili sparsi tra loro molto diversi nei personaggi e nelle ambientazioni. Rimane da valutare se, unti alle altre storie sapranno fare una tela dai colori vivaci che ci faccia ricoprire la gioia di vivere o se il tutto si arenerà sul limite del baratro ultimo che (alla fine) tutti ci aspetta. “Ricordati che devi morire” sembra essere il monito, ma la sensazione è che sia molto pulp e troppo superficiale. 6
Qui c'è puzza di scrittore. Il suo delirio mi annoia, ma mi incuriosisce, mi affascina. E poi non sono qui in veste di lettore. Sarà sincero? Già dal nickname, mette in scena la sua follia. E' esibizionista come i Dada, dolorosamente putrescente come gli espressionisti, crudele come un Punk, cromaticamente frastagliato come i Cobra, gradevolmente stonato come i Panico. E' tutto vero? Una cosa è certa: scrive in italiano! 7
Trame di difficile comprensione, punteggiatura da rivedere e stile oscuro, mix fra prosa e poesia con frasi lunghe e che necessitano di essere rilette più volte per trovarne il senso. Lettura molto pesante e non molto interessante 1
Piaciuti molto i tre racconti, bella l'idea, bella e piena di stile la scrittura. Tutti un po' troppo brevi per essere gustati davvero, quasi a voler lasciare al lettore un'ultima parola, un'ultima possibilità per svilupparli e farne storie complete e compiute. La scrittura corre, creando immagini cupe e emozioni ambigue e misteriose. 8
Stressante, ben scritto, ma stressante. 6
Molto interessante il tono di quest'opera, raccontinerenti colloqui con la morte, e il ritmo, incalzante e spiazzante, per lo meno nei primi tre racconti. Accurata, originale e piacevole la scelta delle parole, corretta la forma grammaticale. Solo qualche perplessità riguardante una forse eccessiva stranezza dell'insieme, una voluta poco chiarezza, che fanno perdere di incisività lo scritto. 7
Se si dovesse iniziare a giudicare la raccolta di racconti proposta dal nome dell’autore, tutto diventerebbe più facile: un insieme senza senso di consonanti. E, leggendo le prime pagine dello scritto, si resta dello stesso avviso: un groviglio di parole a cui, con difficoltà, si riesce a dare un senso. D’altra parte, il denominatore comune è: l’ insondabile, impenetrabile, imperscrutabile, oscuro, tenebroso, mistero della morte. Forse per questo non ci si stupisce se, cercando di comprendere concetti e costruzione dei racconti, bisogna rileggere il tutto più volte per capire qualcosa, ma non sempre si riesce. Il dubbio di trovarsi davanti ad un’opera, che va oltre quello che comunemente viene indicato come romanzo o racconto, è forte. Siamo davanti ad un genio della scrittura? Ad una grande opera? Secondo me no. Alla fine della doppia, tripla, quadrupla lettura, si rileva solo una certa simpatia per Pietro ed il suo tempo ed una grande noia per tutto il resto. 3
Reincarnazione di un Requiem, troppo arancia meccanica Violenza mascherata con orpelli dialettici, è un lavoro di fantasia Me ne rendo conto , ma complicatissimo da leggere,forse con più tempo a disposizione? Nel tempo di Pietro, meglio del primo , la trama è scorrevole,buona l’idea dei dieci minuti Se è semplice da leggere ti viene anche voglia di girare pagina e proseguire. Border Paradiso , ci risiamo : non riesco a leggerlo,come il primo, Trovo,come nel primo, una leggera somiglianza in alcuni passaggi ad HOWL di A.Ginsberg. 5
PS quello che dice che la mia scrittura è stressante lo amo!