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(49 articoli)
  1. Woltaired

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    mentre la baby sitter scalda il latte al piccolo vorrei farvi un'altra domanda:

    mi hanno segnalato questo concorso
    www.ioscrittore.illibraio.it
    è indetto da un gruppo editoriale che ingloba varie case editrici, secondo voi potrei mandare mio figlio nella mischia?

    come la vedete?

    grazie.

    Pubblicato 1 anno fa #
  2. zaphod

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    Fondatore

    il link non mi si apre, il pupo mi pare prometta, ma bisogna vedere se mantiene.
    Aspettiamo lo svezzamento prima di mandarlo in giro.

    Pubblicato 1 anno fa #
  3. Pubblicità

    Posted 1 anno ago
  4. SCa

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    L'indirizzo è senza www. C'ero capitato qualche settimana fa, e non avevo approfondito molto perché le opere sono troppo lunghe per me.
    La cosa interessante è che più che un concorso è una specie di torneo con gli scrittori che devono leggere e giudicare le altre opere. Ci vedrei bene alcuni degli anonimi.
    Sulla serietà dell'iniziativa, non saprei dire.

    Pubblicato 1 anno fa #
  5. mjolneer

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    Membro

    mah, mi pare una cosa poco praticabile, almeno per il mio tempo, a parte l'impegno non indifferente di leggere l'altro materiale, m'immagino il forte rischio che i concorrenti finiscano, magari alleandosi, per puntare a eliminare quelli bravi in una specie di reality...

    e se superi la prima fase devi firmare, correggetemi se sbaglio, un accordo per pubblicare in ebook (nel caso che sei tra i primi trenta) ma poi uno solo rimane e tu ti trovi la tua opera bloccata da un contratto...

    Pubblicato 1 anno fa #
  6. Woltaired

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    http://ioscrittore.illibraio.it/

    sì. scusate, mi è scappato un www

    Zaph, ok, magari mando in avanscoperta il fratellastro minore, in effetti il dubbio di mjolneer sulla firma è legittimo, ma nella partecipazione non c'è un pre-impegno e quindi penso che all'atto dell'accordo si possa eventualmente approfondire e scegliere se starci o meno.
    sono ingolosito dalle case appartenenti al gruppo (Fazi, Corbaccio, Guenda, Tea), anche da quelle che non c'entrano con la narrativa (Bollati Boringhieri etc.) che mi paiono di tutto rispetto.
    anche la struttura delle presentazioni (Fiera del Libro Torino, Festival Letteratura Modena) non è niente male.

    Pubblicato 1 anno fa #
  7. maria natale

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    Gentili amici, la presente per segnalarvi che la casa editrice Tabula Fati è stata inclusa nella lista doppio binario, prorio dal sito writers dream, e TOLTA quindi dalla lista degli editori a pagamento tout court. Potete verificare sul sito l'elenco aggiornato. Vi ringrazio per lo spazio e l'attenzione. Maria.

    Pubblicato 1 anno fa #
  8. Gentile sig.na Natale,
    faccia attenzione, visitare questo sito crea dipendenza e disintossicarsi poi non è affatto facile. Dopo i gruppi di psicoterapia degli alcolisti anonimi, stanno studiando quelli per gli scrittori anonimi. Donna avvisata mezza salvata.

    Pubblicato 1 anno fa #
  9. Woltaired

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    Membro

    breve resoconto di Ioscrittore:
    mi sembrava un'iniziativa interessante e decisi di partecipare anche se, in realtà, non avevo un vero e proprio "fratello minore" (decriptando per rindindin: un romanzo n°2). Un po' con presunzione, un po' con leggerezza, ma un po' con modestia e coscienza ho riunito alcuni racconti e ho cercato di trovare un filo conduttore che desse sfondo. Il tempo era abbastanza tiranno e le modifiche non sempre geniali, ma ho comunque partecipato.
    Funzionava così:
    si doveva mandare un'opera tra le 100.000 e le 400.000 battute e, a parte, uno stralcio delle prime 20.000/30.000 che sarebbe stato letto da altri 12 partecipanti i quali, esprimendo un giudizio da 1 a 10 e motivando, avrebbero decretato il passaggio o meno alla fase successiva.
    Alla prima fase hanno partecipato oltre 1500 persone e vi assicuro che tra i 12 che ho letto io c'era davvero di tutto. Ho dato voti da 1 a 9 e ne ho ricevuti in par misura.
    Un'esperienza interessante, soprattutto ora che, terminata la prima fase e decretati i 200 che l'hanno superata (io no), sono stati consegnati i giudizi degli altri. (anonimi e 12 a testa).
    Ve li metto qui di seguito anche se non avete letto i primi tre racconti che costituivano il mio "incipit", uno di questi era Border Paradiso che dava il titolo alla raccolta.
    Trovo fantastico sapere, però, che proprio sotto il mio stesso tetto ho una persona che quelle cose me le dice tutte insieme...(cretino, compreso!)

    Giudizio e Voto

    Uno stile molto immaturo, che oscilla tra una prosa disadorna ed eccessivamente descrittiva, e pretese espressive piuttosto criptiche (un esempio: "Gli occhi di Enzo che, rimbalzando sulla Rizla lunga, tangono qualunque mia spora e sconquassano il mio lavoro di copertura spogliando Emma come un ranuncolo al sole"). Il tema della morte, che dovrebbe fare da filo conduttore dei racconti, mi pare affrontato in modo troppo convenzionale. Consiglierei meno ambizione nei contenuti, e una ricerca più attenta del proprio stile e della propria voce. 4

    C'è qualcosa dell'Ammaniti "cannibale" in questi racconti neri dal retrogusto umoristico. Se manca qualcosa, è solo un'ulteriore spruzzata di cinismo. Stile personale, interessante, sperimentale; talvolta molto vivido, talaltra un po' autocompiaciuto. Nel complesso decisamente gradevole. Adatto ad un pubblico giovane (under40). Da levigare, ma onesto. 8

    Scrittura ridondante e pretestuosa che rende ancora più difficile la comprensione di racconti già di loro artificiosi. 4

    I racconti sono male articolati, non hanno una storia fluida alle spalle, e l’autore dà per scontato molti punti della trama che il lettore ignora. Ci sono molte parti vuote, lungaggini che potrebbero essere eliminate senza alterare l’essenza della narrazione, espressioni di un modo di raccontare non sempre fluido e capace di far breccia. L’ossessione di Pietro per il tempo è molto bella ma nel complesso è abbastanza carente nelle idee e nello sviluppo del racconto. Come tutto il resto 4

    Quattro storie ruvide, cinque morti assurde, ma quale morte, in fondo non lo è? Quattro fili sparsi tra loro molto diversi nei personaggi e nelle ambientazioni. Rimane da valutare se, unti alle altre storie sapranno fare una tela dai colori vivaci che ci faccia ricoprire la gioia di vivere o se il tutto si arenerà sul limite del baratro ultimo che (alla fine) tutti ci aspetta. “Ricordati che devi morire” sembra essere il monito, ma la sensazione è che sia molto pulp e troppo superficiale. 6

    Qui c'è puzza di scrittore. Il suo delirio mi annoia, ma mi incuriosisce, mi affascina. E poi non sono qui in veste di lettore. Sarà sincero? Già dal nickname, mette in scena la sua follia. E' esibizionista come i Dada, dolorosamente putrescente come gli espressionisti, crudele come un Punk, cromaticamente frastagliato come i Cobra, gradevolmente stonato come i Panico. E' tutto vero? Una cosa è certa: scrive in italiano! 7

    Trame di difficile comprensione, punteggiatura da rivedere e stile oscuro, mix fra prosa e poesia con frasi lunghe e che necessitano di essere rilette più volte per trovarne il senso. Lettura molto pesante e non molto interessante 1

    Piaciuti molto i tre racconti, bella l'idea, bella e piena di stile la scrittura. Tutti un po' troppo brevi per essere gustati davvero, quasi a voler lasciare al lettore un'ultima parola, un'ultima possibilità per svilupparli e farne storie complete e compiute. La scrittura corre, creando immagini cupe e emozioni ambigue e misteriose. 8

    Stressante, ben scritto, ma stressante. 6

    Molto interessante il tono di quest'opera, raccontinerenti colloqui con la morte, e il ritmo, incalzante e spiazzante, per lo meno nei primi tre racconti. Accurata, originale e piacevole la scelta delle parole, corretta la forma grammaticale. Solo qualche perplessità riguardante una forse eccessiva stranezza dell'insieme, una voluta poco chiarezza, che fanno perdere di incisività lo scritto. 7

    Se si dovesse iniziare a giudicare la raccolta di racconti proposta dal nome dell’autore, tutto diventerebbe più facile: un insieme senza senso di consonanti. E, leggendo le prime pagine dello scritto, si resta dello stesso avviso: un groviglio di parole a cui, con difficoltà, si riesce a dare un senso. D’altra parte, il denominatore comune è: l’ insondabile, impenetrabile, imperscrutabile, oscuro, tenebroso, mistero della morte. Forse per questo non ci si stupisce se, cercando di comprendere concetti e costruzione dei racconti, bisogna rileggere il tutto più volte per capire qualcosa, ma non sempre si riesce. Il dubbio di trovarsi davanti ad un’opera, che va oltre quello che comunemente viene indicato come romanzo o racconto, è forte. Siamo davanti ad un genio della scrittura? Ad una grande opera? Secondo me no. Alla fine della doppia, tripla, quadrupla lettura, si rileva solo una certa simpatia per Pietro ed il suo tempo ed una grande noia per tutto il resto. 3

    Reincarnazione di un Requiem, troppo arancia meccanica Violenza mascherata con orpelli dialettici, è un lavoro di fantasia Me ne rendo conto , ma complicatissimo da leggere,forse con più tempo a disposizione? Nel tempo di Pietro, meglio del primo , la trama è scorrevole,buona l’idea dei dieci minuti Se è semplice da leggere ti viene anche voglia di girare pagina e proseguire. Border Paradiso , ci risiamo : non riesco a leggerlo,come il primo, Trovo,come nel primo, una leggera somiglianza in alcuni passaggi ad HOWL di A.Ginsberg. 5

    PS quello che dice che la mia scrittura è stressante lo amo!

    Pubblicato 1 anno fa #
  10. SCa

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    Grazie del resoconto.
    E' molto interessante leggere i 12 giudizi, anche senza aver letto i racconti che hai mandato, vedere i punti in comune e gli aspetti diametralmente opposti che hanno colto, come i diversi voti che hanno dato.

    Adesso sarei curioso di leggerli anch'io, o dobbiamo aspettare il fratello maggiore?

    Pubblicato 1 anno fa #
  11. Woltaired

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    Membro

    Uno lo hai già letto di sicuro, era Border Paradiso che è stato su AS sino a poco tempo fa.
    Gli altri due ora stanno giocando a biglie in cortile, spero che il fratello maggiore giunga alla maggior età e se ne vada da casa presto.
    (per ora, però, deve ancora superare alcuni riti iniziatici)

    Pubblicato 1 anno fa #
  12. big one

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    Membro

    (per ora, però, deve ancora superare alcuni riti iniziatici)

    sesso a pagamento?

    Pubblicato 1 anno fa #
  13. SCa

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    Membro

    Border Paradiso che è stato su AS sino a poco tempo fa

    Ehm... non mi pare di averlo letto. Mi è sfuggito?

    Pubblicato 1 anno fa #
  14. zaphod

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    Fondatore

    Era in (r)esistenza 2009. Lo abbiamo tolto su richiesta di Wolt perché - visto che il concorso cui ha partecipato richiedeva l'anonimato - si sarebbe potuto facilmente scoprire l'autore del testo inviato.
    E si sa che far parte dell'Anonima Scrittori è titolo preferenziale per entrare nel mondo della letteratura contemporanea...
    Adesso forse lo possiamo rimettere, no?

    Pubblicato 1 anno fa #
  15. Woltaired

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    sì, certo.

    Pubblicato 1 anno fa #
  16. rindindin

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    Membro

    che giudizi!

    Pubblicato 1 anno fa #
  17. Woltaired

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    Membro

    è passato un anno e io ci ho riprovato.
    quest'anno ho inviato un romanzo che ancora non aveva letto nessuno.
    rispetto allo scorso anno c'è una maggiore conosonanza di giudizi.
    li posto qui, perché credo sia interessante sapere cosa pensa chi legge trovandosi di fronte ai primi due capitoli di un libro.
    Voto e Giudizio.

    (premessa: so che è un po' assurdo leggere dei giudizi, senza avere letto il romanzo e senza sapere che alcune delle "mancanze" citate vengono colmate nei capitoli successivi, ma se quando cominci a leggere non sei invogliato a proseguire...)

    7 Buona padronanza della scrittura Nella fase iniziale dell'incipit, un'eccessiva descrizione della città, rallenta la lettura e affievolisce la curiosità del lettore. Poi però la storia accelera e prende corpo. Vorrei proseguire e vedere se il protagonista, giocatore compulsivo e accanito, vincerà la sua battaglia contro il gioco.

    6 Interessante il tema della dipendenza dai giochi d'azzardo. Buono il ritmo, ma lo stile è ancora un po' acerbo e può essere senz'altro migliorato. Buona la capacità descrittiva. I personaggi dovrebbero essere caratterizzati un po' meglio. A tratti i dialoghi sono troppo lunghi e non si capisce bene chi parla. I flashback dovrebbero essere in qualche modo evidenziati, ad esempio con un doppio spazio bianco.

    6 La scrittura è abbastanza buona, ma è pesante da seguire. Ci sono troppe parti raccontate e troppo poco dialogo. La storia è promettente, ma si dilunga troppo, forse, sugli aspetti tecnici del gioco. Poi manca un po’ la connotazione dell’ambiente. Nel complesso comunque promette bene, ma deve essere migliorato nel modo di raccontare.

    4 Linguaggio troppo vicino al parlato. Punta solo all'identificazione del lettore di massa. Manca la letteratura, quello spazio intermedio tra la quotidianità e il sogno che deve risultare come essenza stessa di un romanzo.

    6 Tema intrigante, la passione per il gioco, maneggiato fin da subito con dovizia di particolari. L’autore sa muoversi con molta disinvoltura, sia nei luoghi geografici descritti sia nel racconto di ambienti, situazioni ed emozioni legate al mondo dell’azzardo. I fatti si susseguono rapidamente e invogliano il lettore a proseguire per sapere il seguito, ma la narrazione si appesantisce per l’esuberanza del materiale, soprattutto descrittivo, che andrebbe sfoltito per mettere meglio in luce la figura dell’io narrante.

    6 L'inizio è un po' caotico e alcuni punti si dilungano troppo, perdendo efficacia. Nel secondo capitolo il ritmo migliora e la storia si fa più coinvolgente. Consiglio: non sarebbe male rendere più sintetiche e asciutte alcune descrizioni, questo gioverebbe anche alla scorrevolezza del testo. Lo stile è pacato, prolisso ogni tanto, ma i dialoghi sono ben fatti.

    3 Sulle prime questa autobiografia di un giocatore incallito appare insolita, promettente. Poi però si aspetta invano un qualunque cambio di tono o approfondimento psicologico, una via di uscita dalla “normalità” del personaggio-narratore. La sua vita sembra ruotare solo e soltanto intorno al gioco d’azzardo, senza che vi sia una presa di posizione – morale o amorale o anche immorale – nei suoi confronti: il gioco per lui è la normalità, non un vizio, e nemmeno un piacere, ma la vita quotidiana, al massimo condita in sottofondo con qualche ragazza anonima e disponibile. Il quadro risulta squallido, ma involontariamente, perché l’autore sembra abbandonarsi a questa sua normalità anomala e non vi mette né entusiasmo né amarezza. Naturalmente bisognerebbe conoscere gli sviluppi della storia, ma da queste prime pagine non sembrerebbe che possano interessare e meno che mai stupire. Lo stile è agile, ma più giovanile che giovane; qua e là simpatico, gioviale, ma forse troppo. Ambientazione, vicende e terminologia, pur riferendosi a epoche diverse, sembrano rispecchiare di ogni epoca le mode peggiori e più effimere. Ci sono molti dettagli, ma in buona parte inutili, come nel diario di un adolescente. E l’autore dà per scontati tipologie e termini di gioco che sono invece oscuri o comunque noiosi per chi non sia in confidenza quotidiana con il gioco d’azzardo.

    5 interessante la prosa, ben scritta e piacevolmente legibile. Nonostante questo però devo dire che manca di mordente e l'interesse scende subito, oltre a tradire una certa insicurezza nella costruzione delle vibrazioni armoniche della narrazione. Narrazione stessa che rimane troppo piatta. Lavoro preciso e pulito, giudizio comunque positivo.

    5 Lo stile e la narrazione è molto "easy". la lettura è piacevole e anche se indulge in molti particolari e descrizioni della Milano quotidiana e delle tecniche del gioco d'azzardo, si legge volentieri e fa presagire sviluppi emotivi successivi. Descrive un personaggio ironico, a volte prosaico che oscilla tra l'essere goffo e a volte baldanzoso. non è noioso anche quando si sofferma su particolari. descrive la crisi generazionale dei quarantenni e cerca di conseguenza una identificazione con il lettore che ci si immedesimi. Manca forse un poco di pathos.

    6 L'idea è accattivante, per quanto non insolita (in parte mi ricorda "il giocatore (ogni scommessa è debito)", da cui hanno poi tratto "Il mattino ha l'oro in bocca" con Elio Germano), l'incipit in medias res è un raro esempio di non scontatezza, ma lo stile è alquanto scarno e povero degli approfondimenti del caso, quelli necessari alla definizione a tutto tondo dei personaggi principali. mancano digressioni di spessore, scivolamenti nell'io del soggetto narrante, climax e arresti bruschi tipici del punto di rottura che identifica il tempo ideale di ogni romanzo contemporaneo.

    Pubblicato 8 mesi fa #
  18. rindindin

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    Membro

    Wolt direi a questo punto di lasciarli perdere...passa ad un editore serio!

    Pubblicato 8 mesi fa #
  19. Ma che cazzo significa manca una presa di posizione morale? E' necessaria?

    Pubblicato 8 mesi fa #
  20. Woltaired

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    Membro

    non sono giudizi espressi da professionisti, ma da dieci anime che si credono, come molti di noi, scrittori.
    qualcuna più pura, qualcuna meno, ma sempre utili da conoscere.

    e come diceva la canzoncina di Carosello: "la morale è sempre quella fai merenda con..."

    Pubblicato 8 mesi fa #

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