Anonima scrittori

Forum Anonimascrittori » Anonima Scrittori

che cosa è la poesia?

(29 articoli)
  1. A.

    offline
    Moderatore

    Get the Video Widget

    Get the Video Widget

    Get the Video Widget

    Pubblicato 12 anni fa #
  2. A.

    offline
    Moderatore

    Get the Video Widget

    Pubblicato 12 anni fa #
  3. A.

    offline
    Moderatore

    Trovo la poetica del Levi de La chiave a Stella, molto vicina a certe idee pennacchiane (il tema della "gratificazione del lavoro"). Non so, forse dovrei mettere questo video su kappatube. Cosa ne pensate?

    Get the Video Widget

    Pubblicato 12 anni fa #
  4. A.

    offline
    Moderatore

    Get the Video Widget

    Pubblicato 11 anni fa #
  5. Mi capita che la poesia sia un figlio che non vorrei partorire :

    A volte non ricordo, e mi tremano i polsi
    A volte quasi piangi, e io mi sento stronzo
    A volte l’aria densa, non passa dalla bocca
    A volte tutto è niente.

    Pubblicato 11 anni fa #
  6. Woltaired

    offline
    Membro

    "Una poesia è il mondo." (Il vecchio Charles Bukowski)

    Pubblicato 11 anni fa #
  7. Faust, leverei l'ultimo verso.

    A volte non ricordo, e mi tremano i polsi
    A volte quasi piangi, e io mi sento stronzo
    A volte l’aria densa, non passa dalla bocca

    Pubblicato 11 anni fa #
  8. sensi da trento

    offline
    Membro

    secondo me invece l'ultimo verso ci sta bene.
    dà l'idea di una persona che ha faticato molto per scrivere un verso e rileggendolo ancora non si sente soddisfatto, perchè nonostante gli sforzi lo trova imperfetto e deve ricominciare daccapo.

    A volte tutto è niente.
    appunto.

    Pubblicato 11 anni fa #
  9. Sono d'accordo con Sensi.

    Anche strutturalmente, in un certo senso il verso vanifica il resto e, per estensione, vanifica tutto, il che è quel che cercavo di trasmettere.

    Pubblicato 11 anni fa #
  10. big one

    offline
    Membro

    d'accordo con Sensi e Faust.

    anche il ritmo ci guadagna perchè viene spezzato dalla frase in controtempo.

    Pubblicato 11 anni fa #
  11. Non mi piace, è triste

    Pubblicato 11 anni fa #
  12. Bassoli come sai intervenire a cazzo tu...

    Pubblicato 11 anni fa #
  13. magda

    offline
    Membro

    oppure

    A volte non ricordo e tremano i miei polsi
    A volte quasi piangi e io mi sento stronza
    A volte l’aria densa non passa per la bocca
    A volte tutto è niente

    Più rap

    Pubblicato 11 anni fa #
  14. A.

    offline
    Moderatore

    «A volte tutto è niente»
    può significare tante cose, e credo quella polisemia sia la sua forza. Anche per me deve restare. Poesia bellissima.

    Pubblicato 11 anni fa #
  15. Ti ringrazio A., evidentemente mi hanno messo una punta di blues nell'impasto.

    Pubblicato 11 anni fa #
  16. sensi da trento

    offline
    Membro

    intervento alla bassoli:
    quando ci fai leggere il secondo verso?

    Pubblicato 11 anni fa #
  17. A.

    offline
    Moderatore

    Maltusiani

    Il Sor Sensi è quella cosa
    che scompare per tre mesi,
    poi lo trovi d'improvviso,
    dir motteggi in quantità

    E Bassoli è quella cosa
    che sei triste oppur contento
    sempre dura il suo portento
    gescalino resterà

    Torquemada è quella cosa
    che ne sa sempre per tutti
    mordadelle oppur presciutti
    lui c'ha sempre da ridir

    Mastro K è quella cosa
    che universi in sè contiene
    te sta male oppure bene
    non fa niente, vaffancul

    Poi c'è A., che è quella cosa
    bipolare per natura
    lui all'offesa dà la stura
    se la cerca senza fren

    (continua)

    Pubblicato 11 anni fa #
  18. big one

    offline
    Membro

    scusa A.
    quale di voi due dice che sei bipolare?

    Pubblicato 11 anni fa #
  19. intervento alla bassoli:
    quando ci fai leggere il secondo verso?

    Sensi, A. lo va affermando da un po' e io gli do ragione : se dovemo fa 'sta bottija de vino tutti assieme.

    Pubblicato 11 anni fa #
  20. sensi da trento

    offline
    Membro

    io veramente parlavo di verso poetico, mica di versare il vino

    Pubblicato 11 anni fa #
  21. Tu versa l'uno e l'altro verrà da sè...

    Pubblicato 11 anni fa #
  22. Woltaired

    offline
    Membro

    ...sante parole!

    Pubblicato 11 anni fa #
  23. A.

    offline
    Moderatore

    Get the Video Widget

    Pubblicato 11 anni fa #
  24. Silvana Mangano

    offline
    Membro

    la poesia è finita con Montale.

    Pubblicato 11 anni fa #
  25. Woltaired

    offline
    Membro

    Padre Jacob non credo sia d'accordo.

    Pubblicato 11 anni fa #
  26. Silvana Mangano

    offline
    Membro

    Padre Jacob?

    Pubblicato 11 anni fa #
  27. rindindin

    offline
    Membro

    e io concordo con Wolt, ..la poesia non finisce finchè c'è padre Jacob...

    Pubblicato 11 anni fa #
  28. A.

    offline
    Moderatore

    Il "Notturno" di Alcmane (fr. 89 P)

    εὕδουσι δʼ ὀρέων κορυφαί τε καὶ φάραγγες
    πρώονές τε καὶ χαράδραι
    φῦλά τʼ ἑρπέτ' ὅσα τρέφει μέλαινα γαῖα
    θῆρές τʼ ὀρεσκώιοι καὶ γένος μελισσᾶν
    καὶ κνώδαλʼ ἐν βένθεσσι πορφυρέας ἁλός·
    εὕδουσι δʼ οἰωνῶν φῦλα τανυπτερύγων.

    Assumiamo come punto di riferimento per il testo del frammento l’edizione di Alcmane curata da A. Garzya (Alcmane, I Frammenti, a cura di A. Garzya, Napoli 1954, fr. 49, pp. 126 ss.):

    "Dormono le cime dei monti e le gole, i picchi e i dirupi, e le schiere di animali, quanti nutre la nera terra, e le fiere abitatrici dei monti e la stirpe delle api e i mostri negli abissi del mare purpureo; dormono le schiere degli uccelli dalle ali distese".

    Traduzioni moderne:

    1. Pascoli
    Dormono de’ monti le vette e le valli
    e i picchi e i burroni
    e quanti esseri, che fogliano e che serpono, nutre la nera terra,
    e le fiere montane e la schiatta delle api
    e i mostri nei gorghi dell’iridato mare,
    e dormono degli uccelli
    i popoli, dall’ampio alare

    6. G.Perrotta
    Dormono le cime dei monti
    e gli abissi
    e i promontori e le forre,
    e le stirpi degli animali
    che la nera terra nutre,
    e le fiere montane
    e la progenie delle api
    e i mostri nei gorghi profondi
    del mare di viola;
    dormono le sirpi
    degli uccelli dalle lunghe ali.

    2. Fraccaroli (1913)
    Dei monti i greppi dormono
    e le balze e i declivii
    e le convalli e quanti
    nutre la terra animali striscianti
    e le fiere selvagge e la famiglia
    dell'api, e quanti mostri entro i recessi
    stanno del mar purpureo,
    e il popol tutto dei pennuti ach'essi
    hanno chiuse le ciglia

    7. F.M. Pontani
    Dormono i vertici dei monti e i baratri,
    le balze e le forre;
    e le creature della terra bruna,
    e le fiere che ai monti s’acquattano, e gli sciami,
    e i cetacei nel fondo del mare lucente.
    Dormono le famiglie degli uccelli
    fermo palpito d’ali.

    3. Quasimodo
    Dormono le cime de’ monti
    e le vallate intorno,
    i declivi e i burroni;
    dormono i rettili, quanti nella specie
    la nera terra alleva,
    le fiere di selva, le varie forme di api,
    i mostri nel fondo cupo del mare;
    dormono le generazioni degli uccelli dalle lunghe ali.

    8. A. Aloni
    Dormono le cime dei monti e le gole,
    i picchi e i dirupi,
    le selve e gli animali, quanti ne nutre la nera terra,
    le fiere montane e la famiglia delle api,
    i pesci nel profondo del mare purpureo;
    dormono le stirpi degli uccelli dalle lunghe ali.

    4. M. Valgimigli
    Dormono le grandi cime
    dei monti,
    e i dirupi e le balze,
    e i muti letti dei torrenti;
    dormono quanti strisciano animali
    sopra la terra nera;
    e le fiere montane, e le famiglie
    delle api;
    dormono i mostri giù nel fondo
    del buio-ceruleo mare;
    dormono gli uccelli
    dalle lunghe ali distese.

    5. G. Mazzoni (*)
    De le montagne dormono le cime;
    E i dirupi e i burroni e le valli ime;
    E quante foglie ha in selve,
    Quante montane belve
    E quante serpi mai nudre la terra;
    E le api, e i mostri che l'abisso serra
    Del nereggiante mare,
    E il popol degli augelli uso a volare

    (*) E' la versione utilizzata dal compositore Giorgio Federico Ghedini (1892-1965) per la sua rielaborazione musicale (per voce grave e pianoforte).

    9. E. Savino
    Addormentate guglie, strapiombi di rocce
    macigni, crepacci,
    vive cose che vanno, striano la terra madre
    notturna, prede intanate nei sassi, api
    del miele, zanne nel buio del mare perlaceo.
    E addormentati i nidi degli uccelli scatto d'ali.

    10. F. Ferrari
    Dormono le cime dei monti e le gole
    e le balze e le forre
    e la selva e gli animali che nutre la terra scura
    e le fiere montane e la stirpe delle api
    e gli animali negli abissi del mare cangiante:
    dormono le specie degli uccelli dalle ali distese.

    11. Mauro Pagani
    Dorman e cimme di munti
    E u fundu du ma"
    E i prumuntoi luntan
    E i precipizi

    Dorme a stirpe de bestie
    Ch'a taera neigra impe
    E bestie feruxi di munti
    E a famiggia de avie

    E i mustri nt'i gurghi prufundi
    Du ma" de viola
    Dorman e stirpi di ouxelli
    Dae ae grandi

    Staneutte durmiò
    Staneutte durmiò anche mi

    (Traduzione-rielaborazione in dialetto genovese musicata dal musicista e compositore Mauro Pagani)

    Pubblicato 10 anni fa #
  29. k

    offline
    Membro

    Quella di Fraccaroli mi pare notevole.

    Pubblicato 10 anni fa #

Feed RSS per questa discussione

Replica

Devi aver fatto il login per poter pubblicare articoli.