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Canale Mussolini

(382 articoli)
  1. Mi pare di poter dire che ci siano ormai tutti gli ingredienti per fare del Canale un "classico".

    Pubblicato 9 anni fa #
  2. zaphod

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    Margaret Drabble sul Guardian consiglia Canale Mussolini tra le letture per le vacanze:

    'If you're going to Italy (or even if not), I recommend a couple of books that illuminate Italian history of the fascist period: Lucy Hughes-Hallett's The Pike (4th Estate), an entertaining biography of the outrageously colourful poet and man-of-action Gabriele d'Annunzio, to be offset by Antonio Pennacchi's epic novel The Mussolini Canal (Dedalus). The latter will make you want to head off at once to the Pontine Marshes.'

    Pubblicato 9 anni fa #
  3. zaphod

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    Qua invece ne parlano gli spagnoli.

    Pubblicato 9 anni fa #
  4. zaphod

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    Questa recensione è di una lettrice (Victoria Owens) della versione in inglese:
    "By golly, Goodreads makes it difficult to find where you can write a review. Having re-rated this wonderful, hard-hitting book about four times - on each occasion I gave it 5 stars, and would have offered more if there'd been a chance - I've at last found the right place. It's a brilliant expose of the influence political history has on family life - a searching, shrewd book of immense compassion and wisdom. The indomitable Peruzzis make inspirational companions; the references to Il Duce's remarkable influence on the weather an interesting aside to his period of power. I read it the novel (is it really a novel, or a lightly fictionalised memoir?) in Judith Landry's English translation, publ Dedalus, 2013 - ISBN 978 1 909232242. It's a great read, a great testament to the human spirit, and Goddamn the Zorzi Vila."

    Pubblicato 9 anni fa #
  5. zaphod

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    Queste invece su Anobii (di Libero Rossotti):

    "Solitamente non presto grossa attenzione alle recensioni, soprattutto per quanto riguarda autori "impegnati" e politici.
    Ancor più in questo periodo di falso ideologismo in salsa romano-brianzola.
    Ebbene, per una volta, la critica ha fatto centro.
    Sarà che dopo un tot di interviste, "di va a morì ammazzato te e Berluscone", di insulti misti a grandi analisi, anche i circoli "bene" si sono accorti che sotto la coppola non esiste solo il personggio Pennachi, ma, anche, un gigantesco contemporaneo.
    Inseme a De luca, Nesi e pochi altri il meglio che l'Italia attuale possa sfornare in letteratura e, per fortuna, non è poca cosa, anzi.
    Il romanzo è un'epopea meravigliosa, contadina e sentimentale di una famiglia, o di migliaia di famiglie, lontana anni luce dalle retoriche ideologiche prefasciste, fasciste e della Liberazione.
    Uno dei motivi del ritardo, ingiustificabile, della ribalta per un autore di simili capacità, è certo imputabile all'analisi profonda, ustionante, precisa del fenomeno storico del fascismo, sia nella fase preparatoria, che in quella successiva, fino alla sua rovina.
    Andare contro certe incrostazioni di potere, sia politico, che economico, che culturale è davvero difficile; in questo specifico caso i tempi mutati e la capacità eccelsa hanno dato un aiuto.
    Tornando al testo, non posso che dare un consiglio: leggetelo!
    Raramente mi sono commosso su un libro, raramente mi sono trovato catapultato con simile passione in un mondo che fu centro d'esistenza per gran parte del Paese, raramente ho letto di personaggi coì vividi, veri, coriacei.
    Bellissimo e struggente come solo Pennacchi sa essere quando "sente" l'argomento.
    C'è solo da sperare che, visto il successo, non venga tratto il solito pessimo film.
    Certo,come direbbe un personaggio: "ognuno gà le su razon", ognuno ha le sue ragioni.
    Ps:sono da manuale l'incipit e la fine; questa, in particolare, è sorprendente per bellezza , poesia e significato, innestandosi perfettamente nel significato complessivo del'epopoea.
    A prova di critici che leggono le prime cinquanta e le ultime cinquanta, come ha fatto notare qualcuno.
    Aggiornamento 2014:la critica da salotto continua bellamente ad ignorare lo Strega in questione, nel frattempo sta sfondando all'estero in lingua inglese, con giudizi spesso esaltanti.
    In un sondaggio online ha vinto i mondiali dello Strega tra i lettori, classificandosi come miglior vincitore di sempre, superando operucce come "Il nome della rosa" e altre sciocchezze simili.
    Così, tanto per scrivere."

    Pubblicato 9 anni fa #
  6. A.

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    Bellissima recensione, forse una delle migliori che abbia letto

    Pubblicato 9 anni fa #
  7. SCa

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    It's a great read, a great testament to the human spirit, and Goddamn the Zorzi Vila.

    Fantastic!

    Pubblicato 9 anni fa #
  8. k

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    Sì vabbe', ma se me la traducete in italiano, che così capisco pure io?

    Pubblicato 9 anni fa #
  9. llux

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    <<Caspita, Goodreads (*) la fa difficile per trovare dove si possa scrivere una recensione. Ho dovuto ri-valutare questo libro fantastico e vigoroso per almeno quattro volte- ed in ogni occasione gli ho assegnato 5 stelle, ma gliene avrei date di più se ce ne fosse stata la possibilità-e alla fine ho trovato il posto giusto. E’ la folgorante denuncia dell’influenza che la storia politica ha sulla vita familiare – un libro acuto e penetrante, di immensa pietà e saggezza. Gli indomabili Peruzzi diventano compagni d’ispirazione; i riferimenti alla notevole influenza del Duce sul tempo descrivono (probabilmente, in questa frase manca il verbo, ndt) in maniera interessante l’iniziativa personale nel suo periodo al potere. Ho letto il romanzo (è veramente un romanzo, oppure una biografia leggermente romanzata?) nella traduzione inglese di Judith Landry , edizioni Dedalus, 2013 - ISBN 978 1 909232242. E’ un libro notevole, un magnifico testamento dello spirito umano, e maledetti i Zorzi Vila.>>

    (*) Goodreads è un social network dedicato ai libri, sul genere di Anobii, che è stato acquistato da Amazon nel 2013. Ha 10 milioni di utenti e un database 300 milioni di titoli. Gli utenti possono creare il loro scaffale personale, votare il gradimento di un libro assegnando da 1 a 5 stelle e scrivere una recensione (fonte Wikipedia)

    Miss Victoria Owen ha avuto inizialmente difficoltà a trovare la finestra dove scrivere la sua.

    Pubblicato 9 anni fa #
  10. k

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    Grazie.

    Pubblicato 9 anni fa #
  11. zaphod

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    Pubblicità occulta al Canale da parte di Paola Turci:

    Pubblicato 9 anni fa #
  12. O forse è lei che cerca di farsi pubblicità col traino del Canale?

    Pubblicato 9 anni fa #
  13. A.

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    Moderatore

    che fica la Turci, miii

    Pubblicato 9 anni fa #
  14. zaphod

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    Da questo articolo parrebbe che il Canale abbia conquistato la metropolitana madrilena.

    Pubblicato 9 anni fa #
  15. A.

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    Moderatore

    http://www.heraldscotland.com/books-poetry/reviews/lives-in-the-gutter.22434033

    recensione a Canale Mussolini

    In the week that the last old-style Man Booker prize was awarded, one can't help wishing that in its bid to widen its horizons, the prize organisers had decided in future to include English translations as well as all works in English published in Britain.

    Were that the case, a novel such as The Mussolini Canal would be a shoo-in.

    Winner of Italy's prestigious Strega Prize in 2010, this is Antonio Pennacchi's second novel, his first, Il Fasciocomunista, having won the Premio Napoli. As the labyrinthine story unfolds, the reader scarcely needs Pennacchi's prefatory note that: "For what it's worth, this is the book I came into the world to write." In every line The Mussolini Canal feels personal, as if its plot and cast emerge not from the writer's imagination but from his marrow. A hefty work, of more than 500 pages, it is so beguiling one does not want it to end. Rambunctious and picaresque, it is the story of a generation of poverty-stricken peasants from the Veneto and Tuscany, who were enticed south in the 1930s by the promise of land in the dreaded Pontine marshes, near Rome. Until that time, nobody sane would have gone there, the place a mosquito-infested swamp. But under Mussolini's fledgling rule, the marshes were properly drained for the first time in history, allowing land to be reclaimed, and many lives with it.

    The author, a former nightshift factory worker who only left that job when his writing brought him success, is the descendant of those who migrated. Recounted in the first person by a spirited but unnamed narrator, The Mussolini Canal offers an affectingly vivid portrait of Italy at a time when it was, as the narrator says, the laughing stock of Europe. The Peruzzi clan at the heart of the story do not like to be laughed at, nor do they enjoy going hungry. As their story unreels, it becomes clear why they, and so many others, enthusiastically embraced Fascism.

    To his listener's occasional interjections and protests, the narrator replies: "There's never been freedom in Italy, so how could Fascism have done away with it?" Later he describes the tomatoes, specially selected by Il Duce to grow on the Pontine marshes, of which the children would parrot: "These tomatoes are quite simply better. They're modern, and they're fascist." Years later, when the enchantment had faded, the narrator reflects, "But now, I'm told - and this may not be true, you could try looking into it more thoroughly - they use the skins of [these] tomatoes to make bullet-proof vests."

    Disillusionment extended far beyond tomatoes, but the Peruzzi family for all their flaws - violence, murder, theft and lust - remained unswervingly true to themselves throughout this period, exhibiting a rare sort of honesty in their dealings, whether nefarious or saintly. One other constant is their courage.

    As the story ducks and weaves, a carousel of Italian domestic life and politics emerges. Anchoring the tale are the grandparents, Peruzzi senior a gentle man who is good with children, his wife both beautiful and gutsy. Rumour has it that she slept with Mussolini. Il Duce may have wished he had, and she certainly flirted with him whenever he visited, but she would never have betrayed her husband, whose death years later led within days to her own.

    The offspring of these turtle doves, and their many cousins, created a tribe so vast that "soon there'd be enough of us to work the whole of the Po Valley on our own". In those days, children were cheap labour. Quick to grow up, they could be found imitating their fascist forebears before they could walk: "In our houses, even the youngest children, those who were still crawling around on their hands and knees ... moved around under the table with knives between their teeth."

    One such was Uncle Pericles, around whom the novel revolves. A thug, a family man, as short-tempered as he is brave, he is a model fascist, and a tender husband. As the reader follows him from headstrong youth to the battlefields of Italy, the novel's grip tightens. How could the Peruzzis cope if Pericles perished?

    Though The Mussolini Canal is a keyhole on the most venal, dark period of Italy's modern history and those who played a role in its shaping, it is above all a depiction of the peasantry whose life in this era had barely changed in essentials - and hardship - since the middle ages.

    Brilliantly controlling his material, retracing his steps, repeating stories from fresh angles, or simply reminding the reader of what they already know, Pennacchi's style holds an echo of early Gunter Grass, but is infused with a spirit and tone that are entirely original. High among its charms is his rich vein of humour, a mordant leavening to otherwise grim material, as the Peruzzi family picks its way through the debris of half a century of troubles.

    Gathering pace slowly, as one grows familiar with its dizzying cast and the tale's back and forth telling, it builds in tension like a spring being tightly coiled, creating a vigorous, unrepentant, anarchic picture of a clan surviving despite chaos all around. It is a truly fine novel, demonstrating a remarkable talent, Antonio Pennacchi's high ambition matched word for word by his artistry.

    Pubblicato 9 anni fa #
  16. zaphod

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  17. k

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    Bellissima.
    Ringrazialo, Zapho', da parte mia.
    Cerca pure di sapere chi è, per favore.

    Pubblicato 8 anni fa #
  18. zaphod

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    Fondatore

    Su Twitter si firma così:

    "Critico cinefilo molto radical e poco chic. Non credo in Dio, ma in Al Pacino. Collaboro con @magazin_ella e @FilmovieIT. Fiero redattore presso @LaNostraTvit
    Sono Elena Ferrante"

    Ringraziamenti riportati-

    Pubblicato 8 anni fa #
  19. zaphod

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    Fondatore

    Se udite un vago rumor di rotative in lontananza, è la parte seconda che tra poco arriverà in libreria.

    Pubblicato 8 anni fa #
  20. A.

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    la seconda parte del canale di K?

    Pubblicato 8 anni fa #
  21. A.

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    Moderatore

    ma come non dice niente e esce Canale 2?

    Pubblicato 8 anni fa #
  22. A.

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    Moderatore

    io lo vorrei leggere

    Pubblicato 8 anni fa #

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