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Il Veneto brucia i libri: c'è anche l'Anonima.

(17 articoli)
  1. zaphod

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    Fondatore

    Sembrava che stesse per spegnersi e invece è ripartito più virulento di prima.

    Partiamo dall'inizio.
    Domenica scorsa, 16 gennaio su Il gazzettino veneto l'Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia dichiara che sarà sua cura provvedere affinché dal circuito delle biblioteche di Venezia e provincia siano tolti i libri di alcuni autori che nel 2004 si sono macchiati del gravissimo reato di firma di un appello contro l'estradizione di Cesare Battisti in Italia. (Non è questa la sede per discutere della faccenda Battisti se proprio vi prudono le dita c'è a disposizione questo topic)
    Tra i firmatari ci sono i Wu ming (sul sito dei quali apprendo della cosa e inizio a seguire),Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari e molti altri. Tra questi altri - ovviamente non citati dalle cronache ma ci sono - sono presenti il vostro affezionatissimo Zaphod di quartiere, il Torque, e proprio l'Anonima come collettivo che all'epoca era proprio agli albori.
    E' domenica, ma in rete scoppia un casino. Forum, link, mobilitazioni, mail, appelli, spamming ai danni dell'assessore che prima scompare da facebook e poi gli si intasa pure la posta della Provincia. Assisto alla finestra perché ho paura di fare la figura di quello che vuole farsi notare. Per chi volesse avere un'idea qui c'è un riassunto della faccenda e dei commenti a caldo.
    Insomma, nonostante sia domenica il clamore è tale che il giorno seguente la puntata di Fahreneit su Radio3 apre con un dibattito sulla questione. Al dibattito è presente la Presidente della Provincia di Venezia che assicura che l'assessore aveva lanciato una provocazione a "livello personale" e che niente di tutto ciò era - né sarebbe mai - passato per il Consiglio Provinciale. Arrivando addirittura a minacciare di togliere le deleghe all'assessore in questione.
    Tutto smorzato, quindi.
    Pure sul web gli animi si raffreddano. Ci si ripromette di tenere alta la guardia, ma l'emergenza sembra passata.
    Manco per niente.
    Stamattina è il Corriere del Veneto a riportare la notizia che stavolta è l'Assessore Regionale all'istruzione che si farà carico di scriverà ai presidi di tutti gli istituti perché “non diffondano tra i giovani” gli autori in “lista nera”. Ecco l'articolo relativo.

    Domani o dopodomani (devo trovare due minuti di tempo) prenderò tre copie del nostro Storie di (r)esistenza e tre de Il bit dell'avvenire, preparerò tre pacchetti e li spedirò ai due assessori veneti e alla Biblioteca Civica di Mestre con allegata la seguente missiva:

    "Egregi Assessori,
    le eco delle vostre gesta riecheggiano attraverso la rete per tutta la Nazione. Persino qui a Latina - punto d'inizio dell'avventura dell'Anonima Scrittori ormai più di sei anni fa - siamo riusciti ad averne notizia.
    Correva proprio l'anno 2004 quando il sottoscritto - insieme ad altri appassionati di scrittura - dava l'avvio a questo collettivo che dall'ambito locale si allargava presto a coprire tutto lo Stivale.
    Ne è passato di tempo.
    E ne abbiamo fatta di strada.
    Non vorremmo però che l'oblio cali sui nostri trascorsi.
    Scorrete bene l'elenco della famigerata lista di persone che in quel 2004 firmavano contro l'estradizione di Cesare Battisti dalla Francia in Italia. Accanto ai nomi più famosi trovate anche l'inequivocabile firma dell'Anonima Scrittori e dei suoi due padri fondatori: Graziano e Massimiliano Lanzidei.
    Non abbiamo la presunzione di supporre che ci siano le nostre pubblicazioni inserite nelle biblioteche della vostra Regione, né che nei programmi di studio delle scuole siano inseriti dei nostri testi. Lungi da noi l'ardire.
    Per ovviare abbiamo quindi pensato di farvi omaggio delle nostre due antologie: Storie di (r)esistenza e Il bit dell'avvenire e di inviarne copia anche alla Biblioteca Civica di Mestre. Non sia mai che una vostra svista porti la minaccia dei nostri scritti alla vista di qualche vittima innocente e inconsapevole.
    Di più. Vi suggeriremmo di controllare bene la suddetta lista, perché abbiamo il sentore che altri firmatari - ancora meno noti di noi - abbiano magari lasciato traccia delle loro idee in manoscritti di difficile reperibilità, tipo temi della maturità, compiti in classe, scritte nei bagni, messaggi d'amore, etc. Sarebbe il caso quindi di non abbassare la guardia ed estirpare il male alla radice.

    Certi di avervi fatto cosa gradita porgiamo distinti saluti.

    Massimiliano e Graziano Lanzidei
    per l'Anonima Scrittori

    P.S.
    Ieri parlavamo di questa cosa con uno dei nostri soci, Antonio Pennacchi, non sappiamo se avete sentito parlare di lui, con il suo romanzo Canale Mussolini ha vinto quest'anno il premio Strega ed è arrivato secondo al Campiello, qualche probabilità che delle copie dei suoi romanzi circolino nelle vostre biblioteche c'è, ma non si sa mai.
    "Ma io l'ho firmato quell'appello?" ci ha chiesto lui dopo che gli abbiamo raccontato la questione.
    "No, Anto', all'epoca ancora non ci conoscevamo e su internet non è che tu ci bazzicassi tanto."
    "Vabbè," e ha chiuso al discorso, "dite a quei due assessori che è come se lo avessi firmato. E si comportassero di conseguenza."

    Pubblicato 10 anni fa #
  2. Molto bene.

    Pubblicato 10 anni fa #
  3. zaphod

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    Fondatore

    Qua i firmatari dell'appello incriminato.

    Pubblicato 10 anni fa #
  4. rindindin

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    Membro

    Perfetto.

    Pubblicato 10 anni fa #
  5. Non molleremo prima di avervi frantumato i coglioni a dovere.

    Pubblicato 10 anni fa #
  6. zanoni

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    Membro

    mi ricordo che da ragazzino pensavo, la prima volta a Londra, quanto sarebbe stato divertente se avessero portato in Parlamento, per un giorno, tutti gli scemi dello Speakers' corner (per chi non lo sapesse, ad Hyde Park c'e' piena liberta' per ognuno di raccontare ai divertiti 'spettatori' fregnacce a volonta', di difendere e propagandare posizioni politiche strampalate). mai avrei immaginato che questa perversa fantasia sarebbe diventata realta' in Italia. e non per un solo giorno...

    (vabbe', d'altra parte neanche capisco come si possa prendere posizione a favore di un assassino: pero' s'e' c'e' da firmare a favore dei libri di quelli che sono a favore di Battisti firmo anch'io volentieri)

    Pubblicato 10 anni fa #
  7. Addendum. La Distrazione, George Orwell e il Futuro omologato

    Con Massimiliano già ci siamo espressi sullo specifico provvedimento che i due amministratori leghisti vorrebbero prendere: togliere i libri degli scrittori "filo-terroristi" dalle biblioteche pubbliche e dalle scuole. Una posizione dovuta, visto che "filo-terroristi" potremmo essere chiamati anche noi per aver firmato, sei anni fa, una petizione sul caso Battisti e sugli anni 70. Di tutti quei libri che verranno portati via dai luoghi per eccellenza della cultura pubblica – nessuno s'è sognato di chiederlo alle librerie - magari poi faranno un bel rogo per cucinare le salsicce alla Festa della Lega. Ma è inutile continuare, perché tutto è già stato scritto nella nostra lettera. Questo, appunto, è un addendum perché volevo convogliare l'attenzione di tutti sui tre gradi che la vicenda presenta e sul meccanismo di fondo che accomuna questa aberrante situazione a tante altre che continuano ad avvenire sul territorio italiano, e che noi di Anonima Scrittori abbiamo avuto occasione di contrastare a Latina qualche tempo fa.

    Primo grado: la strumentalizzazione. E' evidente che si tratta di una strumentalizzazione pensata ad arte. Chissà quante ne sentiranno, lì in Veneto, perché non venga fatta luce sulla disastrosa alluvione che ha colpito una parte di quella Regione. Noam Chomsky ha elencato 10 Regole della Manipolazione Mediatica. Una di queste, la prima addirittura, è la 'Strategia della Distrazione'. Si inizia a parlare di tutto, comprese le cose vecchie e inutili, per far alzare lo sguardo all'opinione pubblica e poter nascondere quello che ha sotto il naso. L'appello su Carmillaonline ha 6 anni, essendo stato scritto e sottoscritto nel 2004, ed è sempre rimasto online. I leghisti, probabilmente, sono rimasti distratti a lungo oppure solo di recente qualcuno gli ha dato l'imbeccata. Sta di fatto che per 6 lunghi anni le vittime erano comunque morte, il terrorista non era tornato in Italia e, dopo poco, era scappato anche dalla Francia. Ai leghisti, evidentemente, in tutti questi sei anni non interessava granché. Adesso che l'attenzione dei mass media è tornata, che Lula non ha firmato l'estradizione, loro si sono ricordati di tutto, vittime e carnefici. Forse gliel'ha detto qualcuno proprio lì, in Brasile, visto che il Veneto tra le Regioni italiane è quella che ha più interessi. Business is business. Poi parlano di sensibilità e senso civico. [Permettetemi un piccolo inciso: pare che l'estradizione, la Francia, l'avesse concessa a condizione che a Battisti venisse fatto un nuovo processo. Evidentemente dalle carte emerge che, quello che s'è tenuto in Italia dal 1980 al 2003, non dev'esser stato proprio limpido.] Dov'eravamo rimasti? Che i leghisti tuonano in evidente ritardo contro i sottoscrittori di quello che, banalmente, viene definito 'appello pro Battisti'. In realtà gli autori di quella petizione hanno posto delle domande, su Battisti e sugli anni 70, per capire meglio quello che loro – e io e Massimiliano – ritengono esse un periodo buio per lo Stato di Diritto in Italia. Chiudere i tristi accadimenti di un periodo è cosa che altri Paesi sono abituati a fare quasi subito. Pensate al Sudafrica, decenni d'apartheid e il giorno dopo la vittoria di Mandela già si pensava alla pacificazione nazionale. In Italia c'è ancora il tabù su fascismo, resistenza e immediato dopoguerra, figuriamoci la chiusura mentale che ci può essere su soli 40 anni fa. La Strategia della Distrazione è rodata e funziona sempre. Anche le Marie Verzini di sinistra e di centro, quelle che un giorno si e uno pure condividono su Facebook appelli anti Berlusconi, cadono nella trappola: “ciavete ragione, però pure voi, a difendere quell'assassino di Battisti...”. E' passato il messaggio. Tutto il resto, come diceva Califano, è noia.

    Secondo grado: i minuti d'odio. Su Battisti, ma anche sui sottoscrittori dell'appello, è stata avviata una vera e propria campagna d'odio. I metodi sono quelli indicati da George Orwell in 1984 – che gli assessori prendano nota, perché potrebbe trattarsi di un libro pericoloso – nei “due minuti d'odio” che il governo del 'Grande Fratello' dedicava al grande nemico Emmanuel Goldstein. I due minuti dell'odio erano praticati un po' ovunque. Al segnale convenuto gli astanti si riunivano intorno ad uno schermo sul quale venivano proiettate le immagini di Goldstein, inframmezzate da scene di guerra e altre sequenze, con rumori assordanti e fastidiosi che generavano disprezzo e odio. Il pubblico inveiva. In realtà, di quello che poteva dire Goldstein, non interessava a nessuno. Era il Nemico, con la enne maiuscola, e andava odiato. Stessa cosa succede in questa vicenda. Pochissimi hanno letto il contenuto dell'appello, conoscono bene la vicenda Battisti - che da tutti viene accusato di 4 omicidi, mentre è stato condannato, su testimonianza di un pentito, per essere l'autore di tre omicidi. Viene anche accusato, oltre che di essere un mandante dell'omicidio del padre, anche del ferimento di Torreggiani, costretto sulla sedia a rotelle da un proiettile vagante sparato dalla pistola del padre stesso – e magari hanno letto le opere degli scrittori incriminati. Ma è bastato dire che quello fosse un appello pro Battisti per proiettare, metaforicamente, l'immagine muta di tutti i sottoscrittori su un pannello affinché la gente si abbandonasse all'odio. La Lega, ma anche il Pdl, è solita utilizzare questa tattica nei confronti degli immigrati, dei meridionali e di tutti quelli che non si piegano al 'Verbo della Stella Alpina'. Se ci fate caso, è lo stesso odio che Berlusconi vorrebbe scatenare contro i magistrati o i comunisti o comunque contro tutti quelli che non la pensano come lui. E che una certa parte della sinistra vorrebbe scatenare contro di lui. Da qualunque parte lo si veda, è un'invito all'omologazione. Al non andare contro corrente. Al farsi trascinare davanti ad uno schermo per sfogare il proprio odio irrazionale. Tutto quel che devi conoscere, ti verrà detto a tempo debito. Per ora odia, con tutta la forza che hai. Che sia Cesare Battisti o i Wu Ming o Carlo Lucarelli o Antonio Pennacchi o Massimo Carlotto o l'Anonima Scrittori o un Pinco Pallo qualsiasi, poco importa.

    Terzo grado: il futuro omologato. E' evidente che questo invito coatto all'omologazione affonda le sue radici in una mentalità del consenso a tutti i costi. O con le buone o con le cattive. La forma con cui viene portata avanti questa pratica varia da posto a posto: a Latina l'ex assessore alla cultura, prima di An e attualmente in forza al Pdl, aveva deciso di fare un Albo degli Artisti. Avrebbe dovuto funzionare così: ogni singolo artista si sarebbe dovuto iscrivere nella sua categoria; ogni due anni l'artista sarebbe stato sottoposto a verifica, attraverso una commissione, controllata da una maggioranza indicata dall'assessore stesso, che avrebbe valutato se aveva ancora le caratteristiche giuste per rientrare nelle diverse categorie (pittore, scrittore, musicista ecc.); nel caso in cui un artista – non considerato più in quanto tale dal solo Comune di Latina – non si fosse voluto iscrivere, o fossero venute a decadere le caratteristiche, non avrebbe avuto più accesso ai soldi pubblici. Diventavi in automatico un cittadino di serie B. Anzi, almeno per la cultura, non eri più un cittadino. Un meccanismo complesso, non voglio minimamente paragonarlo alla brutalità degli assessori leghisti di Venezia e del Veneto. O a quella di certi assessori a Sermoneta che hanno vietato, durante un nostro reading, di esporre uno striscione di solidarietà agli operai di una fabbrica che stava chiudendo, la Nexans, perché venne giudicato “politico”. Sofisticati o no, sono rappresentativi di una stessa mentalità: la cultura non può essere libera, deve piegarsi alle ragioni della politica. Sono sicuro che in altri posti d'Italia siano successe cose simili, che molti saranno gli artisti a cui è stata limitata la libertà. Non solo a destra ma anche a sinistra. Perché il desiderio di omologazione coatta colpisce tutti, non ha una particolare preferenza cromatica: rossi, verdi, neri o gialli poco importa. Apprezzo davvero chi sta conducendo questa battaglia per la libertà d'espressione, come Wu Ming o Lucarelli o Carlotto. Mettono in gioco la loro visibilità e i loro contratti e contatti editoriali. Ce ne sono altri, come noi, che stanno a loro come i precari stanno ai lavoratori a tempo indeterminato: sono facilmente ricattabili. A loro, attraverso questa mentalità, viene negata qualsiasi originalità, qualsiasi libertà d'espressione, qualsivoglia futuro che non sia, appunto, omologato.

    Pubblicato 10 anni fa #
  8. la lavandaia

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    se non ho capito male chi uccide anche per "nobili" ideali viene salvato, o addirittura, preso ad esempio?
    va bene così! ... mi accontento di non avere "nobili" ideali e di non aver ammazzato nessuno e da cittadina italiana VOGLIO BATTISTI IN ITALIA a scontare la giusta pena!
    per quanto riguarda l'assurda provocazione dell'assessore veneto mi sento di dire che, forse, è meglio che si mangiasse il fegato con le cipolle anzichè rompere i coglioni con questa assurdità di bruciare i libri... manco fosse il Savonarola.

    Pubblicato 10 anni fa #
  9. tataka

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    Membro

    Battisti è stato condannato ed deve scontare la sua pena. Chiedere ciò significa essere coerenti: come si vuole che Berlusconi si faccia processare e rispetti le sentenze così deve farlo Battisti anche se lui invece era un terrorista di sinistra.

    La legge gli garantisce comunque il diritto a chiedere la revisione del processo anche se condannato in giudicato. Perché non lo fa?

    Quanto alla Lega questa storia è solo una scusa. Hanno fatto fuori dalle biblioteche anche Saviano che con quell'appello non c'entrava niente.

    Pubblicato 10 anni fa #
  10. Comunque, a titolo informativo, ecco il testo dell'appello pro Battisti del 2004:

    "I servizi speciali francesi hanno arrestato lo scrittore Cesare Battisti, rifugiato in Francia ormai da quattordici anni. Su di lui pende una domanda di estradizione presentata dal governo italiano, sulla base di una condanna pronunciata in contumacia oltre un ventennio fa.
    E’ bene ricordare che a Cesare Battisti fu concesso asilo politico solo dopo che un magistrato francese ebbe vagliato le “prove a suo carico”, e le ebbe giudicate contraddittorie e “degne di una giustizia militare”. A Battisti erano stati addossati tutti gli omicidi commessi da un’organizzazione clandestina a cui era appartenuto negli anni ’70, anche quando circostanze di fatto e temporali escludevano una sua partecipazione.
    Dal momento della sua fuga dall’Italia, prima in Messico e poi in Francia, Cesare Battisti si è dedicato a un’intensa attività letteraria, centrata sul ripensamento dell’esperienza di antagonismo radicale che vide coinvolti centinaia di migliaia di giovani italiani e che spesso sfociò nella lotta armata. La sua opera è nel suo assieme una straordinaria e ineguagliata riflessione sugli anni ’70, quale nessuna forza politica che ha governato l’Italia da quel tempo a oggi ha osato tentare.
    La vita di Cesare Battisti in Francia è stata modesta, piena di difficoltà e di sacrifici, retta da una eccezionale forza intellettuale. E’ riuscito ad attirarsi la stima del mondo della cultura e l’amore di una schiera enorme di lettori. Ha vissuto povero ed è povero tuttora. Nulla lo lega a “terrorismi” di sorta, se non la capacità di meditare su un passato che per lui si è chiuso tanti anni fa. Trattarlo oggi da criminale è un oltraggio non solo alla verità, ma pure a tutti coloro che, nella storia anche non recente, hanno affidato alla parola scritta la spiegazione della loro vita e il loro riscatto.
    Certo, c’è chi ha interesse a che una voce come quella di Cesare Battisti venga tacitata per sempre. Chi, per esempio, contribuì alle tragedie degli anni ’70 militando nelle file neofasciste o in quelle di organizzazioni – clandestine quanto i Proletari armati per il comunismo - chiamate Gladio o Loggia P2, e sospettate di un numero impressionante di crimini. Chi fa oggi della xenofobia la propria bandiera. In una parola, una gran parte del governo italiano attuale.
    Noi invece vorremmo che di scrittori capaci di affrontare di petto il passato come Cesare Battisti ce ne fossero tanti, e che i cittadini francesi capissero chi rischiano di perdere, per la vigliaccheria dei loro governanti: un uomo onesto, arguto, profondo, anticonformista nel rimettere in gioco fino in fondo se stesso e la storia che ha vissuto. In una parola, un intellettuale vero. Non era tradizione della Francia privarsi di uomini così, per farli inghiottire da una prigione. Ci auguriamo che la Francia non sia cambiata tanto da tacere di fronte a un simile delitto.
    Sì, delitto. Avete letto bene."

    Pubblicato 10 anni fa #
  11. Vedo che qui, però, ci siamo persi appresso a Battisti - la discussione realtiva al suo caso è su un altro post - e ci siamo discostati dal punto centrale: le liste di proscrizione emesse dalla Lega e dal PDL in Veneto. Perché lì vogliono le liste di proscrizione, qui a LAtina volevano l'Albo degli Artisti, da altre parti ancora chissà cosa vorranno.

    Chi volesse seguire la cronaca della questione - con tanto di rassegna stampa - allora può andare sul blog di Loredana Lipperini.

    Il fatto che Saviano non abbia sottoscritto l'appello, ma venga comunque inserito nella lista di proscrizione può dimostrare scientificamente che il punto non è Battisti - su cui, ripeto, andrebbe aperto un discorso a parte - ma è, più in generale, la libertà d'espressione.

    Pubblicato 10 anni fa #
  12. Su Nazioneindiana scrivono quanto segue:

    "E’ un po’ che lo andiamo dicendo in giro, ma nella sua furia Speranzon ha messo nella lista dei cattivi anche Elia Spallanzani, benchè la sua firma fosse palesemente falsa (il Nostro infatti è morto nel ’97). Un piccolo dettaglio grottesco nella più generale ridicolaggine".

    firmato: Fondazione Elia Spallanzani

    Questo la dice lunga su questa storia...

    Pubblicato 10 anni fa #
  13. Beh, la volonta' di censura e' talmente forte che non vanno a verificare di persona.

    Pubblicato 10 anni fa #
  14. urbano

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    Membro

    Manuel Rivas è nato nel 1957 a La Coruna, in galizia, spagna.
    La notte del 18 agosto 1936 è festa in galizia, come tutti gli anni si fanno fuochi, ma questa notte non sono le fogueiras accese per animare la sagra popolare dell'estate.
    Sulla darsena del porto e nelle piazze della città ardono grandi pire. Sono i franchisti che, un mese dopo il golpe, stanno dando fuoco alle principali biblioteche della città per cancellare ogni traccia del passato repubblicano.
    Manuel fa diventare La Coruña un modello di sofferenza universale, e racconta come il controllo sulla lingua e la cultura non fu un semplice corollario della dittatura ma una delle sue prime preoccupazioni. Bruciare i libri significa sì ucciderne le idee, ma anche e soprattutto gli uomini e le storie che le loro pagine racchiudono.
    I libri bruciano male
    Feltrinelli 2009

    Pubblicato 10 anni fa #
  15. [In merito all'iniziativa lanciata dall'Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, ecco la lettera inviata il 19 gennaio scorso dall'Associazione Italiana Biblioteche al Presidente della Regione Veneto e al Presidente della Provincia di Venezia. Non è la prima volta che l'AIB si occupa della ingerenze politiche in Veneto: qui un caso simile.]

    Al Presidente della Regione del Veneto
    Luca Zaia
    Palazzo Balbi – Dorsoduro 3901
    30123 Venezia

    Al Presidente della Provincia di Venezia
    Francesca Zaccariotto
    Palazzo Ca’ Corner, San Marco 2662
    30124 Venezia

    Egregio Presidente,

    sono venuto a conoscenza dalla stampa dell’intento, da parte di un suo Assessore, di intraprendere iniziative volte a eliminare dagli scaffali delle biblioteche civiche e scolastiche del territorio tutti i libri i cui autori firmarono nel 2004 una petizione a favore di Cesare Battisti.

    Desidero pertanto sottoporre alla Sua attenzione la posizione dell’Associazione Italiana Biblioteche. L’Associazione esprime la propria solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime. In uno stato di diritto sorretto da istituzioni democratiche e da una società libera e aperta, chiunque sia condannato a quattro ergastoli con sentenze passate in giudicato deve scontare la propria pena. In democrazia, tuttavia, non sono ammissibili liste di proscrizione, censure, divieti espliciti o impliciti di accesso ai documenti della biblioteca. Immaginare provvedimenti di questo tipo, oltre che violare la nostra carta costituzionale, produrre un imbarbarimento del nostro vivere civile e costituire un precedente gravissimo, rischia di danneggiare gli stessi sacrosanti tentativi di far estradare nel nostro paese Battisti.

    Questo tipo di iniziative è in netto contrasto con le finalità della biblioteca pubblica, che è strumento essenziale per la democrazia solo se viene garantita la pluralità delle opinioni e l’accesso senza filtri o pregiudiziali ideologiche “a ogni genere di conoscenza e informazione”, come recita il Manifesto UNESCO per la biblioteca pubblica.

    Intraprendere azioni simili implica anche una sorta di dichiarazione di sfiducia nei confronti della società civile e dell’intelligenza dei cittadini, che evidentemente non sono ritenuti in grado di formarsi un giudizio critico sulla questione senza un intervento censorio da parte delle istituzioni.

    Le biblioteche sono l’emblema stesso della libertà e della democrazia, sono un patrimonio di tutti. La censura è la negazione delle ragioni per cui le biblioteche vengono finanziate dalla collettività.

    A nome dell’Associazione Italiana Biblioteche mi appello a Lei e alla alta carica istituzionale che ricopre affinché impedisca ogni intervento che miri a limitare direttamente o indirettamente l’accesso alle collezioni e ai documenti delle biblioteche.

    Nell’anno che celebra il centocinquantesimo dell’unità d’Italia l’Associazione Italiana Biblioteche si augura che vengano evitati provvedimenti illiberali e che prevalga piuttosto il rispetto per il nostro vivere civile e democratico.

    Confidando sulla sensibilità per le questioni di libertà e democrazia che La contraddistingue e su una risposta positiva a questo appello, Le porgo distinti saluti.

    Il Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche
    Prof. Mauro Guerrini

    (da nazioneindiana.com)

    Pubblicato 10 anni fa #
  16. urbano

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    Membro

    E' certo, coelho è amico di battisti.
    Glielo dite a Speranzon? Così provvede.

    Pubblicato 10 anni fa #
  17. zanoni

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    Membro

    mah, magari da qualche parte esiste una scuola di formazione per assessori provinciali alla cultura che non funziona particolarmente bene...

    Pubblicato 10 anni fa #

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