Anonima scrittori


Dante e Pennacchi.

Categoria: Antonio Pennacchi, Eventi
Postato da: Torquemada

Latina ha reso giusto omaggio ad Antonio Pennacchi, incoronandolo Sommo Poeta. Cantore di una popolazione, cantore del lavoro e dei lavoratori, capace di far diventare una palude bonificata un luogo letterario. Canale Mussolini, romanzo vincitore dell’ultimo Premio Strega, è un’opera che ha saputo rendere merito ai tanti e tanti che si sono spaccati la schiena per rendere creare un giardino terrestre da un deserto malarico. E’ un’epopea dei disperati che, “per la fame, solo per la fame”, hanno affrontato un viaggio inimmaginabile, hanno sfidato la morte travestita da zanzara, sono riusciti a vincere le diffidenze delle popolazioni locali e la paura dell’ignoto. C’è chi ha parlato di ‘ciclo dei vinti’, paragonando l’opera di Antonio a quella di Verga. Solo che i vinti – che poi si fa presto a dire vinti, i Peruzzi più che altro sono indomiti – dicevamo i ‘vinti’ di Pennacchi sono incazzati neri, hanno fame disperata di vita, vogliono essere protagonisti. Non s’arrendono mai, cadono e si rialzano. Affrontando ogni difficoltà con dignità, a fronte alta. I vinti di Pennacchi hanno <<la furia>> che li fa scattare davanti alle ingiustizie. E’ l’icona della classe operaia e contadina, protagonista di decenni di lotte di rivendicazione. Di vittorie e di sconfitte, di scelte giuste o sbagliate.

La scrittura di ‘pancia’, come Pennacchi la definisce, è anche scrittura che ha saputo dare forma e ordine al parlato della sua terra. Un lungo racconto in prima persona che scorre, poi torna indietro, per poi riprendere il corso, per dividersi in mille rivoli e riunirsi ancora una volta. Un’opera impetuosa che è diventata anche il simbolo di una riscossa, perché a Latina – così come valeva per l’Anonima Scrittori in uno mio scritto di qualche tempo fa – c’è un prima Canale Mussolini e un dopo Canale Mussolini. L’orizzonte d’attesa s’è ampliato e ormai la comunità ha fatto dei passi in avanti significativi. Perché sono state riscoperte le origini senza nessuna patina ideologica, senza alcun velo di nostalgia, prive di qualsivoglia agiografia. Il regime è stato messo da parte per far posto, una ad una, a tutte le tremila famiglie che sono arrivate in terra pontina, o meglio veneto-pontina.

Latina ha reso giusto omaggio ad Antonio Pennacchi e noi non potevamo essere da meno.

One Response to “Dante e Pennacchi.”

  1. FernandoBassoli Says:

    L’omaggio era doveroso.
    Vorrei dire che non ho ancora letto il Canale, ma avendo letto altri libri di tale autore nostro concittadino non ho maturato l’opinione di una scrittura di pancia. Al contrario mi pare pazientemente rimeditata, anche troppo, come ripensata riscritta all’infinito. Questa è la mia modesta opinione di lettore.

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