Anonima scrittori

Modello 6 - Luca Baldini

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Modello 6 - Luca Baldini

Fissi un’orario, ti raccomandi: -          Puntuali eh che così facciamo presto e ce ne andiamo. Macchè! Devi contare almeno un’altra ora di attesa, se va bene. Così mentre aspettavo la ruspa mi sono fatto un giro intorno al capannone. Stava seduto su una cassetta vicino alla saracinesca con l’ordinanza in mano. -          Giorno, che vol’entrà Dottò? Disse alzandosi fiacco. Grasso, basso, pieno di tatuaggi scoloriti dalle grinze di muscoli scaduti, aveva la barba non fatta, le occhiaie scure di pianto o sonno e gli occhi disperati e umidi. -          Faccio io, lasci, e tirai su la saracinesca Entrai nel vuoto che rimbombava di buio. -          L’ho dovuto fa pè forza Dottò, è stata na necessità. Iniziò a spiegare -          L’ho comprato ar tribbunale c’ho pure speso tutti li sordi che c’avevo. Sinnò ‘ndo la tenevo? -          Chi? -          La ggiostra! Un fascio di luce che entrava da un buco del tetto d’eternit la illuminò come d’incanto. Bianca, lucida, pulitissima, i seggiolini rossi e blu, le catene lustre e la cassa con l’insegna, si lasciava accarezzare dalla scia di luce polverosa. -          Eccola Dottò, è la vita mia! Sonnibboi, me facevo chiamà così, com’a la canzone, quann’arrivavo io era festa. La contemplava rapito. -          Lo sa come funziona, no?, lui dietro la tiene davanti pe i fianchi, quarcuno co la scusa ...