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20 nov 20092

Foto terapia # 5

Categoria: Foto terapia, Progetti
Foto terapia # 5

Ennesimo stimolo/provocazione dall'obiettivo esperto di Matteo Ninni. Questa volta l'immagine ha un titolo evocativo "Assassinio a pasquetta." Sta adesso agli autori che decideranno di cimentarsi nella sfida decidere se accettare la suggestione ispirata dal titolo della foto o se - come è nella natura del progetto - lasciarla da parte e lasciare libera l'ispirazione di volare guidata dal potere delle immagini. In ogni caso le regole rimangono le stesse: bisogna inviare un racconto di massimo 3500 battute (spazi inclusi titolo escluso) alla casella di posta elettronica raccontiATanonimascrittori.it entro il 28 febbraio 2010. Come al solito, buona scrittura. Titolo: Foto terapia #5 Descrizione: Altra scadenza per il progetto Fototerapia - stimoli visivi per narrazioni in 3500 battute. Questa volta l'immagine si intitola "Assassinio a pasquetta" ed è stata scattata da Matteo Ninni. Data: 2010-02-28

15 nov 20091

Foto terapia # 4 - i racconti

Categoria: Foto terapia, Progetti
Foto terapia # 4 - i racconti

Quarto appuntamento per il progetto Foto-terapia - stimoli visivi per narrazioni in 3500 battute. Ecco i racconti ispirati dalla suggestiva immagine di Marta Carraro intitolata "Belgrado" Come al solito, buona lettura.

11 ago 20093

Foto Terapia #4

Categoria: Foto terapia
Foto Terapia #4

Quarto appuntamento per il Progetto Foto Terapia - somministrazione controllata di stimoli fotografici. Ripetiamo ancora una volta le regole del gioco, che rimangono sempre le stesse: si tratta di inviare entro la mezzanotte del 31 Ottobre 2009 un racconto ispirato da una fotografia, in questo caso si tratta di un'immagine di Marta Carraro dal titolo "Belgrado". I limiti li conoscete: 3500 battute (spazi inclusi, titolo escluso). Non è un concorso, non si vince niente se non la soddisfazione di essere on line sul nostro sito, letti nei nostri reading o pubblicati in una delle riviste e realtà editoriali cartacee o telematiche con cui l'Anonima Scrittori di volta in volta collabora. Come al solito, non ci rimane che augurarvi e augurarci buona scrittura.

10 ago 20092

Un passo, e poi bagnarsi - Faust Cornelius Mob

Categoria: Foto terapia, Progetti, Senza categoria
Un passo, e poi bagnarsi - Faust Cornelius Mob

Dall’androne della chiesa, il frastuono del temporale mi arriva tanto ovattato da assomigliare al rumore bianco di una televisione mal sintonizzata. Anche il vento, che fa oscillare la pioggia battente al punto da farle disegnare sul terreno onde dal profilo irregolare, riesce a lambirmi solo di tanto in tanto. Sono un pezzetto di ferro, e il portone è una calamita. Appoggiato ad esso con tutta la parte posteriore del corpo, esercito una forza costante per provare a staccare la nuca, ma il collo mi obbedisce solo per pochi centimetri riportando poi la testa nella posizione iniziale con un “toc” che percepisco più attraverso la pelle che con le orecchie. Il legno sotto i palmi è diventato caldo, attraverso il velo umidiccio di sudore che li ricopre mi sento connesso all’edificio, ne divengo parte. Sono grande, grandissimo e tutto di pietra, e gli spruzzi sparuti che si fermano a pochi centimetri da me non mi toccheranno mai. Faccio schioccare labbra per strapparmi dal fantasticare e, con i sensi, cerco un perno per far leva sulla mia indecisione.  Lo scrosciare. Va e viene a intervalli regolari.  Shhh. Shhh. Shhh. All’intervallo che mi convinco essere quello giusto sposto il peso in avanti, sollevo ginocchio destro, stacco il tallone da terra, e il vento gira dalla mia ...

10 ago 20090

Forse un altro treno - Federica De Angelis

Categoria: Foto terapia, Progetti, Senza categoria
Forse un altro treno - Federica De Angelis

Tic- Tic - Tic. Il suono dei tacchi si fa sempre più lontano e si perde nello scroscio della pioggia fino a che Enrico non è più capace di distinguere l'uno dall'altro. La gonna di jeans di sua moglie, altezza ginocchio, la scollatura a barchetta della maglia celeste e la scarpa decoltè nera, la rendevano una donna senza tempo. La vedeva oggi con gli occhi di 15 anni prima e non riusciva a decidersi se gli piaceva ancora quel suo aspetto "pulito" che tanto l'aveva affascinato da ragazzo. Oggi quella freschezza sembrava essere appassita sotto il peso di pomeriggi in parrocchia, di domeniche passate a prendere il gelato in centro con la famiglia, di interminabili riunioni con la amica rappresentante della Avon di turno. A pensarci bene, solo il rosso vermiglio dei gerani appesi fuori al suo balcone, rappresentava l'unica nota di azzardo in quella vita così tranquilla e prevedibile. -Non tranquilla e prevedibile Enrico: S-I-C-U-R-A-!-  aveva tuonato perentoria  la voce di sua madre mentre scandiva la parola "sicura", non lasciando adito a fraintendimenti circa la scaletta di priorità che ogni uomo perbene avrebbe dovuto abbracciare in risposta ai suoi dubbi in merito ad un passo delicato come il matrimonio. Il padre ...

10 ago 20090

Segrete Speranze - Dr. Frank Ripper

Categoria: Foto terapia, Progetti, Senza categoria
Segrete Speranze - Dr. Frank Ripper

Il brigadiere Gallus si accese una sigaretta e si appoggiò a un lato dell'ingresso della caserma. Il suo sguardo si perdeva in lontananza, come a voler distinguere le varie sagome che si profilavano nella nebbia. Era una brutta mattina, umida e nuvolosa. Tutto gettava un vago senso di malinconia. Gallus pensava alla storia che aveva appena sentito. Gli dispiaceva davvero molto, anche se la professionalità prendeva il sopravvento, spesso confusa con una mancanza di umanità o di sentimenti. Quelle storie, comunque, lo colpivano davvero, nel profondo. Si augurava sempre che ci fosse un lieto fine, anche se la vita gli aveva insegnato che le cose non vanno sempre così. Ma, come si dice, sperare non è un crimine. E allora ecco la segreta speranza, che le cose andassero bene per tutti, per il meglio comunque. In preda ai propri pensieri, Gallus spense la sigaretta e se ne accese un'altra. Da qualche tempo aveva notato un giovane dall'aspetto triste, quasi misero, che ciondolava nei pressi della caserma e sembrava guardare proprio lui. Quella mattina Gallus ricambiò il suo sguardo: e allora, come dopo un tacito segnale, il giovane affrettò il passo e gli venne vicino. “Buongiorno brigadiere.” “Buongiorno.” “Mi scusi, ma non era proprio ...

9 ago 20091

Il Simulatore (nascita di un supereroe) - Massimiliano Lanzidei

Categoria: Foto terapia, Progetti, Senza categoria
Il Simulatore (nascita di un supereroe) - Massimiliano Lanzidei

Mario scese dall'autobus perfettamente consapevole della sua immagine. Una signora un po' in carne con gonna di jeans e camicetta bianca. A dare un ulteriore tocco di realismo aveva aggiunto un ombrello e un'espressione preoccupata per l'imminente pioggia. Aveva passato l'ultima settimana a prepararsi. Aveva studiato il personaggio in ogni particolare, Si era accorto tardi di questo dono che aveva. Per un periodo si era divertito a recitare e riusciva a calarsi facilmente in tutte le parti che gli erano toccate. Poi aveva scoperto che non aveva bisogno di trucco e costumi. Era stato un trauma. Era arrivato in ritardo a una prova. "Cambiati che iniziamo subito," gli aveva detto il regista guardando l'orologio. Gli altri avevano iniziato a prendere posto mentre lui si era seduto in camerino tentando di farsi passare il fiatone. Poi aveva cercato il costume di scena. Impersonava Francis Scott Fitzgerald in quella commedia. I pantaloni alla zuava, il gilet e la coppola che gli aveva affibbiato la costumista lo facevano sorridere ogni volta che li indossava. Solo che adesso il costume non c'era. Ripassò tutta la giornata all'indietro e vide chiaramente il borsone appoggiato sotto la sua scrivania. Dove, ovviamente, l'aveva dimenticato. "Al diavolo," si era detto, ...

9 ago 20090

Alla stazione - Gabriele Santoni

Categoria: Foto terapia, Progetti, Senza categoria
Alla stazione - Gabriele Santoni

La guardai andare via dalla stazione, in silenzio. Un silenzio complice e bastardo. Avrei potuto dirle"aspetta, fuori piove". Oppure "ma perché piangi? ora sono qua io". Avrei, ma non l'ho fatto. Forse perché non mi conosce ancora. Forse perché non si è mai accorta che da più di due anni la seguo tutti i giorni, comprese le domeniche. Al mattino quando, sempre in ritardo, accompagna Luca a scuola. Lo saluta con un bacio sulla guancia, sempre la stessa.  Lo segue con lo sguardo fin dentro al portone di legno. E con la mente anche oltre. Piange solo allora, lontana dagli occhi del figlio. Le testa appoggiata sul volante, qualche secondo. E poi via, innesta la prima, che gratta un po'. Bisognerà farla controllare da un meccanico prima o poi. Ma oggi no, oggi non ha tempo. Come ieri, come domani. Oggi deve andare alla stazione ad aspettare il ritorno del suo uomo. Come ieri, come domani. Deve tornare dalla guerra Walter, "dalla guerra fatta in nome della pace", le hanno detto. Oggi è sicura che tornerà. Scenderà da quel treno, con la divisa in ordine, come sempre. La camicia inamidata, il luccichio delle "campagne" sul petto. La pace si fa in giacca e cravatta, ...

9 ago 20090

Audacia - Marcellino Iovino

Categoria: Foto terapia, Progetti, Senza categoria
Audacia - Marcellino Iovino

Pioveva. Lei procedeva con passo pesante e strisciato, come chi, pur tra mille difficoltà, continua il suo cammino. Qualche schizzo d'acqua che riusciva a penetrare l'ombrello, le bagnava i capelli. Si fermò per un attimo a fissare l'orologio della stazione: erano le tre. Entrò. Nonostante la pioggia, la stazione era gremita di persone. Un signore con occhiali e cappotto tirò fuori una sigaretta e le si avvicinò: -   Mi fa accendere? -, le disse. -   Non fumo. -   Fa niente, grazie lo stesso. Lei lo seguì con gli occhi mentre si allontanava. Il signore si muoveva quasi a ritmo di danza tra le persone, in cerca di un accendino. Si fermò davanti ad un tizio non troppo alto con la barba di una settimana. Il tizio lo fece accendere, poi il signore col cappotto, come se avesse dimenticato qualcosa d'importante, scappò via senza nemmeno salutare. Lei scrutò il tizio che aveva fatto accendere il signore con il cappotto. Stette due minuti senza muoversi, poi un lampo perforò la sua mente: era Lui. Era molto cambiato, in realtà. Se non fosse stato per i suoi occhi profondi e vivaci, non avrebbe riconosciuto l'uomo che, quindici anni prima, aveva sposato. Lei fu sul punto di andarsene, ma ...

9 ago 20090

Rovescio improvviso - Bruno Di Marco

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Rovescio improvviso - Bruno Di Marco

Viene giù troppo forte. Costretti dalla pioggia violenta all'intimità umida dell'androne di un palazzo per uffici, in attesa di poter uscire. La donna con il vestito chiaro fissa la strada con lo sguardo perso nei pensieri e un leggero sorriso sulle labbra. Occhi scuri grandi, capelli lunghi, le si indovina un corpo formoso sotto i vestiti leggeri inumiditi dalla pioggia. Gli uomini le girano intorno, spesso a contatto, piacevolmente costretti dalle circostanze e dalle dimensioni del luogo. "E'una giovane madre - pensa l'uomo con gli occhiali - passandole vicino ho sentito l'odore di talco, come quello che usava mia moglie con nostro figlio. Sicuramente sta pensando al suo bambino che fa i capricci dolcemente rimproverato dalla nonna e non vede l'ora di tornare a casa." "Lo conosco quel sorriso - pensa l'uomo con l'impermeabile nero - un sorriso da santa. Un sorriso che dice casa e famiglia. Ma se poi vai a scavare, chissà cosa scopri. Ne ho conosciute come te, che ti credi. Conosco il tipo. Sono sicuro. Sei la segretaria di un professionista e, sicuramente, anche l'amante." "Lo stesso profumo - pensa l'uomo con l'ombrello - e anche la stoffa del vestito che sento a contatto con la pelle della mia ...



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Se volete fare un tuffo nel passato - più o meno recente - nella colonna centrale trovate i progetti "storici" (già conclusi) dell'Anonima Scrittori. Modica Quantità, Rorschach, Love songs, e tutte le passate edizioni di (r)esistenza.
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