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15 nov 20090

La scacchiera del tempo - Francesca Lulleri

Categoria: Senza categoria
La scacchiera del tempo - Francesca Lulleri

Samuel prese il suo bastone, come tutti i giorni, e scese giù verso il fiume. Aveva promesso al suo piccolo amico di portarlo a fare una passeggiata e, fosse stata l'ultima azione della sua vita, l'avrebbe fatta. Iniziò a tenersi con il bastone per non barcollare e preso il guinzaglio da sopra il tavolo, incominciò lentamente a trascinare il suo unico, vero, amico fuori dalla vecchia casa. Nessuno ormai, a parte il piccolo labrador, si prendeva più cura di lui, il mondo in cui viveva era stato creato per i giovani e per la gente veloce,  per la gente lenta e "anziana" come lui esistevano solo le case di riposo e le panchine in piazza. Brontolò facendo cenno di no con la testa. Ricominciò a camminare fissando tutto ciò che lo circondava, ogni cosa gli sembrava nuova e ogni luce gli sembrava immensa. Entrò nel piccolo parco della sua città  strofinandosi gli occhi. "Ma cosa succede?" disse sottovoce. Si guardò attorno con stupore. Tutto era diverso da come lo ricordava, eppure andava al parco tutti i giorni per portare il suo cucciolo. Si rigirò su se stesso ammirando ciò che vedeva. La piazza  non era più quella dei giorni precedenti, tutto il ...

15 nov 20091

Foto terapia # 4 - i racconti

Categoria: Foto terapia, Progetti
Foto terapia # 4 - i racconti

Quarto appuntamento per il progetto Foto-terapia - stimoli visivi per narrazioni in 3500 battute. Ecco i racconti ispirati dalla suggestiva immagine di Marta Carraro intitolata "Belgrado" Come al solito, buona lettura.

15 nov 20090

Luca gioca da solo - Snaporaz

Categoria: Senza categoria
Luca gioca da solo - Snaporaz

Alfiere in d7. Sì, mi sembra bella, ma dopo? Lui prende di cavallo, io di pedone (scambio di pezzi, il mio è l'alfiere cattivo, mi conviene) ma lui? Perché dovrebbe fare per forza queste mosse? No, c'è qualcosa che mi sfugge. Ho poco tempo (2 minuti e 17 secondi), devo sbrigarmi. Percepisco il respiro saccente di chi guarda, sopra di me. Corvi! Sanno tutti cosa fare. Vorrei vederli qui, davanti alla scacchiera. Forse donna in b4? No, così non va. E il tempo passa... (Siamo a 2 minuti e 2 secondi). Il mio avversario mi scruta; vuole mettermi a disagio. Io, invece, non alzo gli occhi dalla scacchiera. Forse ho paura? Non dovevo accettare questa sfida. Maledetto lavoro! Lui osserva nell'attesa che io muova; loro guardano sperando che io sbagli, così potranno dire: "Visto? Meglio la torre in c3, più logica...". Sanno tutto quello che so anch'io ma loro non giocano, guardano. Io, invece, "devo" giocare. Altro tempo che passa... (Mancano un minuto e 36 secondi). Perché sono qui? Sembra un tribunale: il mio avversario è il pubblico ministero, chi guarda è la giuria. Condannato o assolto per colpa di 64 caselle bianche e nere. Comunque, dicevo: alfiere in d7, cavallo per alfiere, ...

15 nov 20091

Scacchisticamente parlando - Daniela Rindi

Categoria: Senza categoria
Scacchisticamente parlando - Daniela Rindi

Il pubblico è seduto sugli spalti, dalle tribune svolazzano striscioni colorati, lo stadio è gremito di gente che mangia popcorn e patatine. Il tabellone illumina il count down: meno cinque. Il grande video al plasma è puntato sul campo da gioco geometricamente suddiviso. Entra lo sfidante, Potevic Pensavic, un osanna dalle gradinate fa tremare lo stadio, non senza qualche sonora contestazione. Va a prendere posto dopo aver alzato timidamente il braccio al pubblico. In questo momento si sta domandando se non era meglio andare per funghi. Entra il fuoriclasse, l’imbattuto, sei volte campione del mondo Ivanovic Stomentekat. La folla si alza lanciando un urlo spaventoso, un boato riempie lo stadio, le trombette fanno saltare diversi timpani e scoppiare gli ultimi chicchi di popcorn. Il campione saluta con entrambe le braccia alzate. Oggi sarà proprio una brutta giornata per il suo sfidante, lo “spiezzerà in due!”. Il display del tabellone sta scandendo quell’ultimo minuto che darà inizio alla grande partita. La gente si risiede e un coro accompagna questa manciata di secondi: tre…due…uno…start! Scende il silenzio. Improvvisamente lo stadio sembra essersi svuotato, si sente solo il fruscio delle bandiere. La gente fissa ipnotizzata quella scacchiera. Tocca al Bianco fare la ...

15 nov 20090

La sfida - Edoardo Micati

Categoria: Senza categoria
La sfida - Edoardo Micati

Nel 1537, da una potente flotta ottomana, al cui comando c'era Kahir el din, sbarcò un grosso contingente per conquistare Castro e la costa ugentina. Ad Otranto, ben ricordando l'eccidio del 1480, s'assoldarono le truppe mercenarie del colonnello Abenante, composte da circa ottocento calabresi. Al nobile barone Carlone Pattinaro e al suo luogotenente Giacomo Di Bona di Cutro, fra i più coraggiosi e fidati capitani d'Abenante, assegnarono, per i servigi resi, un feudo fra Casarano e Gallipoli, composto da zone di fiorente terreno e dalla serra, detta Di Scarfa. Denominarono di Scarfagnano il castello, attorno al quale sorse il villaggio abitato dai contadini e da circa la metà dei soldati di ventura calabresi, col codazzo di donne e figli, com'era consuetudine a quei tempi. 1575. Giovanni Di Bona, detto il Puttino, di Cutro in Calabria, fu incoronato alla Corte del Re Filippo II di Spagna primo campione di scacchi "d'Europa e del Nuovo mondo". 1969. Giovanni Di Bona di Scarfagnano aveva 7 anni e già tutti lo chiamavano il Puttino. Senza dubbio nei suoi cromosomi c'erano gli stessi elementi contenuti nel nucleo delle cellule del famoso avo, solo così si può capire la sua passione per il gioco degli scacchi. Lo stesso ...

15 nov 20090

La differenza - Stefano Cardinali

Categoria: Senza categoria
La differenza - Stefano Cardinali

- È lì, la differenza tra poetica e politica. È lì. Ecco, ricomincia la sua litania che non capisco. - Ma dove, dove sta la differenza? - Non sta. È lì, la differenza tra poetica e politica. È lì. Si è fissato e anche oggi non se ne esce. Spero che non si distragga, che mantenga la concentrazione. Forse questa frase che ripete come un mantra lo rilassa, lo aiuterà a liberarsi da disattenzioni dannose per la partita. - È lì, la differenza tra poetica e politica. È lì. - Ti prego, Umberto, basta! Non capisco! Se vuoi coinvolgermi devi essere più chiaro. E poi che nesso c'è tra le due cose? Le differenze sono tante, troppe, non una sola che, secondo te, sta lì. - Non sta. È lì, la diff... - Si, Si! È lì! È lì! - ... erenza tra poetica e politica. È lì. Quando si tratta di Umberto ogni discussione è priva di senso. Se decide di non collaborare è inutile anche perdere la pazienza. Però resta il mio migliore allievo, una mente nata per gli scacchi. Purtroppo porta con sé dalla nascita un grave ritardo psichico, una forma di autismo che gli limita ...

15 nov 20090

Finale di partita - Marcellino Iovino

Categoria: Senza categoria
Finale di partita - Marcellino Iovino

In un posto insolito, in un'ora insolita, anche il discorso diventa insolito, come in un sogno. (Ivo Andric) Guardò il cielo, poi il suo sguardo si spostò sulla scacchiera. Con un gesto lento, mosse l’alfiere. L’avversario seguì la mossa senza batter ciglio. Giocavano quella partita da 33 anni 3 mesi e 17 giorni. Nessuno conosceva i loro nomi, e i più vecchi giuravano di non averli mai sentiti aprir le bocche. La cosa certa era che ogni giorno, sotto il sole, sotto la pioggia e perfino sotto la neve, alla stessa ora, nello stesso luogo, i due giocavano. Si udì un botto improvviso e si vide la stazione andar in fiamme. “Ricominciano,” disse Ivo, “mi chiedo: quando la smetteranno?” “Non molto presto. Ho sentito che Clark ha intenzione di sbarcare a Bar,” fece un vecchio che stava osservando la partita. Ci fu un attimo di silenzio, poi si udì un altro botto. “Hanno colpito il Teatro Nazionale”, disse Ivo. Intanto i due giocatori continuavano a studiarsi, come se il fragore delle bombe non li disturbasse affatto. Uno di loro rispose alla mossa dell’altro muovendo il cavallo. “Situazione ingarbugliata,” commentò Ivo. “Sicuro, ragazzo,” disse il vecchio. “Nessuno dei due vuole ...

15 nov 20090

Uno strano uomo - Donatella Franceschi

Categoria: Senza categoria
Uno strano uomo - Donatella Franceschi

L’uomo era di strano aspetto. Guardingo e affamato, denti bianchissimi e affilati, lunghe le braccia come tentacoli. Entrava in casa a qualsiasi ora senza dare spiegazioni. Non salutava, neanche un accenno d’intesa, o un grugnito di assenso. O passava puntualmente giorno dopo giorno o per mesi e mesi spariva nel nulla. Imprevedibile; lui Imperscrutabile; il suo agire. Io ero solo un bambino a quel tempo e di me, del resto, quell’uomo non si curava affatto. Il suo solo scopo era la grande stanza bianca al pianterreno: una stanza soffocante e umida tacitamente preposta ad accogliere quegli strani incontri. Un tavolo e due sedie nell’angolo più remoto sotto una finestra sempre chiusa. Silenziosamente si accomodava su una delle due sedie traballanti e, con una lentezza tale che mi affamava, si disponeva a schierare i suoi soldati su quel campo di battaglia fatto di quadrati ben disposti. Si preparava alla guerra con metodo e, sotto quell’apparente sonnolenza, presentivo sempre uno strano anelito sotterraneo e feroce al massacro. Mi appiccicava addosso la paura quell’uomo. Era bizzarro. Spettrale. Demoniaco. Senza una mano. Mi faceva ribrezzo a guardarlo. Ma al tempo stesso non potevo staccargli gli occhi di dosso. Quelle strane visite, sempre ad ore improbabili, improponibili e impensabili per qualsiasi altra persona, agli occhi del nonno apparivano invece più che ...

16 nov 20091

Scacchi matti – Bruno Di Marco

Categoria: Senza categoria
Scacchi matti – Bruno Di Marco

“Fermo fratello pedone! Cosa fai?” “Come sarebbe? Ti mangio: pedone bianco in F5. Sei preso, amico” “E perché?” “Come perché? E’ la regola degli scacchi.” “Ma perché vuoi mangiarmi? Tu stai solo eseguendo la volontà di altri. Sei una pedina nelle loro mani.” “Veramente sono un pedone. Comunque si, sono nelle mani di chi ci muove, come te, come gli altri pezzi.” “Apri gli occhi, fratello. Guarda. Uno dei due vecchietti che stavano giocando con noi è andato in bagno e sai bene che ci resterà un sacco di tempo e l’altro si è addormentato mentre stava per muoverti.” “E allora?” “E’ la nostra grande occasione. Presto, venite qui, fratelli pedoni. Tutti qui, bianchi e neri, e ascoltate. I nostri colori sono diversi ma dentro siamo uguali, siamo tutti pedoni. Siamo noi quelli che vengono sacrificati per primi e solo perché loro, i nobili, possano fare il loro comodo. Quante volte ci hanno fatto azzuffare mentre l’alfiere sventolava l’insegna e il cavallo nitriva saltellando sulle nostre povere teste e poi, quando ormai noi giacevamo fuori dalla scacchiera, quelli, d’accordo, fermavano la partita dichiarando la vittoria dell’uno o dell’altro senza neanche sporcarsi. Oppure, beffa ancora più amara per le nostre sofferenze, dichiaravano la partita patta. Ribelliamoci fratelli ...

16 nov 20090

Il tempo per giocare - Federica De Angelis

Categoria: Senza categoria
Il tempo per giocare - Federica De Angelis

Ci sono posti dove alcuni eventi, come il torneo di scacchi che si tiene ogni anno, assume carattere di straordinarietà. Le regole ci sono e non sono semplici, ma l’abilità, quella è tutta un’altra storia. Il gioco degli scacchi richiede tempo. E ci sono posti dove il tempo è necessariamente UOMO. Avete mai visto una donna giocare a scacchi per ore? Si magari qualcuna l’avrete vista, ma non qui. Ebbene le donne di questo piccolo e remoto paese erano stanche di non poter partecipare al torneo, nessuno aveva chiesto mai loro di partecipare ed era dato per scontato che trovassero senz’altro più interessante preparare dolci, rammendare vestiti, occuparsi della casa e dei bambini, oltre a gestire l’economia familiare e per molte di loro anche il lavoro all’esterno, nei campi così come in fabbrica o negli uffici della vicina città. Sarebbe stato inoltre pericoloso per il buon andamento della comunità che le donne si distraessero dai loro compiti per giocare: chi si sarebbe occupato di tutto ciò? Non certo gli uomini, nessuno di loro avrebbe mai voluto rinunciare alla partita a carte con gli amici al bar o alla “bevuta sociale”. Alle donne non bastava più il tempo delle feste per ...



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Anonimascrittori.it ha cambiato veste. Giusto il tempo di familiarizzare con il web 2.0, di acquisire dimestichezza con il nuovo programma di content management e di sollecitare/solleticare la comunità anonima alla scrittura di racconti che non richiedessero dei vincoli come battute o fonte d'ispirazione. Quali le novità? Lo spazio anonimo è vasto: dalle novelle a puntate al viaggio nella musica anni 70, dai fumetti e dalle altre vie del fantastico fino a (r)esistenza, con qualche puntata di recensione dei libri e di critica letteraria. Siamo nati sul web, è il nostro ambiente naturale. Per questo crediamo non possa finire qui. Anonima Scrittori è pronta a rilanciare e a rinnovarsi ancora. Altre novità sono previste nell'immediato futuro e altre ancora le vorremmo costruire insieme a voi. Per collaborare basta scrivere a info@anonimascrittori.it.

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