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22 lug 20100

Affinità e convergenze tra il compagno Pennacchi e noi

Categoria: Interpretazioni, Sulla letteratura
Affinità e convergenze tra il compagno Pennacchi e noi

[Scritto di Graziano 'Torque' Lanzidei - Zaphod Remix - sulle 'Questioni Anonime' che Pennacchi aveva scritto a Maggio. E' passato molto tempo da allora e tante cose son successe - Pennacchi ha vinto il Premio Strega - ma era doveroso chiarire che importanza ha avuto, e ha tuttora, l'autore di Canale Mussolini per tutti noi. Alcuni riferimenti potrebbero essere poco chiari, altri forse troppo 'scolastici'. Speriamo che, a questo intervento, ne seguano degli altri, in maniera tale che 'Questioni Anonime' possa diventare un vero e proprio manifesto dell'Anonima Scrittori. Per chi volesse approfondire, ecco il primo intervento di Pennacchi] PRIMO CONTATTO. Poco più di sei anni fa, per motivi che non sto qui a precisare, con Massimiliano – Zaphod, mio cugino – c'eravamo trovati ad avere parecchio tempo a disposizione. Tra le altre cose, partecipavamo ad un progetto di scrittura sulla rete che si chiamava Ipertrame. Era organizzato su Virgilio.it da Wu Ming 2, Carlo Lucarelli ed Enrico Brizzi. Dopo settimane d'impegno, di scrittura, di confronto con gli altri partecipanti, l'esperienza arrivò alla sua naturale scadenza. C'era pure la promessa di una pubblicazione, dei capitoli selezionati e del finale aperto. Certo una bella soddisfazione, ma non ci bastava. Volevamo scrivere, volevamo continuare ...

18 mag 20101

La cultura degli italiani

Categoria: Assaggi, suoni, visioni e letture, Interpretazioni
La cultura degli italiani

[recensione di Massimiliano 'Zaphod' Lanzidei all'omonimo libro di Tullio de Mauro, a cura di Francesco Erbani ed edito da Laterza. In questo caso si parla di teoria della linguistica, di analfabeti di ritorno e si finisce, in maniera inevitabile, con il parlare della riforma della scuola. La cultura degli italiani, appunto, raccontata da uno dei suoi protagonisti.] De Mauro l'ho incontrato una notte di qualche tempo fa. Cadevo dal sonno, ma sono rimasto ad ascoltarlo mentre mi raccontava Saussure e il suo Corso di linguistica generale con quel suo fare pacato. Un'esposizione lineare e precisa, di persona competente e appassionata della sua materia. Ho aspettato che terminasse la sua lezione - anche se la bambina aveva finito la poppata e ormai dormiva già da parecchio tra le mie braccia - poi ho spento la televisione e sono andato a dormire anch'io. Il giorno dopo c'era uno che parlava di Psicologia cognitiva, si vede che mia figlia non si svegliava sempre alla stessa ora, e così la mia frequentazione con la linguistica ha subito una battuta d'arresto. Avevo però preso da qualche giorno - su suggerimento di una persona che lo aveva visto intervistato da Fazio - questo libretto pubblicato da Laterza e ...

5 mag 20102

Verso lo Strega - ‘Acciaio’

Categoria: Assaggi, suoni, visioni e letture, Interpretazioni
Verso lo Strega - ‘Acciaio’

[Altra recensione  tra i libri selezionati per il premio Strega. Questa volta è il turno di 'Acciaio' dell'autrice Silvia Avallone, edito da Rizzoli, pagine 356, euro 18. Qualche leggera e delicata anticipazione potreste trovarla, ma niente che possa pregiudicare il gusto di leggere il libro.] Ho finito di leggere il libro e avrei voluto tanto scrivere una recensione, settimane fa. Sentivo che, però, c'era qualcos'altro oltre all'Ilva. Poi sono riuscito a trovare una chiave di lettura che comprendesse l'intera opera della Avallone. Perché è vero che tutta la trama, con il correlato intreccio, si svolgono intorno all'acciaieria di Piombino, ma è anche vero che a via Stalingrado, la via in cui si dipanano le vicende dei protagonisti, c'è gente che si slancia per vivere o si lascia cadere abbandonato, che ama con passione oppure odia visceralmente. Quello che la Avallone descrive è un ambiente degradato, in peggioramento costante, con qualche fiore che si sforza di spuntare in mezzo al letame. Ci sono due ragazze, Anna e Francesca, legate da un'amicizia totalizzante che confina con l'amore. C'è Alessio, fratello di Francesca, iscritto alla Fiom ma convintamente forzaitaliota. Ci sono i genitori delle due ragazze, che vivono agli antipodi. C'è un mondo di ...

16 apr 20101

The dome di Stephen King

Categoria: Assaggi, suoni, visioni e letture, Interpretazioni
The dome di Stephen King

[recensione dell'ultimo libro di Stephen King da parte di Massimiliano 'Zaphod' Lanzidei.  Attenzione: anticipazioni sul finale e lo svolgimento della trama] La produzione più recente del Maestro del Brivido oscilla tra romanzi in cui King va a indagare tra i meandri della sua vena creativa (La storia di Lisey, Duma Key) e altri in cui si lancia in avventure apocalittiche come The cell o - apparentemente - quest'ultimo The dome. Sembra quasi voler alternare storie più inimiste, psicologiche - vorrei dire "più sentite e autentiche" - a concessioni allo zoccolo duro dei suoi fan che si aspettano morti e distruzione senza soluzione di continuità. Ecco, The dome sembra appartenere a questa seconda specie di romanzi. Immaginate che un paesino degli Stati Uniti venga separato dal resto del mondo da una cupola trasparente che cala improvvisamente a bloccare ogni tipo di scambio tra l'esterno e l'interno. Chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori. Se qualcuno malauguratamente stava nei paraggi se ne accorge solo quando è troppo tardi. Un'aereo biposto da addestramento e svariate automobili ci si schiantano contro, Una marmotta viene tagliata a metà. Stormi di ...

11 apr 20100

Verso lo Strega - ‘Hanno tutti ragione’ e ‘The Father’

Categoria: Assaggi, suoni, visioni e letture, Interpretazioni
Verso lo Strega - ‘Hanno tutti ragione’ e ‘The Father’

[Continuano le modeste recensioni del sottoscritto - Graziano 'Torque' Lanzidei - dei libri che parteciperanno al più importante premio letterario italiano: lo Strega. Questa volta è il turno di due opere prime: 'Hanno tutti ragione' di Paolo Sorrentino, edito dalla Feltrinelli, e 'The Father' di Vito Bruschini, edito dalla Newton Compton.] I pixel e Sorrentino e Bruschini Quando guardi un film tratto da un libro, spesso esci dalla sala cinematografica con la consapevolezza che era meglio, di gran lunga, l’opera scritta. Aveva un respiro più ampio, una migliore caratterizzazione dei personaggi e non doveva rispondere – almeno non così pesantemente – alla dura legge del botteghino. Non sempre il regista, insieme con gli sceneggiatori, ha uno straordinario dono della sintesi: organizzare, in due ore di film, l’intreccio, il climax e i personaggi che si dipanano e si muovono in sette-otto ore di lettura. Spesso si scelgono le ‘scene’ sbagliate, spesso si tagliano i personaggi sbagliati, ancora più spesso si privilegia il sentimento rispetto alla storia. Così l’intuizione, quella crociana, risulta un po’ annacquata. Come dice Bersani, Samuele il cantautore, «solo la copia di mille riassunti». Tra i concorrenti dell’ultimo premio Strega ci sono anche i libri di due scrittori esordienti: Paolo Sorrentino ...

10 apr 20100

Realtà; Poesia

Categoria: Interpretazioni, Sulla letteratura
Realtà; Poesia

[Altro saggio di Giancarlo Baroni, scrittore e poeta che abbiamo avuto l'onore di ospitare ne 'Il bit dell'avvenire'. Ne 'La faticosa necessità della scrittura', saggio già pubblicato su questo sito, si raccontava, attraverso la voce di molti scrittori, come è stato e sia possibile vincere - o non vincere - la sfida con la pagina bianca. Questa volta invece si parla di poesia, del suo rapporto con la realtà, della sfida - molto teorica - tra forma e sostanza.] Nella storia ci sono dei momenti, dei periodi in cui si ha la sensazione che una brutta poesia, che sta però dalla parte della libertà e della democrazia, valga non soltanto più di una bella poesia che sostiene le posizioni opposte, ma anche di una lirica riuscita che non si schiera, che parla volutamente d’altro, che si nasconde e si mimetizza in attesa di tempi e di condizioni più favorevoli. Sono periodi particolarmente drammatici e tormentati che dobbiamo augurarci di non vivere mai direttamente, dove anche i poeti si sentono spinti e costretti a prendere posizioni nette, a descrivere e a raccontare i fatti nella loro durezza, a denunciare ingiustizie e atrocità, a gridare la propria indignazione e rabbia, ad ammonire, condannare e ...

3 mar 20101

Il Fascismo è una questione di famiglia - 2

Categoria: Canale Mussolini, Interpretazioni, Pennacchi
Il Fascismo è una questione di famiglia - 2

[Altra recensione al libro di Antonio Pennacchi, 'Canale Mussolini', che è stato già oggetto di valutazione da parte di Valerio Magrelli, poeta, su La Repubblica. Questa volta l'articolo è uscito su Libero, il 2 Marzo, a firma di Miska Ruggeri] IL FASCISMO E' UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA Antonio Pennacchi in "Canale Mussolini" dipinge la saga dei veneti giunti nell'Agro Pontino per la bonifica del Duce. «Esistono scrittori di testa e scrittori di pancia. E io sono uno scrittore di pancia, che cerca l'autentico e che sa che l'arte sta nella vita. Perciò racconto le cose che conosco, quello che ho vissuto. Di che altro dovrei parlare, che cazzo mi dovrei inventare?». E' arrabbiato Antonio Pennacchi, ce l'ha con chi gli rimprovera di essere vittima di un'ossessione, di battere sempre sullo stesso chiodo: l'Agro Pontino, la città del Duce, il fascio e il martello visti come fratelli-contro. «I grandi sono sempre legati a un territorio preciso. William Faulkner, John Steinbeck... Persino Dante... Inferno, Purgatorio o Paradiso, non c'è sempre la sua Firenze in mezzo? Che cosa vogliono da me? Certo, il mio romanzo non è politicamente corretto...». Ecco, forse il problema è proprio questo. Canale Mussolini (Mondadori, pp. 464, euro 20), dal nome con cui ...

3 mar 20100

Il Fascismo è una questione di famiglia - 1

Categoria: Interpretazioni, Narrazioni
Il Fascismo è una questione di famiglia - 1

[Sul numero di Libero del 2 Marzo 2010, c'è una intera pagina dedicata a due scrittori, Antonio Pennacchi e Lorenzo Pavolini, che hanno fatto parte dell'antologia 'Il Bit dell'Avvenire'. Il primo, Pennacchi, è alla seconda recensione del suo libro 'Canale Mussolini', che già fa parlare molto di sé, mentre Pavolini riceve la prima nota per il suo 'A cavallo della tigre'. Partiamo dal secondo, anche se il romanzo uscirà giovedì] A CAVALLO DELLA TIGRE In questi giorni il fascismo torna in sala narrativa anche con il terzo romanzo di Lorenzo Pavolini (classe 1964), Accanto alla tigre (Fandango, pp. 248, euro 16,50, in libreria da giovedì), dedicato al nonno Alessandro, gerarca appeso in piazzale Loreto accanto al Duce e alla Petacci. Lui, convinto fosse morto in volo come il suo amato Saint-Exupery e non fucilato alla schiena dai partigiani dopo essere stato catturato armi in pugno, apprende la verità solo scoprendone una foto in un libro delle medie e si mette in testa di accostarsi alla 'tigre'. Finendo, quasi inevitabilmente e per quanto involontariamente, per cavalcarla. [A questo punto uno può chiedersi: chi era Pavolini Alessandro, oltre ad essere un gerarca fascista e ad essere stato appeso a Piazzale Loreto?] I DUE (VERI) VOLTI DEL ...

1 mar 20102

L’epica della bonifica

Categoria: Canale Mussolini, Interpretazioni, Pennacchi
L’epica della bonifica

["Pennacchi, l'Agro Pontino e il fascismo sentimentale" è il sottotitolo della recensione di Valerio Magrelli su La Repubblica di oggi, 1 Marzo 2010, a pagina 40-41. Chi è Magrelli? Riportiamo breve nota biografica tratta da 'Storia e testi della letteratura italiana' - Verso una civiltà planetaria di Giulio Ferroni: nato nel 1957 si è imposto giovanissimo sulla scena letteraria, autore di una poesia astratta, intellettuale, originalmente postmoderna, in cui si intrecciano materiali corporei, spunti filosofici, motivi mitici, citazioni letterarie]. La Musa di Antonio Pennacchi è la provocazione. Con la sua foga, con la sua insistenza, questo scrittore batte da anni sullo stesso chiodo: mostrare come il fascismo possa essere una questione di 'educazione sentimentale'. A ciò alludeva il concetto di Fasciocomunista, autentico marchio di fabbrica dell'autore, dal titolo del fortunato romanzo del 2003 da cui venne tratto il film Mio fratello è figlio unico. A ciò allude adesso il suo ultimo romanzo, dal titolo altrettanto emblematico di Canale Mussolini (Mondadori, pagg. 464, euro 20). Come se non bastasse, a rincarare la dose sta una dichiarazione posta ad apertura di volume: «Bello o brutto che sia, questo è il libro per cui sono venuto al mondo». E' dunque su presupposti così tambureggianti ...

28 feb 20102

La faticosa necessità  della scrittura

Categoria: Interpretazioni, Sulla letteratura
La faticosa necessità  della scrittura

[Questo sarà il primo di una serie di interventi - scritti appositamente oppure no, come questo - per sfrondare il mondo della scrittura - in particolare quello degli scrittori 'emergenti' - da tanti recenti luoghi comuni. Non si può ridurre tutto alla vulgata del «si scrive troppo, si legge troppo poco». Magari le cose stessero semplicemente così. Bisogna iniziare ad interrogarsi sulla natura del processo creativo, quella che Croce chiama 'intuizione' e che non si limita ad essere 'il colpo di genio', il 'non so che'. Era obbligatorio iniziare con le riflessioni - scritte con la tecnica del collage, la frase iniziale di Bachmann chiarisce la struttura - di un poeta che avverte, ossimoricamente, la faticosa necessità di scrivere. Quella che porta, come dice appunto il titolo del libro da cui è tratto il brano, ad una incerta beatitudine. Dice: «ma se andate sempre sbandierando che la poesia non vi piace». Alt. A noi la poesia piace, e parecchio. Quella vera, quella che scrive Giancarlo Baroni. Il brano che riportiamo è 'La faticosa necessità della scrittura' tratto da 'Una incerta beatitudine', pubblicato dalla Mobydick Editore, Faenza 2004.] LA FATICOSA NECESSITA' DELLA SCRITTURA D’altra parte gli scrittori stessi hanno sempre dimostrato un interesse ...



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