La Striscia #21: Tutto il peso dell’eterno ritorno
Categoria: La striscia di Faust
Postato da: Torquemada
“Luna Park” di Kevin Baker e Daniel Zezelj è una storia di sconfitti e, al tempo stesso, un racconto sull’uomo e sulla sua condanna a ripetersi nel tempo, incapace a uscire dalla reiterazione dei propri errori. E’ il mito di Sisifo raccontato sia dalla prospettiva del personaggio mitologico sia da quella del masso che egli è costretto a portare. Un soldato russo fugge dall’inferno della Cecenia per lasciarsi alle spalle un tradimento che lo segnerà per sempre, un tradimento che si vedrà costretto a ripetere per fuggire dalla vita squallida dei bassifondi americani con la sua amata. La vigliaccheria, tuttavia, non può che generare altra vigliaccheria all’infinito finché la pugnalata alle spalle non diventa un paradigma che si replica a oltranza nello spazio e nel tempo in un viaggio onirico ciclico e opprimente che termina in un finale a sorpresa.
E’ una vicenda dura e triste, “Luna Park”, una vicenda senza speranza con protagonisti che di elevato hanno solo la disperazione, abituati a strisciare e destinati a non fare altro. Non c’è bontà, cane mangia cane, persino quel poco di calore che può nascere tra un uomo e una donna deve essere difeso al prezzo dello scorrere di tanto sangue.
Baker racconta con un tono opprimente e febbrile, estremamente efficace nel caratterizzare personaggi famelici e resi diffidenti dalla cattiveria dei propri simili. La prima parte della storia è un noir tradizionale e suggestivo che vira successivamente in un delirante viaggio interiore in cui le variazioni sul tema dell’inganno si ripetono in un crescendo di bassezze e di mancanza di scrupoli.
A fare la differenza, tuttavia, sono Dave Stewart e Danijel Zezelj. Il maestro croato ruba letteralmente la scena con una delle sue migliori prove, graffiando la pagina con un tratto duro e spigoloso, con i suoi neri secchi e taglienti che si intrecciano in tavole cupe e fitte di segni ma comunque chiare e leggibili, migliori di certi lavori più confusionari e meno riusciti di Zezelij.
Da applausi è poi il lavoro di Stewart, raramente un colorista è stato tanto determinante nella resa dell’atmosfera una storia a fumetti. Stewart asseconda l’andamento della storia con colori pieni ma scuri e opprimenti. I grigi e i blu della stanza fredda di Alik, il protagonista, i rossi cupi delle scene ambientate in Cecenia e all’inizio del viaggio onirico abituano l’occhio del lettore a una bassa luminosità della pagina per poi ferirlo con il chiaro abbacinante e improvviso delle vignette in cui vengono narrati momenti felici. Una trovata del genere resa con altrettanta efficacia l’ho vista soltanto in “Batman Anno Uno”, di Frank Miller, a opera della moglie Lynn Varley, non esattamente l’ultima arrivata.
Un lavoro splendidamente riuscito, “Luna Park”, senza la statura del classico ma sicuramente un volume di pregio e un esempio da manuale di come il buon fumetto nasca dalla sinergia di diversi talenti.
BIBLIOGRAFIA: Kevin Baker, Danijel Zezelj e Dave Stewart, Luna Park, ed. italiana Magic Press, 2010, 100pp., €14


