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La Striscia : Il cuore freddo degli anni ‘80

Categoria: Assaggi, suoni, visioni e letture, La striscia di Faust
Postato da: Faust Cornelius Mob

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Ci sono fenomeni che, pur leggendo fumetti da vent’anni, proprio non riesco a spiegarmi. Una di queste è l’aver pubblicato in Italia tanto tardivamente di un lavoro come “Un piccolo omicidio”, di Alan Moore e Oscar Zarate, originariamente datato 1991. Anzitutto la fama di Moore, autore di culto in tutto il mondo, da sarebbe dovuta bastare a portare nel nostro paese quest’opera già qualche annetto fa, la caratura artistica dell’opera è poi come minimo molto elevata, non volendo rischiare l’abuso del termine “capolavoro”, al punto che dopo aver letto il volume diciannove anni mi paiono un’attesa davvero ingiustificata. Scritto e pubblicato in un momento storico chiave, “Un piccolo omicidio” riesce nel triplice intento di scattare un’istantanea del periodo tatcheriano da poco trascorso, tracciare un ritratto di quello che sarebbe stato l’effetto del crollo dei regimi sovietici sulla scala dei valori dei due ex blocchi contrapposti e, infine, raccontare una storia dai toni febbrili sulla perdita d’identità.
Timothy Hole, protagonista del racconto, è un pubblicitario di successo che si trova di fronte alla sfida di commercializzare una bevanda analcolica nella Russia post comunista, difficoltà che lo porterà a mettere in gioco la propria professionalità, le proprie relazioni con gli altri e l’immagine di sé costruita rinnegando tutto ciò in cui aveva precedentemente creduto.
Con inquietante esattezza, Moore prevede la contrazione dei sistemi etici dati per assodati durante tutto il periodo della guerra fredda in un unicum in cui il profitto fagocita tutto il resto diventando il solo possibile orizzonte degli eventi. La società è disumana e disumanizzante, assolutamente corrosiva per quanto non sia funzionale, nell’immediato o a lungo termine, a un mercato che si dimostra libero nella sola accezione nominale del termine. Il percorso che ha portato a questo viene mostrato attraverso i continui salti temporali attraverso cui gli strati inferiori del passato di Timothy Hole premono per tornare in superficie aprendo, poco a poco, crepe sempre più profonde nel costrutto artificiale della sua identità attuale, un io primigenio che nemmeno una società che aspira all’anaffettività come quella progettata dai capobastone del liberismo sotto l’egida della lady di ferro Margaret Tatcher può cancellare.
Dal canto suo Zarate presta servizio all’opera con disegni funzionali alla narrazione come un pochissimi altri casi : i colori pastello e le forme allungate e spigolose sono una commistione tra la grafica pubblicitaria e la pittura di Otto Dix, adatti a una messa in scena dai toni nervosi e malsani e perfettamente coerente con la parte testuale.
Un piccolo cult presso critica e pubblico specializzato, “Un piccolo omicidio” è inferiore ad altre opere famose di Alan Moore, quali “Watchmen” e “V for Vendetta”, solamente in termini di esposizione mediatica.
Senza se e senza ma, questa è una graphic novel di razza.

Alan Moore e Oscar Zarate, Un piccolo omicidio, ed. italiana Magic Press, 2010, 99pp., € 15,00

One Response to “La Striscia : Il cuore freddo degli anni ‘80”

  1. zaphod Says:

    Questo me lo compro subito.

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