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Trattoria Rosellini - Cruccolo

Categoria: Trattoria Rosellini
Postato da: zaphod

Trattoria Rosellini

[Ancora un'episodio per la Trattoria Rosellini di Marco Berrettini. Buona lettura e - come sempre - buon appettito.]

Alberto è già al tavolo degli amici, ci siamo dati appuntamento qui in trattoria per scambiarci i mezzi. Gli lascio il pick-up e prendo il cassonato. Lunedì mattina devo ritirare un grosso depuratore a Stresa. Parto stasera, così ne approfitto per rivedere Carla e Matteo e rilassarmi due giorni al lago.
-Ci sono da terminare le consegne in Bovisa, poca roba, collettame, due sacchetti di tiranti zincati, un campione d’acciaio trafilato e sei scatolette di smalti, poi quando hai finito non lasciarlo in deposito, fammi un favore, tienilo tu.-
Sono d’accordo con Laura, lui non lo sa. Per festeggiare i loro dieci anni di matrimonio ha prenotato ad Albavilla in un ristorante che si raggiunge solo coi fuoristrada. Ha invitato anche me e Gisella, non sapeva che non ci vediamo più, o forse sì e ci ha provato.
-Peccato, mi piaceva molto quella ragazza. La trovavo adatta a te. È vero, vi beccavate ogni momento, avete lo stesso carattere, entrambi volete affermare la vostra forza, ma basta una carezza per smontarvi; avreste solo dovuto trovare l’alternanza giusta tra i ruoli e vi sareste incastrati alla perfezione.
Con Laura non ho tantissima confidenza altrimenti le avrei risposto che momenti così ne avevamo avuti tanti, ci bastava un minimo contatto fisico per finire avvinghiati, in perfetta sintonia, dentro un più che condiviso paradiso. Ancora oggi, a tre mesi dal nostro ultimo incontro, mi capita di svegliarmi di soprassalto convinto che stia per uscire nuda dal bagno, vedo il suo corpo sottile, le mani lunghe, i piccoli seni tondi, la sento spalmarsi su di me giocando con la mia carne come se le appartenesse e poi fasciarmi, calda, dentro ogni suo più intimo recesso.
-Bortolo, sveglia! Stai sognando?
Mioara, in piedi davanti a me, frastagliata dal sole che attraversa la veneziana, sembra un collage di donne. Sogni, fallimenti, orgasmi e realtà. Mi porge il piatto con il risotto in cagnone, le chiedo altro parmigiano, lei si gira e va. Osservo il nastro del grembiule che guizza a sinistra e a destra in contro balzo alle natiche abbondanti. A me attraggono le magre, ma devo dire che non mi dispiacerebbe avere una visione più discinta di quel corpo che è già tornato e mi tende la formaggiera con insistenza e poi l’appoggia con forza sul tavolo destandomi completamente dalle mie fantasie allupate.
-Grazie Mioara, devi scusarmi, è venerdì, sono proprio cotto.
Non mi risponde, è già a un altro tavolo, vedo Pinuccio che sogghigna e le fissa il culo, poi mi guarda e strizza l’occhio. Mi nascondo nel piatto e sbircio Alberto. Anche lui se la ride, ho proprio bisogno di due giorni di relax.
Carla e Matteo li conobbi tre estati fa. Mi era saltata una vacanza alle Baleari e mi ero ritrovato a trascorrere l’agosto in città. Inizialmente ero furioso, soprattutto con il mio amico Mario che mi aveva dato buca all’ultimo confessando di essersi giocato i soldi della caparra per l’appartamento e quelli del volo. Me lo confessò restituendomi la mia parte con un post-datato a fine settembre costringendomi a cercare qualcosa all’ultimo minuto e da solo, perché lui era completamente a secco. Dopo avere perso una giornata in internet mi affidai a una agenzia viaggi di Via Torino, Carla lavorava lì e fu molto paziente, mi propose varie soluzioni, ma non me ne piacque nemmeno una. La verità era che non mi andava proprio di partire da solo.
-Giovedì chiudiamo per ferie, io resto a casa, abito sul lago Maggiore, la gente ci viene in vacanza, ho un sacco di amici che tornano ogni anno a trovarmi, un bel gruppo affiatato; Matteo, il mio ragazzo, ha un bed and breakfast molto grande, se vuoi una stanza te la trova. Se non ti piace in meno di due ore te ne torni a casa, che ne dici?
Mi convinse e le diedi cinquanta euro di caparra. Rimasi là tre settimane, conobbi un sacco di gente e mi divertii moltissimo, seguii un corso di vela e imparai un po’ di tedesco da una ragazza di Berlino che conobbi la seconda sera. Subito mi finì tra le lenzuola e ci rimase per sei notti.
Quando partì chiesi a Matteo di mettermi in conto anche il suo soggiorno, ma lui scoppiò a ridere e mi rispose che avrebbe calcolato solo le colazioni in più.
-Non mi sembra abbiate avuto bisogno del secondo letto.
Quella sera, davanti a un fritto misto di lago e una bottiglia di Gattinara, Carla cominciò a prendermi amichevolmente in giro e lui la seguì a ruota. Mi affibbiarono un nomignolo che ora non ricordo e che, un bicchiere dopo l’altro, subì varie trasformazioni per poi consolidarsi in: Cruccolo.
E mi rimase.

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