Anonima scrittori


Padre, Figlio e Spirito Santo - Graziano Delorda

Categoria: ...Altro
Postato da: zaphod

La chiamava “andatura coito” .

In quarta a 3.500 giri, strada litoranea libera davanti a sè, vibrazioni lievi e controllate, dai polsi ai glutei, su per la spina dorsale fino al cervelletto e le palpebre, dritte come in musica; un enorme maranzano di 194 chili tra le cosce e la bomba traboccante erba con una testa larga quanto un Montecristo che ogni boccata ti apriva il setto nasale illuminando l’asfalto, su … fino al cervelletto e le palpebre!!!

Sul casco l’adesivo Niagara, perchè nessuno beveva quanto lui.

E un gioco: la lancetta del tachimetro da mantenere il più possibile immobile sui 75km/h, tale da posizionarla perfettamente parallela a quella dei giri, 3.500.

Uno sguardo alle decine di metri che si susseguivano, la rotellina che girava costante, numeri neri su sfondo bianco …1 – 2 – un bel tiro profondo - 3.500 giri – 4 – 5 – 6 – 75km/h – 8 – la spina dorsale – 9 mesi di coma…

 

“ E com’è? Com’è? Buuuuuuuuoooona, vero???” –

“Agnnà…bbbbuuuu…tiii!!!” –

“Che c’è piccolo mio? Non è buuuuuona la pappa? Buooona è!!!” –

“Smettila di trattarlo come un neonato…capisce benissimo, sai?!?!” –

“Pino…” –

“Che stronza!” –

“Pino…ti prego!” -

Nel piatto una bistecca ai ferri alta tre centimetri con contorno di rucola e radicchio, in un altro piatto più piccolo delle patate al forno con cipolline e rosmarino. Una lattina di Sprite ed un bicchiere di carta. Vassoio giallo con tovaglietta di carta inondata da scritte e promozioni pubblicitarie. La cassiera, dandogli il resto, aveva ammiccato, se n’era convinto solo adesso, mentre liberava l’asola del primo bottone della camicia. In corrispondenza delle ascelle due chiazze scure.

“Boutique Kiss Kiss – Svendita TOTALE sulle nuove collezioni Primavera / Estate!!!”

Si usava il rosa.

“Tesoro mio…papà fa sempre storie, vero? Non è mai contento il monellaccio, vero eh ?”

“Gnniiiiiiii…agnnà!!!” –

“Che c’è gioia? Brucia? Brucia? E ora ci soffiamo un pò su …” –

“Agnnàaaa…bruuu!!!” –

“Mmmmm che bbbbuono…ora me lo mangio tutto io!” –

Una mozzarella attorniata da fagiolini sbiaditi, tre righe d’olio ed una spolverata di pepe nero. Pane integrale e Ferrarelle. Vassoio giallo con tovaglietta di carta inondata da scritte e promozioni pubblicitarie. Perchè tutte le infermiere ed accompagnatrici di questo mondo non potevano sostituire l’amore materno, afflizione, dedizione e promessa santità, tre colpi in uno ed anche gratis.

“Centro Estetico SUNFARM … 3 sedute al prezzo di 2!”

Si usava il rosa, si … rosa porco!!!

“Auuuuuummmm…ebbbravo!!! Non fa niente, tranquillo amore…poi puliamo, ci pensa la mamma…eeeccofatto!!!” –

“Cazzo ci manca solo l’aeroplanino…” senza alzare lo sguardo dalla bistecca.

“Auuummm!!! Buuono vero?” – colpito e affondato.

Avete mai provato ad imboccare un delfino?

“Su piccolo … ancora uno! …apri bene la boccuccia…cccosì, bravoooo!!!” –

“Dio lo strozzi!!!” – detto tra i denti pur sapendo che era la battuta principale: Dio -bistecca e radicchio - lo - saliva  - strozzi  - tre patate e due cipolline; Sprite direttamente dalla lattina, attimi vuoti; rutto trattenuto.

“Pino!!! Ma sei impazzito?” – per il rutto o per l’invocazione al Dio garante della privacy omicida? – “… Io non so proprio…no davvero!!!” –

La tecnica era una mano per imboccarlo, semola rovente sparata giù fino all’esofago, direttamente nei serbatoi, l’altra con due fazzoletti di carta pronti a turargli il buco per evitare i sonori rigurgiti di saliva, cibo e nostro Signore Gesù Cristo (già, ancora Lui…) si salvi chi può! E bisognava essere veloci, sicuri, sangue freddo ed alzarsi per coprire la visuale ai più curiosi, luride spie giap!!! Le labbra ed il palato che passavano dall’ustione all’escoriazione mantenendo entrambe a lungo, nuovo dolore su vecchia sofferenza, vecchia sofferenza di carne ancora giovane e nessun legionario alle costole.

Insomma, vi hanno mai rattoppato il pisello dopo la tanto attesa prima scopata? Quindici sucosi entra ed esci al gusto fil di ferro su di una coppola insanguinata, fosse il suo!? … ma no, illusi! … e quanto sangue può buttare un cazzo ferito!!!

“Tu non capisci niente, niente! STRONZA!!!” – battendo improvvisamente un pugno sul tavolo e facendo piovere rosso su verde, radicchio, rucola, semenze di pazienza.

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“Auuuuuurhhhhh…ouauuherrrrrhh!!” – un nuovo bavaglino con Pluto? Pannoloni super assorbenti?

“Ziiiitto…non siamo mica a casa!” – a chi dei due era rivolta?

“Infatti…infatti!!! La gente attorno tra poco si vomita a vedere ste scene!!! Giuro che è l’ultima volta che…” –  risposta esatta.

“Gnioooooo…taddiiii…mmmmm…!!!” –  il lento ritrarsi della lingua senza controllo, il vero principe delle tenebre, ipotetica gioia di mille fiche senza coraggio.

Il sugo del semolino al pomodoro colava dalle labbra storpie al mento storpio, le mani cercavano farfalle invisibili, dei rami secchi e contorti al posto delle dita, mai si sarebbero posate sopra; bruchi, pubblicità, vermi, piatti, posate, farfalle storpie come tutto il resto in quella tavola calda, rovente…condannati all’esilio nel corpo del figlio, un tronco morto dal quale il peggior randagio sarebbe fuggito.

Anche il seggiolone a rotelle sembrava essere storpio, difettoso, le anteriori bloccate da dei listelli che partivano dallo schienale, si curvavano in vari punti, ad espansione, molle e viti, le posteriori piegate all’indietro … una poltrona Fru da 2000 euro con vibroautocogito dopo essere stata scaraventata da un viadotto, proprio come Daniele, il bimbo ventenne normocefalo, immobile, statua di ossa e cazzo moscio a vita.

 

Filodiffusione: Xð Iiiiiiiiiiiiil moooooooooondoooo non si è fermato mai un momeeeentoooooo

 

“Andiamo via…su Daniele… E tu fai schifo…schifo, SCHIFO!!!” – il pubblico attorno svogliatamente distolse lo sguardo dalla scena, nessuno gradirebbe essere interrotto mentre sta a  guardare quel che si è tirato fuori dal naso, una mosca su di una cacca di cane, Maria De Filippi sciare, le zuffe da checche in Parlamento, una decapitazione in diretta o il fuoriuscire del retto mentre vieni. Ci si sente felicemente vivi solo nelle disgrazie altrui, ma è già qualcosa.

“No, tu fai schifo! Tu e tuo figlio che ostentate una stomachevole normalità fuori luogo, ovunque, senza luogo!!! Vuoi portarlo al mare adesso? Dai, andiamo…due sdraio ed un’amaca per nostro figlio la Mosca!!!” –

“Basta ti prego!” –

“Poi lo leghiamo ad una boa e ce ne facciamo una in acqua, ok? Dobbiam pur sostituirlo, no? …O forse ti eccita di più andare per negozi? Si si…un bel giro ci vuole, lo facciamo addobbare dalle commesse sconvolte e poi lo gettiamo a sfilare … anzi filare, tra bave e…”

“Ti odio” – mesta, già in piedi, già santa, le mani sulle impugnature della sedia a rotelle, Maddalena legionaria impilata!!!

Daniele in silenzio, senza bavaglino e con la lingua giraffoide a penzoloni.

Osanna nell’alto dei cieli e buono sconto del 30%.

Il demonio, in rosa…

“Anch’io…”

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