Alessandra MR D’Agostino - Agnese

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Postato da: zaphod

Il rumore adesso si è attutito. Quello nella testa dico.
Mentre lei è sempre lì, a far da scudo in qualche modo. Ad evitare che vengano avanti, i bastardi. A spiegar loro con il pianto che non si ferma e continua a scendere dagli occhi che qui siamo nati noi e qui loro non c’entrano niente, proprio niente cazzo, loro con le loro dannate divise scure da beccamorti e i loro arnesi lucidi e cattivi. E invece niente, Agnese non c’è verso che la ascoltino.
Levati, vecchia! Spostati o ne avrai anche tu!
Così lei gli dà le spalle, finalmente, purtroppo, in segno di sconfitta, mentre mi guarda. Agnese guarda me che il rumore nella testa, ora, mi si è attutito.
Agnese, ti difenderei io da quei bastardi! Se solo non avessi sempre questo fastidioso ronzio che si espande senza senso dalla fronte agli occhi alle orecchie alle mani alle gambe alla lingua facendola incespicare.
Agnese!, cerco di urlare con tutta la voce che non ho più.
Agnese!, provo ancora, più forte, cercando di alzare la mano che però non si alza.
Lei adesso mi guarda ancora più attentamente, come se davvero avesse potuto udire. Porta l’indice alle labbra, come per dirmi di tacere. Poi si sistema meglio la sciarpa attorno al collo e la cuffia di lana grigia e infiltrita.
Vattene, vecchia, e spostati!
Voi non c’entrate niente con qui dove noi siamo nati. Voi non c’entrate proprio niente.

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