Luigi Brasili - C’era una volta

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Postato da: zaphod

C’era una volta un’anziana donna che s’incurvava lungo un pendio, il vento bagnato a frustarle la gonna.

Lenta arrancava salendo a tentoni, la sciarpa di lana annodata in un cappio, il cuore rigonfio d’antiche emozioni.

E in basso la valle, lontana e nebbiosa, spazzata da lampi che il cielo non vede, straziata dall’urla di gente furiosa.

Saliva a fatica la ripida strada, senza voltarsi, e nemmeno pensare, ché solo alla casa voleva tornare.

Un vento nemico le sferzava la carne, un vento ch’è nero, e nere le forme.

E in alto le case, lontane e nebbiose, spazzate da lampi che il cielo non vede, straziate dal gelo, da bestie furiose.

Cortina di fumo la vide cadere, rialzarsi e cadere, fin quando riprese decisa a passare.

Ma giunta alla meta, ricadde spezzata, trovò solo ombre, e macerie di bombe.

E pianse sgomenta nell’orrida luce, la bocca distorta in fantasmi di voce.

Rimase in silenzio, fin quando fu notte, lontana da tutto, col gelo nel petto.

S’alzò solo all’alba d’un sole impaurito, negli occhi la brace, nel pugno una croce.

C’era una volta, e forse c’è ancora, un’ombra di donna, e un vento di sangue a inzupparle la gonna.

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